Gears of War E-Day: è già record su Steam
Gears of War E-Day parte con il piede sull’acceleratore
C’è qualcosa di particolarmente interessante nel modo in cui Gears of War: E-Day sta affrontando il proprio debutto. Il nuovo capitolo di The Coalition non è ancora arrivato al lancio completo, eppure ha già fatto registrare il miglior risultato della storia della serie su Steam. Durante l’accesso anticipato, infatti, il gioco ha raggiunto un picco di 20.374 giocatori contemporanei, più del doppio rispetto al precedente record di Gears 5, fermo a 10.196.
Il numero, preso da solo, fa già rumore. Ma è proprio qui che voglio vederci chiaro, perché leggere questo dato come la semplice dimostrazione di un ritorno trionfale di Gears of War sarebbe troppo facile. Il risultato è certamente importante, soprattutto perché arriva prima del lancio ufficiale, ma Steam rappresenta soltanto una porzione del pubblico complessivo. E-Day è infatti disponibile anche su Xbox Series X|S e PC attraverso l’ecosistema Microsoft, mentre il gioco è incluso in Game Pass dal day one.
Il record, quindi, racconta una parte della storia. E quella parte è decisamente interessante.
Un record arrivato prima del lancio
Gears of War: E-Day entrerà ufficialmente sul campo di battaglia il 6 ottobre 2026, ma l’accesso anticipato ha permesso ai possessori delle edizioni che lo prevedono di iniziare a giocare prima. La Premium Edition offre infatti fino a cinque giorni di accesso anticipato, mentre il gioco arriverà al day one anche su Game Pass.
È proprio durante questa finestra preliminare che il titolo ha raggiunto il suo picco di 20.374 utenti contemporanei su Steam. SteamDB conferma il dato e lo identifica come il nuovo massimo storico della serie sulla piattaforma di Valve.
Il confronto con Gears 5 è quello che rende immediatamente comprensibile la portata del risultato. Il precedente capitolo aveva raggiunto 10.196 giocatori contemporanei, mentre Gears of War: Reloaded era rimasto sotto quota 5.000. E-Day, senza nemmeno essere ancora disponibile nella sua versione completa, ha quindi già superato abbondantemente entrambi.
Non è una piccola variazione statistica. È un raddoppio.
Ma proprio perché siamo alla Loggia, fermiamoci un secondo prima di trasformare quel numero in una sentenza definitiva.
Steam non racconta tutta la storia
Il primo errore sarebbe considerare quei 20.374 giocatori come il numero complessivo degli utenti di E-Day. Non lo sono e non possono esserlo.
Il dato riguarda esclusivamente gli utenti contemporanei su Steam e non comprende chi sta giocando su Xbox Series X|S, chi utilizza la versione PC attraverso l’app Xbox e, soprattutto, chi accede al titolo attraverso Game Pass. Insider Gaming ha evidenziato esattamente questo limite, definendo il dato Steam un’indicazione significativa ma soltanto parziale del pubblico reale.
Ed è un dettaglio tutt’altro che secondario.
Il modello distributivo di Xbox rende infatti particolarmente difficile utilizzare Steam come metro assoluto del successo commerciale di un gioco. Se un titolo è contemporaneamente acquistabile su Steam, disponibile su Xbox e incluso in un servizio in abbonamento, il numero di giocatori contemporanei registrato da Valve non può rappresentare l’intero bacino di utenza.
Possiamo però usarlo per un’altra cosa: misurare quanto interesse il gioco sia riuscito a generare sulla piattaforma PC di Valve rispetto ai suoi predecessori.
E sotto questo punto di vista il risultato è molto più difficile da ignorare.
Gears of War è ancora vivo
Per me, il vero significato di questo record è proprio questo.
Gears of War non è una nuova proprietà intellettuale che deve dimostrare al pubblico di meritare attenzione. È una saga che ha alle spalle vent’anni di storia, un’identità fortissima e una fanbase che negli anni ha attraversato generazioni, cambi di sviluppatore e trasformazioni profonde dell’ecosistema Xbox.
Il problema, semmai, era capire quanto quella fanbase fosse ancora pronta a rispondere.
La risposta arrivata da Steam è incoraggiante.
Non definitiva, ma incoraggiante.
E-Day sta infatti facendo qualcosa di particolare: invece di proseguire semplicemente la storia dopo gli eventi dei capitoli più recenti, torna all’origine del conflitto. Il gioco è ambientato quattordici anni prima del primo Gears of War e racconta l’Emergence Day, il momento in cui l’Orda delle Locuste emerge dalle profondità di Sera e dà inizio alla guerra. Al centro della vicenda troviamo un giovane Marcus Fenix insieme a Dominic Santiago.
È una scelta che può essere letta in due modi.
Da una parte è un ritorno alle radici. Dall’altra è una gigantesca operazione di recupero della memoria collettiva dei giocatori.
E qui la domanda diventa inevitabile: stiamo assistendo a una rinascita o a un’operazione nostalgia particolarmente ben confezionata?
La nostalgia è un’arma a doppio taglio
Non ho nulla contro la nostalgia. Anzi, quando viene utilizzata con intelligenza può essere uno degli strumenti narrativi più efficaci a disposizione di uno sviluppatore.
Il problema nasce quando la nostalgia diventa un sostituto dell’innovazione.
The Coalition sembra però aver capito che non sarebbe bastato prendere Marcus Fenix, metterlo davanti a un’orda di Locuste e chiedere al giocatore di ricordarsi quanto fosse bello il primo Gears. E-Day prova infatti a modernizzare alcuni elementi fondamentali del gameplay, intervenendo sul movimento, sulla distruttibilità degli ambienti e sulla sensazione fisica degli scontri. La stampa internazionale ha generalmente apprezzato proprio il gunplay e la capacità del gioco di mantenere il peso caratteristico delle armi della serie.
The Verge, in particolare, descrive E-Day come un prequel estremamente sicuro della propria identità: un gioco che non sente il bisogno di abbandonare il cover shooter brutale e spettacolare che ha reso celebre la serie. Secondo la testata, il risultato funziona proprio perché non cerca di trasformare Gears in qualcosa che non è.
Ed è probabilmente questa la scelta più intelligente di The Coalition.
In un’industria che spesso sembra ossessionata dalla necessità di trasformare ogni franchise in un servizio, un mondo aperto o un’esperienza costruita attorno a sistemi infiniti, E-Day sembra ricordarsi che un videogioco può ancora essere semplicemente un grande action game lineare, spettacolare e violento.
Non è poco.
Ma non tutto convince la stampa
Ed è qui che la storia si fa più interessante, perché il consenso internazionale non è stato completamente uniforme.
Il Guardian, per esempio, ha apprezzato il combattimento e l’evoluzione tecnica della formula, ma ha criticato duramente la struttura dell’esperienza, ritenuta troppo ripetitiva e poco coraggiosa. Secondo la testata, alcune delle idee migliori vengono mostrate molto presto e poi sviluppate senza una vera evoluzione, mentre determinate ambientazioni e attività finiscono per perdere mordente con il procedere dell’avventura.
È una critica che considero importante, soprattutto alla luce del record appena stabilito.
Perché i numeri possono dirci che il pubblico vuole Gears of War. Non possono dirci da soli se The Coalition sia riuscita a costruire il Gears of War che serviva alla serie.
Sono due cose differenti.
Il pubblico può essere tornato per Marcus, per Dom, per le Locuste, per il Lancer e per quella sensazione inconfondibile di piantarsi dietro un pezzo di cemento mentre un Brumak sta cercando di trasformarti in una macchia sul pavimento. Ma la nostalgia può portare un giocatore dentro un gioco; non è detto che riesca a mantenerlo lì.
Ed è questo il vero esame di E-Day.
Xbox aveva bisogno di questo Gears
C’è poi un’altra questione che non possiamo ignorare.
Gears of War: E-Day arriva in un momento estremamente delicato per Microsoft e per Xbox. La piattaforma sta attraversando una fase di profonda riorganizzazione, mentre la strategia aziendale continua a cambiare e i grandi franchise proprietari assumono un’importanza sempre maggiore.
The Verge ha sottolineato proprio questo paradosso: E-Day è un gioco che rappresenta molto bene l’idea di un ritorno ai grandi franchise Xbox, ma arriva contemporaneamente in un periodo di forte instabilità per la divisione.
Ed è difficile non vedere il valore strategico di un risultato come quello ottenuto su Steam.
Xbox ha bisogno di dimostrare che i suoi franchise storici non sono semplicemente marchi da custodire in un archivio. Devono essere ancora capaci di generare interesse, vendite, abbonamenti e soprattutto entusiasmo.
Il record di E-Day non risolve i problemi di Xbox, naturalmente. Non cancella le discussioni sul Game Pass, non modifica le decisioni aziendali e non garantisce nulla sul futuro di The Coalition.
Ma dimostra una cosa molto semplice: quando Xbox rimette in campo uno dei suoi simboli più riconoscibili, il pubblico risponde.
E lo fa anche su PC.
Il vero banco di prova sarà il 6 ottobre
Per questo motivo, io considero i 20.374 giocatori contemporanei soltanto il primo capitolo della storia.
Il vero test arriverà con il lancio completo.
Quando E-Day sarà disponibile ufficialmente, sarà interessante osservare quanto salirà il picco su Steam. Un ulteriore salto dimostrerebbe che l’accesso anticipato ha rappresentato soltanto una piccola parte dell’interesse complessivo. Un aumento più contenuto ci direbbe invece che una buona fetta del pubblico PC più motivato aveva già scelto di entrare in anticipo.
In entrambi i casi, il dato sarà utile.
E sarà ancora più interessante capire cosa succederà fuori da Steam. Xbox non pubblica normalmente numeri completi e immediati sul totale degli utenti di Game Pass per ogni singolo gioco, quindi una parte consistente del successo di E-Day resterà inevitabilmente nascosta dietro l’ecosistema Microsoft.
Questo significa che non possiamo utilizzare il record Steam come una classifica definitiva.
Possiamo però utilizzarlo come un segnale.
E il segnale, almeno per ora, è forte.
Verdetto dell’Inquisitore
Il primo dato è incontestabile: Gears of War: E-Day ha già stabilito il nuovo record di giocatori contemporanei della serie su Steam, raggiungendo 20.374 utenti durante l’accesso anticipato e superando di oltre il doppio il precedente primato di Gears 5.
Non è però ancora il momento di parlare di vittoria definitiva.
Perché Steam non comprende Xbox, PC tramite l’ecosistema Microsoft e Game Pass, e perché il vero banco di prova sarà capire se questo interesse riuscirà a trasformarsi in un pubblico stabile dopo il lancio. Allo stesso tempo, le recensioni internazionali hanno evidenziato un gioco tecnicamente solido e dotato di un combattimento estremamente efficace, ma non privo di limiti nella struttura e nella capacità di innovare la formula.
Per ora, quindi, la mia sentenza è semplice: The Coalition ha riacceso il motore di Gears of War e il pubblico ha risposto presente. Adesso vediamo se riuscirà a tenerlo acceso abbastanza a lungo.
Io continuerò a guardare i numeri, ma soprattutto quello che quei numeri nascondono. Perché un record fa sempre rumore, ma è quello che succede dopo il rumore a raccontarci la verità.
E voi? Avete già affrontato l’Emergence Day o state aspettando il lancio ufficiale? Fatecelo sapere in Taverna.
