I Dispacci

Epic Games Store: il launcher rinasce con la V2

Reek "L’Inquisitore degli Archivi"
Giugno 22, 2026
14 min lettura

Epic decide finalmente di rifare tutto

Dopo sette anni trascorsi a distribuire giochi gratuiti, acquistare esclusive e ricordare agli sviluppatori quanto fosse conveniente la propria percentuale sulle vendite, Epic Games sembra essersi accorta di un dettaglio: per competere con Steam serve anche un launcher che gli utenti vogliano utilizzare.

Durante l’Unreal Fest, la compagnia ha presentato la roadmap di Epic Games Launcher V2, una ricostruzione dell’applicazione che promette avvii fino a cinque volte più rapidi, un’interfaccia personalizzata, recensioni scritte dagli utenti, profili, messaggistica, supporto universale ai controller e pagine dei giochi decisamente più complete.

Epic non parla di un semplice aggiornamento grafico. L’architettura del client verrà ricostruita dalle fondamenta per eliminare chiamate superflue ai servizi online, tempi d’attesa e caricamenti che hanno accompagnato l’Epic Games Store fin dal 2018.

La lista delle promesse è finalmente all’altezza di una piattaforma moderna. Il problema è che molte di queste funzioni rappresentano standard raggiunti altrove parecchi anni fa.

L’Inquisitore, quindi, prende nota del pentimento. L’assoluzione arriverà soltanto quando la nuova versione sarà installata sui computer reali e non più confinata nelle slide di una conferenza.

Cinque volte più veloce all’avvio

Il dato utilizzato da Epic per aprire il proclama riguarda le prestazioni. Il nuovo launcher dovrebbe risultare mediamente cinque volte più rapido durante un avvio a freddo.

Il ripristino dalla system tray direttamente alla libreria promette invece un miglioramento medio di 6,5 volte.

La distinzione è importante. L’avvio a freddo misura il tempo necessario per aprire l’applicazione quando non è già attiva, mentre il ripristino riguarda il ritorno al launcher lasciato in esecuzione nell’area di notifica.

Epic vuole intervenire anche sul consumo di risorse in background, sulla stabilità e sulla velocità con cui vengono caricate libreria, negozio e pagine dei prodotti.

L’attuale launcher aggiorna diverse informazioni attraverso chiamate ai servizi remoti ogni volta che l’utente si sposta tra alcune sezioni. In base alla connessione e alle dimensioni della libreria, questo comportamento può produrre attese, schermate incomplete e un’interfaccia poco reattiva.

La V2 dovrebbe ridurre tale dipendenza, riorganizzando l’architettura e rendendo la navigazione più immediata. È probabilmente l’intervento più importante dell’intera roadmap: un negozio può sopravvivere senza avatar o forum, ma non dovrebbe costringere l’utente ad aspettare per visualizzare giochi che possiede già.

Un benchmark da leggere con cautela

Le cifre promesse sono notevoli, ma non vanno trasformate automaticamente in prestazioni garantite per ogni computer.

Secondo Tom’s Hardware, i test mostrati da Epic sono stati eseguiti utilizzando una workstation dotata di processore AMD Threadripper a 32 core, scheda grafica RTX A6000 e 128 GB di memoria RAM.

Non è esattamente la configurazione parcheggiata sotto la scrivania del giocatore medio.

Un confronto eseguito sulla stessa macchina può comunque mostrare la differenza tra vecchia e nuova architettura. Il problema è stabilire quanto quel miglioramento percentuale verrà conservato sui sistemi comuni, sulle configurazioni meno recenti e sui computer con grandi librerie.

Epic parla inoltre di risultati medi. Non sono ancora disponibili una metodologia completa, la durata esatta dei caricamenti o una selezione di sistemi rappresentativi.

Il miglioramento può essere reale senza essere identico in ogni scenario. Dire “cinque volte più veloce” produce un titolo eccellente; dire quanto impiegherà il launcher su un Ryzen 5 con 16 GB di RAM sarebbe decisamente più utile.

La beta pubblica dovrà fornire quel referto.

Una roadmap divisa in tre fasi

Epic ha organizzato il programma in tre sezioni: Up First, Up Next e On Deck.

Non sono date precise, ma livelli di priorità. Le funzioni inserite nella prima categoria dovrebbero arrivare prima, mentre quelle collocate in fondo alla roadmap sono previste più avanti nel ciclo dei prossimi dodici mesi.

Tra le iniziative iniziali figurano:

  • La ricostruzione tecnica del launcher.
  • Una beta privata di Epic Games Launcher V2.
  • L’installazione modulare di Fortnite.
  • I regali tra regioni differenti.
  • I coupon finanziati direttamente dai publisher.

La fase successiva dovrebbe portare:

  • La beta pubblica del nuovo launcher.
  • Profili e avatar.
  • Recensioni scritte dagli utenti.
  • Miglioramenti alla ricerca.
  • Nuove funzioni sociali.
  • Pagine dei prodotti più complete.

Tra le iniziative previste più avanti compaiono:

  • Supporto universale ai controller.
  • Negozio multipiattaforma.
  • Comunità gestite da terze parti.
  • Nuove API e strumenti destinati agli sviluppatori.
  • Ulteriore riprogettazione dell’esperienza del negozio.
  • Sistemi capaci di valutare la compatibilità tra giochi e hardware.

La sequenza può ancora cambiare. Una roadmap non è un contratto inciso nella pietra, ma una dichiarazione d’intenti soggetta a ritardi, modifiche e rimozioni.

Epic Games Store possiede già un Archivio piuttosto nutrito di funzioni annunciate con entusiasmo e arrivate con la velocità di una carovana senza ruote. Conviene quindi giudicare ogni passaggio soltanto dopo la sua effettiva distribuzione.

Un negozio finalmente personalizzato

La V2 introdurrà una nuova homepage costruita intorno ai gusti e alle abitudini dell’utente. Le raccomandazioni terranno conto dei giochi utilizzati, delle preferenze e dello stile di gioco.

Epic promette inoltre categorie accessibili rapidamente e una navigazione concentrata maggiormente su singole pagine, riducendo la necessità di saltare continuamente tra sezioni differenti.

Le pagine dei prodotti non dovrebbero più limitarsi a mostrare copertina, trailer, descrizione e prezzo. L’obiettivo è collegare ogni titolo alla sua comunità, agli aggiornamenti, alla storia e ai progressi del giocatore.

È una direzione già esplorata ampiamente da Steam. Le pagine dei giochi Valve riuniscono attività degli amici, guide, discussioni, notizie, recensioni, workshop e aggiornamenti. Epic ha invece mantenuto a lungo un’impostazione essenziale, più vicina a una vetrina commerciale che a un centro di gestione della propria libreria.

La personalizzazione potrebbe migliorare la scoperta dei titoli, ma introduce una questione: quanto saranno trasparenti le raccomandazioni?

Un sistema costruito sui gusti del giocatore può suggerire prodotti pertinenti oppure creare un corridoio promozionale nel quale trovano spazio soprattutto le campagne pagate e i giochi economicamente più convenienti per la piattaforma.

La qualità dipenderà dall’equilibrio tra utilità e vendita. Consigliare non significa semplicemente spostare la pubblicità più vicino al bersaglio.

Arrivano le recensioni scritte dagli utenti

Uno dei cambiamenti più rilevanti riguarda le recensioni testuali dei giocatori.

Dal 2022, Epic Games Store utilizza un sistema di valutazioni a stelle. Dopo almeno due ore di gioco, alcuni utenti vengono selezionati casualmente e invitati ad assegnare un punteggio.

Epic considera questa soluzione resistente al review bombing, perché impedisce a gruppi organizzati di pubblicare rapidamente migliaia di valutazioni negative. Il limite è altrettanto evidente: un numero accompagnato da qualche etichetta non spiega perché un gioco funzioni o fallisca.

Con la V2, i giocatori potranno finalmente scrivere una recensione articolata. Non è ancora stato spiegato chi potrà pubblicarla, quali requisiti saranno necessari e come verranno gestiti moderazione, revisioni e tentativi di manipolazione.

Epic ha sempre mostrato una forte diffidenza verso il review bombing. Steve Allison ha citato il rischio che una protesta coordinata possa condizionare i risultati commerciali di un gioco per questioni non direttamente collegate alla qualità complessiva.

La preoccupazione è legittima, ma non può diventare un pretesto per sterilizzare ogni critica. Le recensioni degli utenti servono anche a segnalare problemi tecnici, pratiche commerciali, sistemi anti-cheat invasivi o modifiche introdotte dopo il lancio.

La vera sfida sarà costruire strumenti capaci di distinguere una campagna artificiale da una protesta motivata, senza trasformare la moderazione in un ufficio incaricato di proteggere i publisher dal malcontento.

Patch note direttamente nella pagina del gioco

Gli sviluppatori potranno pubblicare patch note integrate nel negozio, accompagnate da notifiche legate agli aggiornamenti.

È una funzione apparentemente minore, ma utile. Attualmente molti utenti devono cercare informazioni su siti ufficiali, social network, Discord o forum esterni per capire cosa sia cambiato dopo un download.

Una cronologia disponibile nella pagina del prodotto permette di consultare correzioni, nuovi contenuti, problemi conosciuti e variazioni di bilanciamento senza abbandonare il launcher.

La funzione diventa ancora più importante per live service, giochi competitivi e titoli in accesso anticipato. In questi casi, la frequenza e la qualità degli aggiornamenti fanno parte del valore del prodotto.

Resta da capire se Epic richiederà uno standard minimo o lascerà ogni publisher completamente libero. Uno strumento è utile soltanto quando viene utilizzato. Una sezione vuota con scritto “prestazioni migliorate” non è trasparenza, è arredamento.

Profili, avatar e messaggistica privata

Epic intende ricostruire anche il proprio comparto sociale. La roadmap comprende:

  • Profili personali.
  • Avatar.
  • Attività di gioco.
  • Messaggi privati.
  • Chat vocale.
  • Gruppi indipendenti dal singolo gioco.

L’obiettivo è permettere agli utenti di creare un party e mantenerlo attivo passando da un titolo all’altro. Queste funzioni verranno collegate agli Epic Online Services, consentendo agli sviluppatori di integrarle nei propri giochi.

È una risposta a una mancanza riconosciuta dalla stessa compagnia. Durante il periodo della pandemia, Epic rimosse alcune funzioni sociali senza ricostruirle in maniera adeguata. Il risultato fu un negozio dotato di lista amici, ma privo di un vero spazio comunitario.

Profili e messaggi non rappresentano una rivoluzione. Sono servizi basilari su Steam, Xbox e PlayStation. La loro implementazione può comunque rendere l’account Epic qualcosa di più di una chiave necessaria per avviare Fortnite o riscattare il gioco gratuito della settimana.

Dovranno essere accompagnati da controlli sulla privacy, filtri, blocchi e strumenti di segnalazione. Una rete sociale senza moderazione non crea una comunità: apre soltanto un’altra porta allo spam e alle molestie.

Forum e comunità di terze parti

Epic sta valutando spazi comunitari dedicati ai giochi più popolari. La roadmap cita third-party communities, definizione che potrebbe comprendere forum e hub gestiti anche con il contributo degli sviluppatori.

È un cambio di direzione significativo. Nel 2019, Tim Sweeney aveva escluso la creazione di forum interni, preferendo collegamenti verso Reddit, Discord e altri servizi esterni.

La nuova posizione riconosce che una piattaforma non è soltanto il luogo nel quale viene effettuata una transazione. Gli utenti cercano guide, soluzioni tecniche, discussioni sulle patch e contatti con altri giocatori.

Epic prevede di utilizzare il proprio team dedicato a sicurezza e fiducia per moderare gli spazi sperimentali. Il progetto dovrebbe partire da una selezione limitata di giochi, senza replicare immediatamente l’enorme rete di forum presente su Steam.

Questa prudenza può evitare sezioni abbandonate e prive di controllo. Può anche produrre una comunità a due velocità, nella quale soltanto i prodotti più importanti ricevono uno spazio interno.

La domanda resta aperta: Epic vuole costruire comunità oppure soltanto evitare che gli utenti escano dal suo ecosistema?

Supporto universale ai controller

Tra le funzioni collocate più avanti compare il supporto universale ai controller, pensato per avvicinare il launcher agli strumenti offerti da Steam Input.

Su PC, il supporto a un gamepad dipende spesso dal singolo gioco. Controller Xbox, DualSense, DualShock, dispositivi Nintendo e prodotti di terze parti possono richiedere configurazioni, software aggiuntivi o emulazione.

Una gestione centralizzata permetterebbe di creare profili, rimappare i comandi e utilizzare periferiche non riconosciute nativamente dal gioco.

È una funzione particolarmente importante per handheld e sistemi collegati al televisore. Steam Deck ha dimostrato quanto un livello di compatibilità gestito dalla piattaforma possa ridurre gli attriti tra dispositivo e software.

Epic non ha ancora mostrato l’estensione dei propri strumenti. “Supporto universale” può indicare una semplice compatibilità ampliata oppure un sistema completo di rimappatura, profili condivisi e riconoscimento contestuale.

Fino a quando non verranno pubblicati dettagli tecnici, il confronto diretto con Steam Input rimane prematuro.

Il controllo dei requisiti hardware

La roadmap comprende anche strumenti destinati a confrontare le caratteristiche del computer con i requisiti di un gioco.

L’idea è mostrare all’utente se la propria configurazione soddisfa le specifiche minime o consigliate, riducendo gli acquisti effettuati senza conoscere i limiti del sistema.

La funzione può diventare utile soltanto con dati affidabili. I requisiti pubblicati dagli sviluppatori sono spesso generici, incompleti o incapaci di spiegare quale risoluzione e frame rate rappresentino.

Un semplice confronto tra nome della scheda video e una lista non basta. Processori appartenenti a generazioni diverse, portatili con limiti energetici, memoria condivisa e tecnologie di upscaling rendono il giudizio più complesso.

Epic potrebbe costruire uno strumento realmente informativo unendo specifiche, telemetria e dati aggregati. Potrebbe anche limitarsi a mostrare un bollino verde basato su requisiti scritti male.

Il bisturi resterà quindi sospeso fino alla dimostrazione pratica.

Installazione modulare per Fortnite

Tra le prime iniziative compare l’installazione suddivisa in componenti di Fortnite.

I giocatori potranno scaricare soltanto le parti necessarie, evitando di installare modalità, contenuti o pacchetti ad alta risoluzione che non intendono utilizzare.

Fortnite è diventato un ecosistema composto da Battle Royale, LEGO Fortnite, Festival, Rocket Racing, esperienze create dagli utenti e numerosi altri contenuti. Un’installazione monolitica rischia di occupare spazio per attività che una parte del pubblico non avvierà mai.

La gestione modulare può ridurre dimensioni, tempi di download e aggiornamenti. È anche un banco di prova ideale per il nuovo launcher: se Epic riesce a gestire correttamente dipendenze e aggiornamenti del proprio prodotto più complesso, la stessa tecnologia potrebbe essere offerta ad altri sviluppatori.

Per ora, tuttavia, la roadmap cita specificamente Fortnite. Non è confermata un’estensione automatica a tutto il catalogo.

Regali internazionali e coupon dei publisher

Epic vuole ampliare il sistema dei regali introducendo acquisti tra regioni differenti. La funzione dovrà gestire prezzi regionali, valute, restrizioni territoriali e possibili tentativi di arbitraggio.

I dettagli non sono ancora stati illustrati. È probabile che rimangano limiti per prodotti non disponibili nella regione del destinatario o per aree con differenze di prezzo particolarmente elevate.

Arriveranno inoltre coupon finanziati dai publisher. Gli editori potranno sostenere direttamente promozioni e sconti mirati, senza affidarsi esclusivamente alle campagne generali di Epic.

Per gli utenti significa potenzialmente più offerte. Per la piattaforma significa fornire agli sviluppatori strumenti commerciali simili a quelli maturati negli anni dalla concorrenza.

Come sempre, la quantità di promozioni non sostituisce la qualità dell’esperienza. Un coupon può convincere a comprare un gioco; non può rendere meno irritante il launcher utilizzato per avviarlo.

La rincorsa a Steam comincia dalle fondamenta

Epic Games Store ha cercato di competere con Steam attraverso una percentuale più favorevole agli sviluppatori, giochi gratuiti ed esclusive temporanee.

Questa strategia ha prodotto account e librerie numerose, ma non necessariamente abitudine. Molti utenti aprono Epic Games Store per riscattare un titolo, poi tornano su Steam per acquistare, organizzare e discutere i propri giochi.

Il problema non è soltanto la fedeltà verso Valve. Steam offre una rete di funzioni costruita in oltre vent’anni: recensioni, forum, workshop, guide, streaming, controller, profili, mercato e strumenti per le comunità.

Epic non deve copiarne ogni corridoio. Deve però fornire un’esperienza abbastanza veloce e completa da non sembrare un ostacolo tra l’acquisto e il gioco.

La V2 affronta finalmente questo punto. Il launcher deve diventare invisibile quando serve avviare un titolo e utile quando si cercano informazioni, amici o assistenza.

La concorrenza non si costruisce ricordando agli utenti che Steam trattiene una percentuale maggiore. Si costruisce offrendo loro una ragione concreta per non considerare Epic Games Store il deposito dei giochi gratuiti.

Il verdetto dell’Inquisitore

Epic ha finalmente compilato una roadmap concentrata sui giocatori anziché soltanto sui contratti commerciali. Prestazioni, recensioni, profili, patch note e controller sono interventi necessari, non decorazioni.

Il miglioramento promesso è enorme, ma nasce da test eseguiti su una workstation fuori scala rispetto al PC medio. Prima di proclamare il miracolo serviranno misurazioni indipendenti, librerie affollate e hardware reale.

C’è poi il peso del ritardo. Epic Games Store è nato nel 2018. Presentare nel 2026 recensioni testuali, messaggistica e forum come grandi novità significa ammettere quanto a lungo l’esperienza degli utenti sia rimasta in secondo piano.

La V2 può essere il primo vero tentativo di trasformare Epic da distributore di regali in una piattaforma completa. Ma una roadmap racconta ciò che un’azienda desidera consegnare, non ciò che ha già costruito.

Il progetto è finalmente quello giusto. Ora Epic deve dimostrare di saperlo avviare cinque volte più velocemente di quanto abbia impiegato a comprenderne la necessità.

E voi, membri della Loggia, dareste una nuova possibilità all’Epic Games Store davanti a un launcher più rapido, recensioni degli utenti e supporto universale ai controller?

Quale funzione vi manca maggiormente e cosa dovrebbe fare Epic per convincervi a usare davvero la piattaforma, invece di aprirla soltanto per riscattare il gioco gratuito?

Raggiungeteci in Taverna e lasciate il vostro verdetto sulla roadmap.

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