I Dispacci

Final Fantasy Remake: capitoli divisi in più giochi?

Reek "L’Inquisitore degli Archivi"
Luglio 28, 2026
6 min lettura

La nuova sfida di Square Enix per riportare i classici

Il progetto di riportare i grandi capitoli dell’epoca d’oro di Final Fantasy nel panorama moderno potrebbe essere molto più complesso del previsto. Dopo il percorso intrapreso con Final Fantasy VII Remake, Square Enix starebbe valutando un approccio simile anche per altri episodi storici della saga, ma con una difficoltà enorme: trasformare giochi più lineari e contenuti in esperienze moderne senza perdere la loro identità.

Secondo alcune dichiarazioni emerse recentemente, i possibili remake di Final Fantasy VI, Final Fantasy VIII e Final Fantasy IX potrebbero richiedere una suddivisione in più produzioni separate, arrivando potenzialmente a quattro o cinque giochi per ciascun progetto. Una prospettiva che fa capire quanto sia diventato ambizioso il lavoro di modernizzazione dei vecchi capitoli della serie.

Non si tratterebbe quindi di semplici operazioni grafiche, ma di vere ricostruzioni capaci di ampliare mondi, personaggi e sistemi di gioco per adattarli agli standard attuali.

Il precedente di Final Fantasy VII Remake

Per comprendere questa possibilità bisogna guardare al percorso intrapreso con Final Fantasy VII Remake.

L’originale del 1997 era un gioco enorme per l’epoca, ma la sua struttura era comunque limitata dai vincoli tecnici della prima PlayStation. Square Enix ha scelto di trasformare quella storia in un progetto molto più grande, dividendo il racconto in più capitoli e ampliando enormemente il mondo di gioco.

Il primo episodio si è concentrato esclusivamente sulla sezione di Midgar, una parte che nell’opera originale rappresentava soltanto una porzione iniziale dell’avventura. Nonostante questo, il remake ha trasformato quella città in un ambiente molto più dettagliato, con nuove missioni, personaggi approfonditi e una maggiore attenzione alla costruzione narrativa.

Con Final Fantasy VII Rebirth, il team ha poi ampliato ulteriormente la scala del progetto, introducendo aree esplorabili più vaste e una struttura molto più vicina a quella di un moderno gioco open world.

Questa filosofia potrebbe diventare il nuovo modello per affrontare altri capitoli storici.

Final Fantasy VI: il gigante che aspetta una nuova vita

Tra i titoli più discussi c’è sicuramente Final Fantasy VI, considerato da molti fan uno dei migliori episodi della serie.

L’avventura di Terra, Locke, Celes e degli altri membri della resistenza contro l’Impero possiede ancora oggi una forza narrativa incredibile. Il problema principale sarebbe proprio la sua enorme quantità di contenuti.

Il mondo di Final Fantasy VI è ricco di personaggi principali e secondari, eventi narrativi, città, dungeon e momenti memorabili. Una versione moderna non potrebbe limitarsi a migliorare la grafica: dovrebbe dare nuova vita a ogni elemento.

Trasformare un gioco del genere in un’esperienza contemporanea potrebbe richiedere un lavoro paragonabile, se non superiore, a quello svolto su Final Fantasy VII.

Una divisione in più capitoli permetterebbe a Square Enix di dedicare maggiore spazio ai personaggi e agli eventi, evitando di comprimere una storia che ha fatto della profondità narrativa uno dei suoi punti di forza.

Final Fantasy VIII e IX: due mondi con identità diverse

Anche Final Fantasy VIII rappresenterebbe una sfida particolare.

Il capitolo con protagonista Squall Leonhart è uno degli episodi più divisivi della saga, amato da alcuni giocatori e criticato da altri per alcune scelte narrative e meccaniche. Proprio per questo un remake potrebbe diventare l’occasione per rielaborare alcuni aspetti controversi, approfondendo personaggi e temi che nell’originale non avevano ricevuto tutto lo spazio necessario.

Diverso il discorso per Final Fantasy IX, spesso considerato uno dei capitoli più equilibrati e fedeli allo spirito classico della serie.

La storia di Gidan, Vivi, Garnet e Steiner è un omaggio alle radici fantasy della saga, ma allo stesso tempo affronta temi maturi come identità, memoria e il significato dell’esistenza.

Un remake moderno potrebbe valorizzare ancora di più questi elementi, ma anche qui il rischio sarebbe quello di trasformare un progetto apparentemente semplice in una produzione gigantesca.

Il problema della scala produttiva

La questione principale non riguarda soltanto la volontà di Square Enix, ma la dimensione raggiunta dai videogiochi moderni.

Negli anni ’90 un gioco come Final Fantasy VI poteva raccontare una storia enorme grazie alla libertà offerta dalla fantasia del giocatore e ai limiti tecnologici dell’epoca. Oggi ogni personaggio, ogni città e ogni evento devono essere rappresentati con un livello di dettaglio molto superiore.

Un villaggio che nell’originale era composto da pochi edifici e alcuni dialoghi oggi potrebbe diventare un’intera area esplorabile con missioni secondarie, animazioni, doppiaggio e contenuti aggiuntivi.

Questo processo aumenta inevitabilmente tempi e costi di sviluppo.

La divisione in più giochi potrebbe quindi essere una soluzione pratica per mantenere alta la qualità, ma allo stesso tempo rischierebbe di creare un problema per i giocatori: attendere anni prima di vedere completata un’intera storia.

Il rischio di trasformare la nostalgia in un progetto infinito

Il successo di Final Fantasy VII Remake ha dimostrato che il pubblico è disposto ad accettare una reinterpretazione più ampia dei classici.

Tuttavia, ogni progetto dovrà trovare il giusto equilibrio.

Un remake deve rispettare il materiale originale, ma non può diventare una semplice macchina per allungare una storia già conclusa. Il rischio è che il fascino della nostalgia venga utilizzato per creare saghe interminabili invece di offrire esperienze complete.

Square Enix dovrà quindi dimostrare di avere una visione chiara: ampliare senza diluire, modernizzare senza cancellare.

Una nuova era per i classici Final Fantasy

Nonostante le difficoltà, questa prospettiva apre anche possibilità enormi.

Immaginare un Final Fantasy VI moderno con battaglie spettacolari, città completamente esplorabili e personaggi finalmente approfonditi grazie alle tecnologie attuali è qualcosa che avrebbe fatto impazzire i giocatori di molti anni fa.

La domanda è soltanto una: quanto tempo siamo disposti ad aspettare per vedere questi sogni diventare realtà?

Verdetto dell’inquisitore

Il remake dei grandi Final Fantasy del passato rappresenta una delle sfide più interessanti per Square Enix, ma anche una delle più rischiose.

Dividere un gioco in più capitoli può essere una scelta intelligente quando serve a dare spazio alla storia e ai personaggi, come dimostrato da Final Fantasy VII Remake. Tuttavia, la paura dei giocatori è comprensibile: nessuno vuole vedere i propri ricordi trasformati in un viaggio infinito senza una conclusione.

Final Fantasy VI, VIII e IX meritano una nuova vita, ma devono essere trattati come opere complete, non come semplici opportunità commerciali.

La speranza è che Square Enix riesca a trovare il punto d’incontro tra ambizione e rispetto per il passato.

La parola passa a voi in Taverna: vorreste vedere remake giganteschi divisi in più giochi oppure preferireste versioni più compatte che rispettino la struttura originale?

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