I Dispacci

Bayonetta tornerà? PlatinumGames vuole continuare

Reek "L’Inquisitore degli Archivi"
Ottobre 6, 2026
12 min lettura

PlatinumGames non vuole dire addio alla sua strega

Bayonetta potrebbe non aver ancora detto la sua ultima parola. PlatinumGames, attraverso le parole del CEO Atsushi Inaba, ha lasciato intendere che il futuro della serie non è affatto considerato concluso e che all’interno dello studio esiste una volontà precisa di continuare a sviluppare il personaggio e ampliare il suo universo. Attenzione, però, perché qui è necessario mettere subito un freno all’entusiasmo: non è stato annunciato Bayonetta 4, non abbiamo una data, non abbiamo piattaforme confermate e soprattutto non sappiamo quale forma potrebbe assumere il prossimo progetto. Quello che abbiamo è una dichiarazione d’intenti, ma è una dichiarazione d’intenti che arriva in un momento particolarmente interessante per PlatinumGames.

La dichiarazione di Inaba è arrivata durante un’intervista a Famitsu realizzata insieme a Kim Hyung-tae, CEO di Shift Up e director di Stellar Blade, proprio mentre le due realtà stanno collaborando per portare costumi ispirati a Bayonetta all’interno dell’action di Shift Up. La collaborazione è stata annunciata ufficialmente da PlatinumGames e arriverà su PlayStation 5, PC e Nintendo Switch 2 il 5 novembre. Una coincidenza interessante, perché mentre Bayonetta presta la propria immagine a un’altra produzione, PlatinumGames sembra volerci ricordare che il personaggio non è affatto destinato a rimanere confinato nel passato.

Una frase che riapre una porta

Quando a Inaba è stato chiesto del futuro della serie, la risposta è stata volutamente prudente. Il CEO non ha potuto fornire dettagli concreti, ma ha parlato chiaramente del desiderio di sviluppare ulteriormente Bayonetta come personaggio e di espandere il suo mondo, invitando il pubblico ad aspettare per scoprire quale forma assumerà questo progetto. È una risposta abbastanza vaga da non permetterci di parlare di un nuovo gioco già annunciato, ma abbastanza precisa da rendere difficile sostenere che PlatinumGames abbia intenzione di archiviare definitivamente la proprietà.

Ed è proprio questa distinzione che voglio mantenere. In questi casi basta una frase pronunciata da un dirigente per trasformare immediatamente una possibilità in un titolo come “Bayonetta 4 confermato”. Non è quello che è successo. Inaba non ha annunciato un quarto capitolo e non ha nemmeno specificato che il prossimo progetto sarà necessariamente un nuovo gioco principale. Potrebbe trattarsi di un’altra esperienza ambientata nello stesso universo, di un nuovo capitolo della serie principale o di qualcosa che oggi non siamo ancora in grado di identificare. L’unica certezza è che PlatinumGames non sembra considerare conclusa la storia di Bayonetta.

Il problema è che PlatinumGames non è più quella di prima

Ed è qui che, a mio avviso, comincia la parte veramente interessante della vicenda. Se questa stessa dichiarazione fosse arrivata qualche anno fa, probabilmente l’avrei accolta con un semplice sorriso e con la certezza che prima o poi avremmo visto un nuovo Bayonetta. Oggi, invece, bisogna guardare anche a chi non fa più parte dello studio.

Il cambiamento più evidente è naturalmente quello di Hideki Kamiya, creatore di Bayonetta e una delle figure fondamentali nella costruzione dell’identità della serie. Kamiya ha lasciato PlatinumGames e ha fondato Clovers, studio nel quale sta lavorando al nuovo Okami. Ma il suo non è stato un addio isolato: negli ultimi anni hanno lasciato PlatinumGames anche diversi professionisti che avevano avuto ruoli importanti nei precedenti capitoli della serie e in altri grandi progetti dello studio. Tra questi figurano Yusuke Miyata, director di Bayonetta 3, Abebe Tinari, director di Bayonetta Origins, Yusuke Hashimoto, director di Bayonetta 2, oltre a Takahisa Taura, Kenji Saito e Masaki Yamanaka.

Questo non significa che PlatinumGames abbia perso la capacità di realizzare un action di alto livello. Ninja Gaiden 4, sviluppato con Team Ninja, ha dimostrato che all’interno dello studio esistono ancora competenze importanti nel genere. Ma Bayonetta non è soltanto un action game costruito attorno a un sistema di combattimento spettacolare. È anche una precisa combinazione di direzione artistica, ritmo, umorismo, personaggi, sensualità, musica e follia creativa. Quando cambiano così tante figure chiave, la domanda non è soltanto “possono fare un altro Bayonetta?”, ma “che cosa sarà Bayonetta senza una parte consistente delle persone che l’hanno costruita?”

Kamiya aveva già previsto un futuro senza di lui

La situazione, comunque, non dovrebbe sorprenderci completamente. Kamiya stesso aveva già lasciato intendere in passato di aspettarsi che la serie potesse continuare anche dopo la sua uscita da PlatinumGames. Il creatore aveva riconosciuto che la proprietà appartiene ai titolari dei diritti e che, prima o poi, Bayonetta avrebbe potuto proseguire senza di lui.

La differenza è che oggi questa possibilità non è più teorica: siamo già dentro quel futuro.

E c’è un dettaglio che rende tutto ancora più curioso. Nel 2026 Kamiya è tornato a parlare anche di Bayonetta 3, spiegando alcuni aspetti del finale e ammettendo che determinate scelte narrative erano state lasciate troppo aperte all’interpretazione dei giocatori. In particolare, ha chiarito la propria intenzione riguardo alla sorte di Bayonetta e ha riconosciuto che la comunicazione di alcuni elementi non era stata sufficientemente chiara.

Questo significa che il creatore originale continua a dialogare con il pubblico sul passato della serie mentre PlatinumGames guarda al futuro senza di lui. È una situazione quasi paradossale: da una parte abbiamo l’uomo che ha contribuito a definire la Bayonetta che conosciamo, dall’altra lo studio che sembra voler dimostrare di poter continuare a costruire quel mondo.

Bayonetta 3 aveva lasciato una porta aperta

A rendere plausibile un ritorno c’è anche il modo in cui si è concluso Bayonetta 3. Senza entrare nei dettagli più pesanti per chi non ha ancora giocato, il terzo capitolo ha introdotto una struttura narrativa legata al multiverso e ha aperto la porta a una nuova fase della serie attraverso Viola.

La questione, però, è stata tutt’altro che semplice. Una parte del pubblico aveva interpretato il finale come una conclusione definitiva per Bayonetta, mentre Kamiya ha successivamente spiegato che alcuni elementi avrebbero dovuto suggerire una situazione differente. L’idea di un passaggio di testimone verso Viola aveva comunque alimentato una domanda inevitabile: PlatinumGames stava preparando una nuova protagonista destinata a sostituire Bayonetta?

La dichiarazione di Inaba sembra complicare ulteriormente questa lettura. Se l’obiettivo è “sviluppare ulteriormente il personaggio di Bayonetta e ampliare il suo mondo”, allora non sembra esserci necessariamente la volontà di abbandonare la protagonista originale per affidare tutto a Viola. Questo non significa che Viola non possa avere un ruolo futuro, ma almeno per ora non abbiamo elementi sufficienti per considerare Bayonetta un personaggio del passato.

E personalmente trovo che sia una scelta interessante.

Bayonetta non ha bisogno di essere Bayonetta 4

Qui faccio una distinzione che considero fondamentale. Quando sentiamo parlare del futuro di una serie, tendiamo automaticamente a immaginare il capitolo successivo. Bayonetta 4. Numero progressivo, nuova avventura, nuova minaccia, nuova evoluzione del sistema di combattimento. È il percorso più ovvio, ma non necessariamente quello migliore.

Le parole di Inaba, invece, sono più ampie: sviluppare Bayonetta e ampliare il suo mondo. Non ha parlato esclusivamente di un quarto capitolo numerato. Questo potrebbe lasciare spazio a una soluzione diversa, magari uno spin-off, un progetto narrativo più contenuto o una nuova formula capace di esplorare un’altra parte dell’universo.

Del resto, PlatinumGames ha già dimostrato di essere disposta a sperimentare con Bayonetta Origins: Cereza and the Lost Demon, che aveva abbandonato completamente la struttura dell’action puro per raccontare una storia più intima e orientata all’avventura. Il progetto ha dimostrato che il marchio Bayonetta può sopravvivere anche quando il gameplay cambia radicalmente. La stessa PlatinumGames continua a presentare ufficialmente Bayonetta, Bayonetta 2, Bayonetta 3 e Bayonetta Origins come parte della propria serie.

Per questo non mi sorprenderebbe vedere PlatinumGames sperimentare nuovamente.

Il vero nodo resta la proprietà

C’è poi un elemento che non possiamo ignorare: Bayonetta non è una proprietà che PlatinumGames può gestire completamente da sola. La situazione dei diritti coinvolge Sega e Nintendo, mentre Nintendo è stata il principale partner editoriale della serie a partire da Bayonetta 2. Questo significa che anche qualora PlatinumGames avesse una precisa idea per il futuro della strega, la sua realizzazione richiederebbe comunque un accordo con i soggetti che controllano la proprietà e la pubblicazione.

Ed è un aspetto particolarmente importante quando si parla di Nintendo Switch 2.

PlatinumGames ha infatti ammesso di non aver ancora pubblicato un proprio gioco sulla nuova console Nintendo, pur riconoscendone il potenziale. La dichiarazione è arrivata proprio nella stessa conversazione nella quale Inaba ha parlato del futuro di Bayonetta. Non è stata annunciata una versione Switch 2 di un nuovo capitolo, ma è difficile non notare la combinazione delle due informazioni: una serie storicamente legata a Nintendo e uno studio che non ha ancora portato un proprio titolo sulla nuova macchina.

Non voglio però trasformare questa coincidenza in una conferma. Al momento sarebbe soltanto una supposizione.

Switch 2 potrebbe essere il palcoscenico naturale

Se davvero PlatinumGames decidesse di sviluppare un nuovo Bayonetta, Nintendo Switch 2 sarebbe una piattaforma estremamente logica da considerare. La serie ha costruito il proprio percorso moderno proprio attraverso Nintendo: Bayonetta 2 è arrivato su Wii U, Bayonetta 3 su Switch e Bayonetta Origins ha seguito la stessa strada.

Inoltre, un hardware più potente offrirebbe a PlatinumGames la possibilità di spingere ulteriormente proprio quegli elementi che hanno sempre caratterizzato la serie: combattimenti velocissimi, grandi quantità di effetti sullo schermo, ambientazioni spettacolari e scontri con nemici giganteschi. Bayonetta è una saga che può trarre beneficio diretto dalla potenza hardware, soprattutto se lo studio decidesse di aumentare ulteriormente la scala degli scontri.

Ma ancora una volta: questo non significa che Bayonetta 4 sia destinato a essere un’esclusiva Switch 2. Non è stato annunciato nulla del genere e sarebbe scorretto presentare un’ipotesi come una notizia.

Per ora sappiamo soltanto che PlatinumGames vede un grande potenziale nella nuova console e che contemporaneamente sta valutando il futuro di Bayonetta. Il resto è terreno per le speculazioni.

Il ritorno di Bayonetta deve avere un’identità

Personalmente, la cosa che mi interessa maggiormente non è sapere se arriverà Bayonetta 4. Voglio capire che cosa abbia da dire un nuovo Bayonetta.

La serie ha già attraversato una trilogia principale, un prequel e una quantità enorme di evoluzioni narrative e meccaniche. Riproporre semplicemente la stessa formula con una nuova minaccia cosmica sarebbe la strada più semplice, ma anche quella che rischierebbe di trasformare Bayonetta in una caricatura di se stessa.

La forza della serie è sempre stata la capacità di esagerare senza perdere il controllo. Bayonetta poteva affrontare un angelo grande quanto un grattacielo, trasformarsi in una creatura demoniaca e contemporaneamente scherzare sulla situazione senza che il gioco sembrasse mai realmente imbarazzato dalla propria follia. È un equilibrio difficile da mantenere.

E senza Kamiya e molti degli altri veterani, questa sarà probabilmente la sfida più grande.

Non credo che il prossimo Bayonetta debba necessariamente imitare il lavoro di chi è venuto prima. Anzi, sarebbe forse un errore. Ma dovrà capire quali sono gli ingredienti che rendevano quella follia riconoscibile e quali, invece, erano semplicemente il risultato della personalità degli autori originali.

Una collaborazione che sa di passaggio di testimone

La collaborazione con Stellar Blade assume quindi un significato curioso. Non perché sia una prova dell’esistenza di un nuovo gioco, ma perché mette Bayonetta in contatto diretto con un’altra produzione che ha dichiaratamente guardato al genere degli action game spettacolari giapponesi e, più in generale, all’eredità di opere come quelle di PlatinumGames.

Il costume creato per Stellar Blade arriverà il 5 novembre e rappresenta una collaborazione ufficiale tra PlatinumGames e Shift Up. È un modo relativamente semplice per mantenere Bayonetta presente nella cultura videoludica mentre il futuro della serie principale rimane ancora avvolto nel mistero.

E trovo interessante che proprio durante la promozione di questa collaborazione sia arrivata la dichiarazione di Inaba. Forse è soltanto una coincidenza dettata dall’intervista. Forse no. In ogni caso, il messaggio che arriva ai giocatori è abbastanza chiaro: Bayonetta non è un capitolo chiuso per PlatinumGames.

Il prossimo Bayonetta dovrà guadagnarsi il nome

La tentazione, davanti a una dichiarazione del genere, è iniziare immediatamente a costruire il gioco nella nostra testa. Nuovi demoni, nuove armi, nuove trasformazioni, Viola, Luka, Jeanne, un possibile ritorno della protagonista originale, magari una nuova struttura multiversale e, naturalmente, la potenza di Switch 2.

Io preferisco fermarmi prima.

Abbiamo già visto troppe volte quanto le aspettative dei giocatori possano diventare ingombranti. E Bayonetta è una serie che, proprio per la sua storia, non può permettersi di vivere soltanto di nostalgia. Se tornerà, dovrà avere qualcosa di nuovo da raccontare e qualcosa di nuovo da offrire.

PlatinumGames ha davanti una possibilità enorme, ma anche una responsabilità altrettanto grande. Può dimostrare che la serie è più grande dei suoi creatori originali, oppure può scoprire che alcune delle sue caratteristiche erano indissolubilmente legate alle persone che l’avevano costruita.

È una scommessa che, al momento, non possiamo ancora giudicare.

Verdetto dell’Inquisitore

Personalmente, sono contento che PlatinumGames non voglia mettere la parola fine a Bayonetta, ma non ho bisogno che la serie torni semplicemente perché il mercato vuole un altro capitolo. Dopo Bayonetta 3 e dopo l’uscita di scena di tanti dei professionisti che avevano contribuito a costruire l’identità della saga, credo che la domanda più importante non sia “quando arriverà Bayonetta 4?”, bensì “chi è Bayonetta oggi?”

Se PlatinumGames riuscirà a rispondere a questa domanda prima ancora di mettersi a costruire il prossimo gioco, allora sono disposto ad aspettare. Voglio vedere una nuova direzione, magari anche rischiosa, purché sia sostenuta da idee vere e non dalla semplice necessità di sfruttare un nome riconoscibile.

Non mi interessa un Bayonetta costruito per imitare quello di Kamiya. Mi interessa un Bayonetta capace di dimostrare che quel mondo può ancora sorprenderci anche senza il suo creatore originale. E questa, francamente, sarebbe la prova più difficile da superare.

Per ora, quindi, tengo la porta aperta ma senza fare salti di gioia: PlatinumGames vuole continuare con Bayonetta, ma il prossimo passo è ancora tutto da scrivere. Quando arriverà, voglio che abbia qualcosa da dimostrare.

E voi cosa ne pensate? Vorreste un vero Bayonetta 4 con la strega originale protagonista oppure preferireste vedere PlatinumGames rischiare con una nuova direzione, magari lasciando spazio a Viola o a un altro personaggio? Fatecelo sapere in Taverna.

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