I Dispacci

Dragon’s Dogma 2: l’Update 3.2 cambia tutto

Reek "L’Inquisitore degli Archivi"
Settembre 3, 2026
9 min lettura

Capcom rimette mano al suo RPG prima di Dark Arisen

C’è un momento, nella vita di un videogioco, in cui una semplice patch smette di essere una semplice patch. Quando l’elenco delle modifiche comincia a coinvolgere prestazioni, sistema di salvataggio, interfaccia, IA, combattimento, bilanciamento e persino i requisiti hardware, forse non stiamo più parlando di una correzione di rotta, ma di un tentativo vero e proprio di riscrivere parte dell’esperienza.

È esattamente quello che sta succedendo con Dragon’s Dogma 2 Update 3.2, finalmente disponibile su PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC. Capcom lo aveva già presentato come un aggiornamento particolarmente ambizioso, ma la versione arrivata nelle ultime ore conferma una portata decisamente superiore rispetto ai precedenti interventi. Su PS5, per esempio, il download può arrivare a circa 48 GB, mentre su PC le dimensioni necessarie per l’operazione possono risultare ancora più impegnative.

Il tempismo non è casuale: il 9 ottobre arriverà Dragon’s Dogma 2: Dark Arisen, e Capcom vuole evidentemente fare in modo che il regno di Vermund e le terre di Battahl siano pronti ad accogliere tanto i veterani quanto chi tornerà a giocare dopo mesi di assenza.

Finalmente tre salvataggi

Partiamo da una delle richieste più insistenti della community: il sistema di salvataggio.

Con l’Update 3.2, gli slot dedicati alle avventure passano da uno a tre. Ogni slot mantiene separatamente autosalvataggio, salvataggio intermedio e ultimo riposo alla locanda. Quest’ultima modifica è particolarmente importante perché caricare il salvataggio dell’ultima locanda non cancella più automaticamente gli altri dati disponibili. Sullo schermo dedicato ai salvataggi viene inoltre mostrata data e ora dell’ultimo salvataggio.

Sembra una modifica banale, ma non lo è affatto.

Uno dei tratti più controversi di Dragon’s Dogma 2 era proprio la gestione molto particolare dei salvataggi. La scelta di limitare l’esperienza a un singolo percorso contribuiva a quella filosofia di avventura “senza rete di sicurezza” che Capcom aveva scelto per il gioco, ma poteva diventare un ostacolo concreto per chi voleva semplicemente sperimentare una nuova partita senza perdere quella precedente.

Adesso il sistema concede maggiore libertà senza rinunciare alla struttura originale.

E, considerando l’arrivo di Dark Arisen, è probabilmente il momento migliore per farlo.

Sei abilità invece di quattro: il combattimento respira

Un’altra modifica destinata a cambiare concretamente il modo di giocare riguarda le Weapon Skills.

Il numero di abilità assegnabili passa da quattro a sei, offrendo alle diverse Vocazioni un margine tattico molto più ampio. La modifica nasce direttamente dal feedback dei giocatori e dovrebbe permettere di costruire combinazioni più elaborate senza essere costretti a sacrificare continuamente una determinata abilità per fare spazio a un’altra.

La cosa interessante è che questa espansione delle possibilità arriva senza introdurre nuove Vocazioni con l’Update 3.2. Sarà invece Dark Arisen ad aggiungere nuove abilità alle classi esistenti, mentre il sistema a sei slot fungerà da base per sfruttarle meglio.

È una soluzione intelligente perché interviene direttamente su una delle limitazioni più evidenti del sistema di combattimento senza stravolgerne l’identità.

In altre parole, Capcom non sta dicendo al giocatore come combattere. Gli sta semplicemente dando più strumenti per farlo.

Le Pedine finalmente diventano più… sveglie

E poi ci sono loro: le Pedine.

Uno degli elementi più caratteristici di Dragon’s Dogma è anche uno dei sistemi che maggiormente necessitava di essere perfezionato. L’Update 3.2 interviene pesantemente sul comportamento dell’IA, rendendo le Pedine più reattive e capaci di collaborare con l’Arisen in una quantità molto maggiore di situazioni.

Ora possono, per esempio, affrontare determinati nemici con prese e strattoni, attirare la loro attenzione, intervenire quando l’Arisen è a terra, proteggere il protagonista quando non può muoversi e sfruttare maggiormente l’ambiente circostante. Possono inoltre suggerire l’uso di grandi massi contro gruppi di nemici, attirare gli avversari verso zone utili dello scenario e coordinare meglio gli attacchi successivi.

Non è soltanto una questione di “IA migliorata”.

È un tentativo di rendere le Pedine più vicine a quello che il concept originale prometteva: compagni capaci di imparare, reagire e partecipare realmente all’avventura, anziché semplici personaggi che corrono dietro all’Arisen mentre combattono seguendo schemi prevedibili.

Per un gioco che ha costruito buona parte della propria identità proprio sull’interazione con le Pedine, è probabilmente uno degli interventi più importanti dell’intero aggiornamento.

Dragonsplague: meno mistero, più controllo

Anche la controversa Dragonplague viene modificata.

L’Update 3.2 introduce un nuovo oggetto, il Dragonsbaulk Draught, che permette di curare l’infezione. Vengono inoltre aggiunti dialoghi specifici delle Pedine legati alla nuova cura e modificati alcuni comportamenti per rendere più semplice capire quando una Pedina è affetta.

Qui Capcom sembra aver recepito una delle critiche più frequenti: la Dragonplague doveva rappresentare un elemento imprevedibile e potenzialmente pericoloso, ma il confine tra “meccanica interessante” e “punizione poco leggibile” era spesso troppo sottile.

Il nuovo approccio non elimina il sistema, ma lo rende più gestibile.

E questa sembra essere una delle parole chiave dell’intero Update 3.2: meno attrito, senza cancellare l’identità di Dragon’s Dogma.

Il grande intervento tecnico

Ma la vera partita si gioca sul fronte delle prestazioni.

Capcom ha lavorato per mesi sull’ottimizzazione del motore e l’Update 3.2 porta ulteriori interventi destinati a migliorare il comportamento del gioco su tutte le piattaforme. L’obiettivo dichiarato era arrivare a 60 FPS in modalità Performance su PS5 e Xbox Series X, mentre su PS5 Pro vengono sfruttate tecnologie di upscaling più avanzate.

Anche i requisiti PC sono stati rivisti.

La configurazione minima indicata per giocare a 1080p con FSR in modalità Performance scende fino a un Core i5-8500 o Ryzen 5 3500, accompagnati da una GTX 1660 o RX 5500 XT da 8 GB e 16 GB di RAM. La configurazione consigliata rimane invece più elevata, ma anche qui l’obiettivo è rendere il gioco più accessibile rispetto alla situazione precedente.

Naturalmente, “60 FPS” non significa automaticamente 60 fotogrammi perfettamente stabili in ogni situazione. Dragon’s Dogma 2 è un gioco estremamente sensibile alla quantità di elementi presenti nello scenario, soprattutto nelle aree urbane e durante gli scontri più caotici. Le prime impressioni internazionali sull’aggiornamento, tuttavia, parlano di miglioramenti sostanziali nelle situazioni più pesanti.

Ed è probabilmente questo il test più importante della patch.

Addio Denuvo

Tra le modifiche che hanno fatto più rumore c’è anche una sorpresa che Capcom non ha trasformato in un grande elemento promozionale: Denuvo è stato rimosso dalla versione PC.

Il DRM anti-manomissione non compare più nella configurazione aggiornata del gioco, una decisione che potrebbe interessare soprattutto gli utenti PC che da tempo guardano con sospetto all’impatto dei sistemi DRM sulle prestazioni. Non è corretto attribuire automaticamente a Denuvo ogni problema tecnico precedente, ma la sua rimozione elimina comunque un ulteriore livello di protezione dal software.

È un dettaglio che potrebbe passare inosservato al giocatore console, ma che per il pubblico PC rappresenta un segnale interessante.

E arriva proprio insieme a un’ottimizzazione generale molto più aggressiva.

Un’interfaccia finalmente più funzionale

Capcom ha poi messo mano a una quantità impressionante di piccoli elementi dell’interfaccia.

Arrivano filtri per l’equipaggiamento, la possibilità di controllare in anticipo i materiali necessari per i potenziamenti successivi, un indicatore che mostra quando è possibile afferrare un nemico, la possibilità di contrassegnare gli oggetti preferiti e diverse modifiche alla gestione degli oggetti.

Anche il Warfarer riceve interventi specifici, mentre su PC vengono aggiunti nuovi sistemi di controllo per rendere più immediate l’attivazione e la gestione delle Weapon Skills. È il genere di modifiche che difficilmente conquista una copertina, ma che può cambiare sensibilmente la qualità della vita dopo decine di ore di gioco.

Ed è proprio qui che l’Update 3.2 convince maggiormente: non cerca soltanto di impressionare con una grande novità, ma corregge una lunga serie di piccole frizioni accumulate durante l’esperienza.

Tutto questo serve a preparare Dark Arisen

Il tempismo della patch diventa ancora più evidente guardando a ciò che arriverà il 9 ottobre.

Dragon’s Dogma 2: Dark Arisen porterà il giocatore nella nuova regione settentrionale di Norgan, caratterizzata da un ambiente innevato e da una struttura dell’esplorazione pensata per aumentare la densità dell’esperienza. La nuova campagna dovrebbe richiedere circa 15-20 ore, mentre altre dodici spedizioni dungeon saranno distribuite nel mondo di gioco esistente. Considerando queste attività, Capcom stima oltre 25 ore di contenuti aggiuntivi per l’espansione.

E qui l’Update 3.2 assume un significato diverso.

Non è soltanto una patch per il gioco che abbiamo già.

È il fondamento tecnico e sistemico sul quale Capcom vuole costruire il prossimo capitolo dell’esperienza.

Più slot di salvataggio, sei abilità, Pedine più intelligenti, un sistema di Dragonplague meno punitivo, maggiore fluidità e un’interfaccia più leggibile sono tutte modifiche che diventano ancora più importanti quando il giocatore dovrà affrontare una nuova regione, nuove sfide e un sistema di ricompense costruito attorno all’esplorazione e alle reliquie.

Dragon’s Dogma 2 sta diventando il gioco che doveva essere?

Questa è la domanda che mi interessa maggiormente.

Dragon’s Dogma 2 non era un brutto gioco. Al contrario, aveva alcune delle caratteristiche più affascinanti del suo genere: un sistema di combattimento spettacolare, un mondo capace di generare situazioni imprevedibili e un rapporto con le Pedine che ancora oggi rimane difficile da trovare altrove.

Ma aveva anche problemi evidenti.

Performance non sempre convincenti, sistemi poco leggibili, alcune scelte di design e una gestione dei salvataggi che poteva risultare frustrante hanno impedito al gioco di esprimere completamente il proprio potenziale.

Dopo una serie di aggiornamenti, Capcom sembra finalmente aver deciso di affrontare il problema alla radice.

E la cosa più interessante è che Dark Arisen non viene utilizzato semplicemente come occasione per vendere nuovo contenuto. Arriva sopra una versione di Dragon’s Dogma 2 che, almeno sulla carta, sarà molto più matura rispetto a quella del 2024.

Verdetto dell’Inquisitore

A questo punto diventa difficile definire l’Update 3.2 una semplice patch.

È praticamente una seconda possibilità.

Capcom ha ascoltato una parte consistente delle critiche ricevute dal gioco e ha deciso di intervenire proprio sui punti che più frequentemente finivano sotto accusa. Il risultato non cancella ciò che Dragon’s Dogma 2 era al lancio, ma modifica profondamente il modo in cui quell’esperienza viene affrontata.

La prova definitiva arriverà con Dark Arisen. Se le ottimizzazioni manterranno davvero le promesse, se le Pedine saranno sensibilmente più utili e se le nuove attività riusciranno a dare finalmente maggiore densità all’esplorazione, allora potremmo trovarci davanti a una situazione piuttosto curiosa: un gioco che raggiunge il proprio potenziale quasi due anni dopo essere arrivato sul mercato.

E forse è proprio questo il paradosso di Dragon’s Dogma 2: Capcom ci ha messo parecchio tempo, ma sembra finalmente intenzionata a farlo diventare l’avventura che molti avevano immaginato quando hanno iniziato a seguirne le tracce.

Avete già scaricato l’Update 3.2? Avete notato miglioramenti nelle prestazioni, nelle Pedine o nel sistema di gioco? E soprattutto: questa versione vi ha convinto a tornare a Vermund in attesa di Dark Arisen? Fateci sapere in Taverna.

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