I Dispacci

Banjo-Kazooie, tre studi hanno bussato a Microsoft

Reek "L’Inquisitore degli Archivi"
Settembre 4, 2026
8 min lettura

Il ritorno che continua a essere rimandato

C’è qualcosa di quasi comico nella storia di Banjo-Kazooie. Abbiamo un’azienda che possiede una delle mascotte platform più amate della sua storia, una community che continua a chiedere a gran voce un nuovo capitolo e persino sviluppatori disposti a mettersi al lavoro. Eppure, quando arriva il momento di aprire quella dannata porta, qualcuno sembra ancora preferire lasciare l’orso e l’uccello a dormire.

A riaccendere la questione è Grant Kirkhope, storico compositore della serie, che in una recente intervista ha rivelato di conoscere almeno tre aziende che avrebbero presentato a Microsoft o Rare una proposta concreta per realizzare un nuovo Banjo-Kazooie. Nessuno dei progetti, per quanto ne sappiamo, sarebbe riuscito a superare la fase di proposta. Kirkhope non ha rivelato i nomi degli studi né i dettagli dei concept, ma la sua testimonianza aggiunge un elemento importante a una vicenda che per anni è stata dominata quasi esclusivamente da desideri, indiscrezioni e nostalgia.

Non manca chi vuole farlo: manca il via libera

La frase che probabilmente farà più rumore è quella con cui Kirkhope descrive la situazione: conosce “circa tre aziende” che hanno effettivamente presentato un progetto a Microsoft o Rare, ma ritiene che nessuna sia riuscita a ottenere l’approvazione. Non significa che esistano tre Banjo-Kazooie cancellati, né che Microsoft abbia finanziato tre prototipi poi abbandonati. Significa qualcosa di più semplice e, per i fan, forse ancora più frustrante: qualcuno ha provato davvero a riportare in vita la serie.

Kirkhope ha inoltre spiegato che per anni considerava praticamente impossibile un ritorno della serie, mentre oggi la sua posizione è cambiata: da “zero possibilità” sarebbe passato a una “piccola possibilità”. È una differenza minuscola sulla carta, ma enorme considerando chi la pronuncia. Il compositore non è un osservatore casuale: ha contribuito a definire l’identità sonora dei primi Banjo-Kazooie e Banjo-Tooie e conosce direttamente l’ambiente creativo che ha dato origine alla serie.

Il problema si chiama Rare

Il nodo, almeno secondo la ricostruzione di Kirkhope, non sarebbe quindi la totale assenza di interesse da parte degli sviluppatori esterni. Il problema sarebbe piuttosto ottenere il permesso di mettere mano alla proprietà.

La situazione è particolare perché Banjo-Kazooie appartiene a Microsoft, mentre il DNA creativo della serie rimane inevitabilmente associato a Rare. E Rare, oggi, non è più lo studio che alla fine degli anni Novanta poteva concentrare enormi risorse sui platform 3D. La software house britannica ha seguito altre direzioni e, secondo Kirkhope, sarebbe troppo impegnata per occuparsi direttamente di un nuovo capitolo.

Il compositore sostiene inoltre di aver conosciuto persone che in passato hanno proposto a Rare persino progetti diversi dai videogiochi, come serie animate e altre iniziative legate al marchio, ricevendo comunque risposte negative. Naturalmente si tratta della sua testimonianza e non di una spiegazione ufficiale di Microsoft o Rare; proprio per questo sarebbe sbagliato trasformare quelle parole in una certezza assoluta sulle strategie interne dell’azienda.

Eppure qualcosa è cambiato

La parte più interessante delle dichiarazioni riguarda proprio Rare. Kirkhope lascia intendere che il recente cambiamento ai vertici dello studio potrebbe aver aperto uno spiraglio.

Non è una conferma di un nuovo progetto, ma è un dettaglio da tenere d’occhio. Dopo l’uscita di Craig Duncan dalla guida dello studio, la gestione di Rare è cambiata e Kirkhope ritiene che questo possa significare una maggiore disponibilità ad ascoltare proposte esterne. È un’ipotesi personale, non un’indicazione di sviluppo in corso, ma spiega perché oggi il compositore sia meno categorico rispetto al passato.

E qui la questione diventa particolarmente interessante per Microsoft. Xbox sta attraversando una fase nella quale il valore delle proprie proprietà storiche viene osservato con occhi diversi. Nel maggio 2026 è stato lanciato Xbox Player Voice, uno spazio ufficiale pensato per raccogliere e rendere più visibile il feedback della community. Proprio Banjo-Kazooie è emerso successivamente come una delle richieste più votate, arrivando al vertice delle richieste relative a nuovi giochi.

Insomma: da una parte abbiamo i fan che chiedono Banjo; dall’altra abbiamo sviluppatori che, a quanto pare, hanno già bussato alla porta. Nel mezzo c’è Microsoft con le chiavi in mano.

Chi potrebbe raccogliere il testimone?

Kirkhope ha persino indicato uno studio che, secondo lui, potrebbe essere adatto a un eventuale nuovo episodio: Day 4 Night Studios, attualmente impegnato su Bradley the Badger. La motivazione è soprattutto creativa: per Kirkhope, un nuovo Banjo-Kazooie avrebbe bisogno di un team capace di comprendere quel particolare umorismo britannico che rappresentava una componente fondamentale della serie originale.

Non è l’unico nome emerso negli ultimi mesi. Anche Toys for Bob ha dichiarato pubblicamente di amare Banjo-Kazooie e di essere interessata a lavorare sulla proprietà qualora se ne presentasse l’opportunità. Lo studio ha una lunga esperienza con il platforming e sta lavorando al ritorno di Spyro, rendendolo sulla carta uno dei candidati più naturali per una possibile operazione di questo tipo. Ma, ancora una volta, non esiste alcun annuncio che colleghi Toys for Bob a un nuovo Banjo-Kazooie.

Ed è probabilmente questo il punto sul quale conviene frenare l’entusiasmo. Tre pitch non equivalgono a tre giochi cancellati. Toys for Bob non significa Banjo 3. Day 4 Night Studios non significa Banjo 3. E soprattutto le parole di Kirkhope non significano che Microsoft abbia già scelto qualcuno.

Il peso enorme di Banjo-Kazooie

Il paradosso è che Banjo-Kazooie non ha mai smesso veramente di esistere. È semplicemente rimasto senza un nuovo grande capitolo.

Banjo-Kazooie e Banjo-Tooie sono ancora considerati punti di riferimento del platform 3D dell’epoca Nintendo 64. Poi è arrivato Banjo-Kazooie: Nuts & Bolts nel 2008, un gioco che scelse deliberatamente di allontanarsi dal modello tradizionale, sostituendo buona parte dell’esplorazione platform con la costruzione e personalizzazione di veicoli. All’epoca Rare spiegò quella scelta come un’evoluzione della formula, ma il cambio di direzione divise profondamente il pubblico.

Da allora, per chi desidera un vero ritorno alle radici, il calendario è diventato una specie di scherzo crudele. Nessun nuovo platform 3D principale. Nessun Banjo-Threeie. Nessuna grande avventura moderna costruita attorno alle abilità complementari dell’orso e dell’uccello.

Eppure i personaggi sono tutt’altro che dimenticati. Nel 2019 Banjo e Kazooie sono entrati ufficialmente nel roster di Super Smash Bros. Ultimate, accompagnati da Monte Spirale e da dieci brani musicali, con Kirkhope coinvolto anche negli arrangiamenti. È stata una delle dimostrazioni più evidenti del fatto che il duo conservi ancora una forza iconica ben oltre il proprio catalogo originale.

Il vero rischio sarebbe sbagliare ritorno

Ed è qui che, a mio avviso, Microsoft dovrebbe ragionare con particolare attenzione.

Riportare Banjo-Kazooie non significa semplicemente costruire un platform 3D colorato, riempirlo di collezionabili e piazzare Banjo sulla copertina. La serie possiede una personalità precisa: esplorazione, humor, trasformazioni, abilità combinate, mondi ricchi di segreti e soprattutto quella leggerezza britannica che Kirkhope considera ancora fondamentale.

Un eventuale nuovo capitolo dovrebbe quindi scegliere una strada. Potrebbe tentare di ricostruire fedelmente la formula di Banjo-Kazooie e Banjo-Tooie, aggiornandola alle esigenze moderne. Oppure potrebbe cercare una nuova evoluzione, come fece Nuts & Bolts, rischiando però di ripetere lo stesso problema: realizzare un buon gioco che non sia necessariamente il Banjo che il pubblico sta aspettando.

La soluzione potrebbe essere proprio affidarsi a un team esterno con una forte identità platform, lasciandogli abbastanza libertà per modernizzare la formula senza snaturarla. Il fatto che almeno tre studi abbiano già tentato questa strada rende la situazione ancora più curiosa.

Questa volta possiamo davvero sperare?

La risposta, oggi, è ancora no. Non c’è un Banjo-Kazooie annunciato, non c’è uno studio confermato, non c’è una data e non abbiamo nemmeno la certezza che uno dei pitch citati da Kirkhope sia arrivato vicino alla produzione.

Ma rispetto alle solite voci c’è una differenza sostanziale: questa volta sappiamo che l’interesse degli sviluppatori non è soltanto teorico. Almeno tre aziende avrebbero presentato concretamente delle idee a Microsoft o Rare. E contemporaneamente il pubblico Xbox continua a chiedere il ritorno della serie, mentre alcuni sviluppatori hanno espresso apertamente il desiderio di occuparsene.

Verdetto dell’Inquisitore

Banjo-Kazooie è probabilmente uno dei casi più curiosi dell’industria moderna: un franchise che sembra avere tutto ciò che serve per tornare, tranne qualcuno disposto ad aprire il cancello. La notizia dei tre pitch non è la conferma che Banjo 3 sia in sviluppo, ma dimostra che l’idea continua a vivere anche fuori dalla testa dei fan.

Personalmente, credo che il momento per riportare Banjo e Kazooie non sia mai stato così interessante. Non perché Microsoft abbia finalmente annunciato qualcosa, ma perché il contesto sta iniziando a cambiare: domanda del pubblico, sviluppatori interessati e una Rare apparentemente più aperta potrebbero essere gli ingredienti di cui questa saga ha bisogno. Ora manca soltanto la decisione più importante: smettere di parlare del ritorno e iniziare, finalmente, a costruirlo.

Voi dareste una possibilità a un nuovo Banjo-Kazooie sviluppato da uno studio esterno? E quale team vedreste meglio dietro al ritorno dell’orso e dell’uccello? Fateci sapere in Taverna.

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