I Dispacci

Diablo IV su Switch 2: 40 FPS, ma a quale prezzo?

Reek "L’Inquisitore degli Archivi"
Settembre 16, 2026
10 min lettura

L’Inferno finalmente approda su Switch 2

Dopo mesi di indiscrezioni, mezze conferme e il solito silenzio diplomatico di Blizzard, Diablo IV è finalmente arrivato su Nintendo Switch 2. La versione prende il nome di Diablo IV: Age of Hatred Collection e debutta oggi, 15 settembre 2026, includendo il gioco base insieme alle espansioni Vessel of Hatred e Lord of Hatred. Il prezzo fissato è di 69,99 euro, una cifra che rende questa edizione particolarmente interessante per chi non ha ancora affrontato l’ultimo capitolo della serie.

La vera notizia, però, è nascosta qualche riga più sotto nelle specifiche tecniche. Blizzard ha confermato due modalità grafiche: una Quality Mode a 30 FPS e una Performance Mode che punta ai 40 FPS. Nessuna modalità a 60 FPS è prevista al lancio. E già qui vale la pena mettere da parte l’entusiasmo da annuncio e cominciare a fare quello che alla Loggia piace particolarmente: leggere le specifiche fino in fondo.

Due modalità, due compromessi molto diversi

La Quality Mode punta a 1080p e 30 FPS in modalità portatile, mentre quando Switch 2 è collegata al televisore la risoluzione sale a 1440p mantenendo i 30 FPS. La Performance Mode, invece, sacrifica la risoluzione e lavora a 1080p sia in portatile sia in modalità docked, con un obiettivo di 40 FPS. In modalità docked c’è però una postilla tutt’altro che trascurabile: per utilizzare i 40 FPS è necessario un display compatibile con una frequenza di aggiornamento di almeno 120 Hz.

La scelta è tecnicamente sensata. Diablo IV è un action RPG nel quale la fluidità conta parecchio, soprattutto quando lo schermo si riempie di nemici, effetti, particellari e abilità. Allo stesso tempo, la risoluzione superiore della modalità Quality può avere un senso soprattutto su un televisore di grandi dimensioni. Il problema è che entrambe le opzioni chiedono al giocatore di rinunciare a qualcosa: qualità d’immagine oppure fluidità.

40 FPS non significa 40 FPS granitici

Qui bisogna fare una distinzione fondamentale. Blizzard parla di Performance Mode a 40 FPS, ma il termine utilizzato nelle specifiche è un target, non la promessa di un blocco assoluto a 40 fotogrammi in ogni situazione. È una differenza piccola sulla carta e enorme quando si analizza un gioco come Diablo IV, dove il carico può cambiare radicalmente durante una sessione.

Le prove preliminari effettuate dalla stampa internazionale sulla versione Switch 2 hanno infatti restituito un quadro generalmente positivo, ma non perfettamente uniforme. In modalità portatile il gioco è apparso convincente e godibile, mentre alcuni test hanno rilevato cali di fluidità durante gli scontri più affollati. Altri hanno evidenziato una resa complessivamente stabile, confermando comunque che le situazioni più concitate rappresentano il banco di prova principale per il porting.

Questo è il motivo per cui considero più interessante parlare di obiettivo dei 40 FPS che di “Diablo IV a 40 FPS”. La differenza non è semantica: è la differenza tra un limite tecnico dichiarato e una prestazione realmente mantenuta in tutte le condizioni.

Perché 40 FPS è una scelta intelligente

La domanda successiva è inevitabile: perché non puntare direttamente ai 60 FPS? La risposta più probabile è che Blizzard abbia preferito trovare un punto d’equilibrio tra carico grafico, consumi, risoluzione e stabilità.

I 40 FPS sono un compromesso interessante perché, su un pannello a 120 Hz, consentono una distribuzione perfettamente regolare dei fotogrammi: ogni frame può essere mostrato per tre cicli del display. Non offrono la reattività dei 60 FPS, ma sono sensibilmente più fluidi dei 30 FPS e possono garantire una percezione più consistente senza chiedere alla macchina lo stesso sacrificio necessario per mantenere 60 fotogrammi.

Per una console ibrida questo approccio ha perfettamente senso. Switch 2 deve infatti essere una macchina da salotto e contemporaneamente un dispositivo portatile alimentato a batteria. Pretendere 1440p, effetti elevati e 60 FPS costanti da un titolo nato anche per hardware decisamente più potente avrebbe significato accettare compromessi molto più aggressivi.

Il vero vantaggio è giocare a Sanctuarium ovunque

Il punto forte del porting, tuttavia, non è soltanto il numero di fotogrammi. Diablo IV è probabilmente uno dei giochi Blizzard più adatti alla natura ibrida di Switch 2, perché la struttura dell’action RPG si presta perfettamente a sessioni brevi o lunghe, alla progressione persistente e al ritorno frequente sul personaggio.

La possibilità di continuare la propria avventura anche lontano dal televisore è quindi più importante della semplice rincorsa al numero massimo di FPS. E Blizzard ha mantenuto anche cross-play e cross-progression, permettendo ai giocatori di ritrovare il proprio progresso e affrontare altri utenti sulle piattaforme supportate. Il porting integra inoltre il touchscreen per navigare nei menu, nella mappa e nell’inventario.

C’è però una curiosa occasione mancata: i controlli mouse dei Joy-Con 2 non sono supportati. È possibile collegare mouse e tastiera tramite USB, ma la particolare funzione mouse dei Joy-Con 2 non viene utilizzata. Per un gioco con un inventario enorme e una quantità altrettanto importante di menu, sarebbe stata una caratteristica interessante da sfruttare.

Il prezzo diventa più interessante guardando il contenuto

I 69,99 euro richiesti per la Age of Hatred Collection devono essere valutati anche in rapporto a ciò che viene effettivamente incluso. Non si tratta semplicemente di acquistare il gioco base su una nuova piattaforma: il pacchetto comprende Diablo IV, Vessel of Hatred e Lord of Hatred, offrendo quindi l’intero percorso disponibile della saga fino al nuovo capitolo dell’odio.

Per chi entra oggi nell’ecosistema di Diablo IV, l’operazione ha una logica precisa. Il giocatore non deve acquistare separatamente il gioco originale e le sue espansioni, e può iniziare direttamente con un pacchetto che contiene una quantità enorme di contenuti. Per chi possiede già tutto su PC, PlayStation o Xbox, invece, la situazione è molto meno conveniente: il cross-progression permette di condividere i progressi, ma non trasforma automaticamente il possesso di una copia in una licenza universale. La versione Switch 2 va quindi acquistata separatamente.

E poi c’è la questione del formato fisico

Un altro dettaglio merita attenzione perché tocca direttamente il tema della conservazione. La versione retail di Diablo IV: Age of Hatred Collection è stata segnalata come code-in-box, quindi una confezione fisica contenente un codice anziché una copia completa del gioco su supporto fisico. Anche le classificazioni delle versioni disponibili riportano questa impostazione.

È un dettaglio tutt’altro che secondario. Da un lato abbiamo una console portatile sulla quale il gioco avrebbe un valore enorme anche in ottica di preservazione e comodità; dall’altro abbiamo un prodotto che, pur presentandosi sullo scaffale come copia retail, rimane fortemente dipendente dal download e dai servizi online.

E qui torniamo a uno dei problemi strutturali di Diablo IV: il gioco richiede una connessione online. La natura live service del titolo rende questa scelta comprensibile, ma su una macchina nata anche per giocare lontano dalla rete rappresenta inevitabilmente un limite.

La Switch 2 dimostra di poter gestire Diablo IV

Al netto delle critiche, sarebbe però sbagliato trasformare il limite dei 40 FPS in una bocciatura tecnica. Diablo IV è un gioco decisamente più complesso rispetto a molti titoli che hanno ricevuto conversioni per Switch. Il mondo aperto, gli eventi dinamici, le grandi quantità di nemici, gli effetti delle abilità e la natura persistente dell’esperienza impongono un carico molto più significativo rispetto a un titolo lineare.

Le prove preliminari hanno evidenziato una resa convincente soprattutto in portatile, con caricamenti rapidi e una qualità visiva che, considerando l’hardware, risulta tutt’altro che disprezzabile. Alcune impressioni hanno invece segnalato un divario più evidente collegando la console a un televisore, dove risoluzione e qualità dell’immagine rendono più facile notare i compromessi del porting.

In altre parole, questa potrebbe essere una di quelle conversioni che hanno più senso sullo schermo della console che su quello del salotto. Ed è un risultato quasi paradossale per una macchina che continua a essere venduta anche come console domestica.

Il confronto con Steam Deck è inevitabile

Chi possiede già uno Steam Deck potrebbe chiedersi perché dovrebbe comprare nuovamente Diablo IV su Switch 2. La risposta non è scontata. Il PC portatile Valve offre maggiore libertà sul fronte del sistema operativo, della configurazione e della possibilità di utilizzare la stessa copia PC anche sul desktop, mentre Switch 2 offre un’esperienza più immediata e integrata nell’ecosistema Nintendo.

Alcuni test internazionali hanno persino giudicato molto positivamente l’esperienza portatile di Switch 2, arrivando a considerarla una soluzione particolarmente interessante per chi non possiede già un Deck. Al contrario, l’utilizzo sul televisore viene considerato meno convincente rispetto alle versioni disponibili su hardware più potente.

Non esiste quindi un vincitore universale. Esiste una domanda molto più semplice: dove voglio giocare a Diablo IV? Se la risposta è “sul divano e soprattutto in mobilità”, Switch 2 comincia ad avere una ragione d’essere molto concreta.

Blizzard sta chiudendo un cerchio iniziato con Diablo III

Il debutto di Diablo IV su una console Nintendo ha anche un significato storico. Diablo III aveva trovato sulla prima Switch una seconda giovinezza grazie alla possibilità di giocare portatile, offline e con un’edizione estremamente adatta alla natura della macchina. Diablo IV arriva invece su Switch 2 con un’architettura completamente diversa, legata ai servizi online e alla progressione condivisa.

La differenza racconta anche l’evoluzione della serie. Diablo non è più soltanto un action RPG che si aggiorna occasionalmente: è diventato un ecosistema persistente nel quale stagioni, espansioni, economia, personaggi e progressione sono parte dello stesso servizio. Portarlo su Nintendo significa quindi portare l’intero ecosistema, non semplicemente comprimere il gioco su una console meno potente.

Il vero test comincia adesso

Le specifiche ufficiali ci dicono molto, ma non tutto. Il vero esame arriverà quando la versione Switch 2 sarà sottoposta alle situazioni peggiori: World Boss, eventi affollati, endgame con molti effetti contemporaneamente, combattimenti ad alta intensità e sessioni prolungate in modalità portatile.

È lì che capiremo se i 40 FPS sono un compromesso intelligente oppure soltanto il punto massimo raggiungibile dal porting in condizioni favorevoli. E sarà altrettanto importante verificare quanto la modalità Performance riesca effettivamente a mantenere il proprio obiettivo quando Sanctuarium decide di diventare un piccolo inferno di particellari e demoni.

Per il momento, però, la fotografia è abbastanza chiara: Blizzard non ha cercato di vendere la versione Switch 2 come una conversione miracolosa. Ha scelto due profili tecnici comprensibili e ha accettato di fermarsi a 40 FPS per mantenere sotto controllo il resto.

Il verdetto dell’inquisitore

Diablo IV su Switch 2 non è la versione tecnicamente definitiva del gioco, ma potrebbe essere una delle più interessanti dal punto di vista della libertà d’uso. I 40 FPS della Performance Mode sono un compromesso intelligente, soprattutto in portatile, mentre i 30 FPS della Quality Mode offrono una risoluzione superiore a chi preferisce privilegiare l’immagine. L’assenza dei 60 FPS non rappresenta automaticamente un fallimento, ma è il limite più evidente di una conversione che avrebbe potuto aspirare a qualcosa in più.

Il vero problema, semmai, è altrove: online obbligatorio, copia retail basata sul codice e assenza del supporto ai mouse dei Joy-Con 2 sono compromessi che ricordano quanto Diablo IV sia ancora profondamente legato alla filosofia del live service. Eppure, se il portatile è il vero terreno di caccia, Blizzard potrebbe aver trovato sulla Switch 2 una casa sorprendentemente adatta.

Ora la parola passa alla Taverna: 40 FPS vi bastano per giocare a Diablo IV su Switch 2 oppure nel 2026 vi aspettavate ormai almeno una modalità a 60 FPS?

E quanto pesa per voi il fatto che la versione fisica sia sostanzialmente un codice? Fate sapere la vostra opinione in Taverna.

Continua la Lettura