Fable: 18 minuti di gameplay mostrano Albion
Bowerstone torna a vivere
Playground Games aveva promesso di mostrare Fable in maniera molto più approfondita durante la Gamescom 2026 e, questa volta, il proposito è stato mantenuto. Il nuovo video gameplay dura circa 18 minuti e mette finalmente sotto la lente una missione completa, offrendo uno sguardo concreto non soltanto sul combattimento, ma anche sulla struttura delle quest, sulle possibilità di scelta e sulla vita quotidiana di Albion. Il filmato, catturato su PC con impostazioni Ultra e commentato dagli sviluppatori, rappresenta probabilmente uno dei primi momenti in cui il reboot smette di essere una semplice promessa e comincia a mostrare come sarà davvero giocarlo.
La sequenza parte da Bowerstone, la grande capitale di Albion, e già qui emerge uno degli obiettivi principali del progetto: costruire una città che non faccia semplicemente da sfondo alle avventure dell’Eroe. Playground Games ha ribadito che Bowerstone ospiterà oltre 400 NPC completamente doppiati e reattivi, con attività, abitazioni e attività economiche capaci di rendere la città un luogo nel quale tornare e non soltanto una tappa della campagna. Nel gameplay vediamo infatti l’Eroe muoversi tra le strade, interagire con gli abitanti e persino rientrare nella propria abitazione, mostrando quella componente più quotidiana che ha sempre rappresentato una parte importante dell’identità di Fable.
Una quest, tante possibilità
La missione mostrata ruota attorno a Humphry il Dorato, un ex Eroe leggendario che il protagonista incontra presso la Gilda degli Eroi. La situazione non è esattamente ideale: Humphry rischia di perdere la propria casa e il giocatore viene coinvolto nel tentativo di aiutarlo. Da quel momento la missione diventa un buon esempio della filosofia scelta da Playground Games, perché il percorso non sembra essere costruito come una semplice successione di obiettivi obbligatori. Dialoghi, decisioni e interazioni permettono di affrontare le situazioni in modi differenti, influenzando anche la reputazione dell’Eroe e il modo in cui gli altri personaggi reagiscono alle sue azioni.
È proprio questo uno degli aspetti sui quali il nuovo Fable sembra voler insistere maggiormente. Il gioco non punta soltanto sulla classica distinzione tra buono e cattivo, ma vuole costruire un sistema nel quale le scelte abbiano conseguenze sulla percezione dell’Eroe. È una caratteristica che appartiene alla tradizione della serie, ma che Playground sta cercando di trasformare in una componente più organica del mondo di gioco.
E Albion, da questo punto di vista, dovrebbe essere il vero banco di prova.
Spada, arco e magia senza interruzioni
Il filmato permette finalmente di osservare anche il combattimento in maniera più approfondita. Il sistema mantiene la possibilità di alternare attacchi corpo a corpo, arco e magia, ma lo fa attraverso transizioni molto più fluide rispetto ai vecchi capitoli. L’Eroe può schivare, parare, cambiare arma e utilizzare gli incantesimi durante lo stesso scontro, senza trasformare ogni cambio di approccio in una pausa artificiale.
Gli incantesimi mostrati comprendono, tra gli altri, palle di fuoco, fulmini e lame magiche, mentre precedenti dimostrazioni avevano già mostrato capacità decisamente più bizzarre, come il teletrasporto e la possibilità di trasformare i nemici in galline. È un dettaglio importante perché dimostra che Playground non sembra voler sacrificare quella miscela di fantasy e umorismo che ha sempre distinto Fable dagli altri action RPG.
Interessante anche il fatto che la dimostrazione del combattimento sia stata realizzata al livello di difficoltà più elevato, proprio per mettere maggiormente in evidenza schivate, parate e gestione delle diverse possibilità offensive. La prova hands-on raccolta dalla stampa a Gamescom conferma inoltre che Playground ha ripensato il tradizionale sistema basato su Forza, Abilità e Volontà, trasformandolo in un sistema più fluido e immediato.
Il ritorno di Fable passa dalla sua identità
La cosa più interessante del gameplay, tuttavia, non è necessariamente la qualità tecnica del combattimento. È il modo in cui il gioco sembra voler mettere insieme vita quotidiana, esplorazione, scelte e azione senza considerarli sistemi separati.
La possibilità di avere una famiglia, possedere case e attività, costruire una reputazione e prendere decisioni che modificano il rapporto con gli abitanti dovrebbe accompagnare il giocatore anche al di fuori delle missioni principali. È un approccio che cerca di recuperare lo spirito dei vecchi Fable senza limitarsi a riproporlo identico. Il risultato visto finora sembra voler costruire un Albion più grande e dinamico, ma mantenendo quella vena ironica e sopra le righe che rappresenta forse l’elemento più difficile da ricreare.
Il reboot arriverà il 23 febbraio 2027 su Xbox Series X|S, PC e PlayStation 5, oltre che su Game Pass. L’edizione Premium permetterà inoltre di iniziare cinque giorni prima.
Verdetto dell’inquisitore
Il nuovo gameplay di Fable fa una cosa che serviva parecchio: mostra finalmente il gioco per quello che è, senza affidarsi soltanto alla nostalgia.
La missione di Humphry permette di vedere una Albion viva, un sistema di scelte più strutturato e un combattimento che sembra decisamente più moderno rispetto ai capitoli originali. Restano naturalmente interrogativi sulla varietà effettiva delle quest, sulla profondità delle conseguenze e sulla capacità dell’open world di mantenere questa densità per tutta la durata dell’avventura. Ma almeno le fondamenta sembrano esserci.
Playground Games ha davanti una responsabilità enorme: riportare Fable dopo tanti anni significa confrontarsi con una saga che non ha bisogno soltanto di un buon gioco, ma di un’identità riconoscibile. Da questi 18 minuti, quella identità sembra ancora presente.
E voi cosa ne pensate del nuovo gameplay di Fable? Il reboot vi sta convincendo? Ditecelo in Taverna.
