GTA 5: spuntano i DLC cancellati e la mappa di GTA 6
Il passato di Rockstar torna a bussare
Quando un archivio di sviluppo da quasi 200 GB torna a circolare online, la tentazione è quella di trattarlo come il Santo Graal del datamining: dentro c’è GTA 5, dentro c’è GTA 6, ci sono contenuti cancellati, mappe mai pubblicate e una quantità di materiale sufficiente a far perdere il sonno a qualunque archeologo digitale. Ma prima di far partire la fanfara, serve una precisazione fondamentale: non siamo davanti a un nuovo attacco a Rockstar Games. Le informazioni emerse in questi giorni provengono, secondo le ricostruzioni della stampa internazionale, dal gigantesco furto di dati subito dalla compagnia nel 2022, quello che aveva già portato alla pubblicazione di materiale relativo a GTA 6.
La novità, quindi, non è necessariamente il furto in sé, ma il fatto che una parte di quel materiale, rimasta per anni relativamente circoscritta, stia ora venendo analizzata molto più ampiamente. Ed è qui che comincia la parte interessante: tra file, dati di sviluppo e asset incompleti sono comparsi nuovi indizi sui progetti cancellati di Grand Theft Auto V, compresa una possibile espansione ambientata a Liberty City, il DLC single player Agent Trevor e una serie di contenuti tagliati. Sullo sfondo compaiono anche asset estremamente preliminari associati a GTA 6.
Liberty City poteva davvero tornare in GTA 5
La scoperta più suggestiva riguarda probabilmente Liberty City. Da anni circolano indiscrezioni sulla possibilità che Rockstar avesse pianificato un’espansione single player di GTA 5 capace di riportare i giocatori nella città resa celebre da GTA 4. Il nuovo materiale offre finalmente qualcosa di più concreto delle semplici voci: sono stati individuati dati relativi alle zone della possibile espansione e, attraverso strumenti di analisi della mappa, è stato possibile ricostruire una sorta di perimetro dell’area.
La cosa interessante è che questa versione di Liberty City non sembra essere una semplice copia della città di GTA 4. La disposizione individuata suggerisce un’area più ampia e con una struttura differente rispetto alla precedente incarnazione. Attenzione, però: questo non dimostra che Rockstar avesse completato una vera e propria espansione. Quello che emerge è materiale tecnico e di sviluppo compatibile con un progetto cancellato, non un DLC finito che sarebbe stato semplicemente tenuto nel cassetto. È una differenza enorme, soprattutto quando Internet tende a trasformare ogni file trovato in una produzione quasi pronta alla pubblicazione.
Una Liberty City più grande non significa un DLC completo
È proprio questo il punto sul quale vale la pena frenare. La presenza di dati di mappa, zone audio e materiale tecnico indica che Rockstar stava effettivamente lavorando a qualcosa, ma non consente automaticamente di ricostruire la portata definitiva del progetto. Un prototipo può essere molto avanzato in un settore e praticamente inesistente in un altro; un blocco di mappa può servire per testare streaming, audio o tecnologia senza rappresentare necessariamente la versione finale dell’ambientazione.
Il materiale analizzato finora sembra quindi raccontare soprattutto una direzione di sviluppo, non un gioco perduto completamente definito. E questa distinzione è particolarmente importante nel caso di Rockstar, perché sappiamo quanto i suoi progetti possano cambiare durante produzioni estremamente lunghe. La Liberty City che oggi possiamo intravedere potrebbe essere stata una delle molte iterazioni esplorate dal team prima che il progetto venisse abbandonato.
Agent Trevor era molto più folle del previsto
Se Liberty City rappresenta la grande espansione mai arrivata, Agent Trevor è probabilmente il progetto cancellato più affascinante riemerso da questo archivio. Il concetto era già noto in parte: un’espansione single player incentrata su Trevor Philips e costruita con una forte componente da spy story, quasi una versione completamente impazzita di James Bond filtrata attraverso il personaggio più imprevedibile della trilogia. Il nuovo materiale aggiunge però ulteriori dettagli sulla scala delle ambizioni.
Tra gli elementi individuati compaiono riferimenti a una base sottomarina, una struttura legata allo spazio, tute spaziali, una grande ambientazione sotterranea collegata a una villa e una serie di missioni organizzate attorno a scenari internazionali. Le ricostruzioni parlano inoltre di filoni narrativi legati a CIA, Corea, Russia, Medio Oriente e attività nello spazio. Sono dettagli che, se confermati nella loro interpretazione, mostrano quanto Agent Trevor fosse distante dal semplice pacchetto di missioni aggiuntive che ci si potrebbe aspettare da un DLC tradizionale.
Trevor, il James Bond che Rockstar non ci ha dato
La cosa quasi comica è che, guardando il materiale emerso, Agent Trevor sembra perfettamente coerente con il personaggio. Se qualcuno avesse chiesto a Rockstar di progettare una missione nella quale Trevor finisce coinvolto in un intrigo internazionale con basi segrete, tecnologia assurda e situazioni completamente fuori controllo, sarebbe difficile immaginare un protagonista più adatto.
Eppure il progetto non arrivò mai sul mercato. Una delle spiegazioni già emerse negli anni è legata alla crescita di GTA Online, che avrebbe progressivamente modificato le priorità di Rockstar. Un ex sviluppatore aveva spiegato che il DLC single player avrebbe avuto difficoltà a competere con il gigantesco successo commerciale del comparto online. GamesRadar ha richiamato proprio questa ricostruzione nel riportare i nuovi materiali.
È una delle grandi ironie della storia di GTA V: il gioco single player che aveva costruito una delle esperienze narrative più importanti della serie finì per diventare anche il terreno dal quale Rockstar avrebbe progressivamente spostato risorse verso un modello online estremamente redditizio.
Anche il finale di Trevor poteva essere diverso
Tra i dettagli più curiosi emersi dall’analisi c’è anche una versione alternativa del finale Option A di GTA V. In questa variante Trevor non sarebbe morto esattamente come nel gioco pubblicato: la sequenza avrebbe previsto un incidente con un contenitore di azoto liquido, con il personaggio congelato e successivamente frantumato.
È il genere di dettaglio che può sembrare una semplice curiosità da collezionisti, ma racconta qualcosa di interessante sul processo creativo di Rockstar. Anche una scena fondamentale come la morte di uno dei tre protagonisti può attraversare più versioni prima di arrivare a quella definitiva. Il fatto che oggi possiamo vedere tracce di una soluzione tanto assurda rende ancora più evidente quanto Rockstar sperimentasse internamente prima di decidere cosa sarebbe effettivamente finito nel gioco.
Brucie poteva tornare con Franklin
L’archeologia di GTA V non si ferma a Trevor. Tra i dialoghi tagliati è stato individuato anche materiale che suggerisce un ritorno di Brucie Kibbutz, personaggio memorabile di GTA IV, all’interno della componente single player di GTA V. I dialoghi emersi indicano una possibile interazione con Franklin e persino contenuti dedicati ai due personaggi.
Anche qui è necessario non trasformare una traccia di sviluppo in una missione completa. La presenza di dialoghi indica che qualcosa venne scritto e implementato, ma non chiarisce da sola quanto fosse avanzato il progetto né quale ruolo avrebbe avuto nel gioco finale. È comunque un altro tassello che mostra quanto più grande fosse il contenuto single player che Rockstar stava esplorando durante la produzione di GTA V.
Non c’era soltanto Agent Trevor
La parte forse più interessante per chi studia lo sviluppo della serie è che Agent Trevor e Liberty City non sembrano essere casi isolati. Nel materiale sono comparsi riferimenti ad altri progetti single player cancellati, con nomi di lavorazione che includerebbero SP Assassination Pack, SP Manhunt Pack, SP Norman Pack, Relationship Pack, Enterprise DLC e Prologue DLC.
Non abbiamo però informazioni sufficienti per stabilire quanto fossero avanzati questi progetti. Alcuni potrebbero essere stati veri pacchetti narrativi in produzione, altri semplici concetti o esperimenti interni. È proprio qui che la prudenza diventa necessaria: una lista di nomi è una prova dell’esistenza di idee o strutture di sviluppo, non necessariamente della presenza di un contenuto completo destinato alla pubblicazione.
E poi arriva GTA 6
Naturalmente, l’altra metà della storia è quella che ha acceso maggiormente l’interesse della comunità: GTA 6. Nel materiale emerso sono stati individuati asset relativi al nuovo capitolo, compresi elementi della mappa che possono essere caricati e osservati attraverso strumenti legati al precedente gioco. Ma qui bisogna ridimensionare immediatamente le aspettative.
Alcuni dati sarebbero infatti riconducibili a fasi estremamente preliminari dello sviluppo. VideoCardz ha riportato metadata associati a file .ymap che collocherebbero alcuni blockout addirittura nel 2015, cioè anni prima della versione di GTA 6 che conosciamo oggi. Questo significa che la mappa emersa non può essere utilizzata come fotografia dell’attuale Leonida. È materiale archeologico, non una preview segreta della versione definitiva.
La mappa del 2015 non è la mappa di GTA 6
Questo è probabilmente il punto più importante dell’intera vicenda. Quando si parla di una “prima versione della mappa di GTA 6”, il pubblico tende naturalmente a pensare di aver appena ottenuto una visione anticipata del gioco. In realtà è molto più interessante considerarla come una finestra sul processo di progettazione di Rockstar.
Un blockout del 2015 può dirci che determinati luoghi, proporzioni o idee erano stati presi in considerazione. Non può dirci quali siano rimasti nel progetto finale. Tra una prima iterazione e il prodotto pubblicato possono passare anni, e in una produzione delle dimensioni di GTA 6 questo significa una quantità enorme di revisioni, sostituzioni e scarti. La stampa internazionale ha infatti sottolineato proprio la natura preliminare e a bassa qualità di questi asset.
La vera notizia è il materiale cancellato
Paradossalmente, quindi, la parte più interessante non è necessariamente GTA 6. Il nuovo capitolo è ormai vicino all’uscita e Rockstar ha già mostrato ufficialmente molto del progetto. Gli asset preliminari aggiungono soprattutto informazioni storiche sul percorso che ha portato al gioco attuale.
Il materiale di GTA V, invece, ci permette di osservare una strada che non è mai arrivata alla destinazione. Liberty City, Agent Trevor, Brucie, missioni tagliate, finali alternativi e altri pacchetti single player raccontano un GTA V molto diverso da quello che abbiamo giocato. È una testimonianza concreta di quante idee Rockstar abbia valutato prima di decidere dove concentrare le proprie risorse.
Il fantasma del single player
Ed è qui che la vicenda assume un significato più ampio. Per anni i giocatori hanno discusso del fatto che GTA V non abbia ricevuto una vera grande espansione narrativa dopo il lancio, nonostante il successo del gioco e la quantità di materiale che Rockstar aveva lasciato intravedere.
Oggi abbiamo ulteriori indizi sul fatto che il problema non fosse la mancanza di idee. Al contrario, le idee sembravano abbondare. Il problema era stabilire quali meritassero di diventare prodotti commerciali in un ecosistema nel quale GTA Online stava diventando sempre più importante. Agent Trevor è praticamente la materializzazione di questa tensione: un progetto single player apparentemente ricco e ambizioso che non è mai riuscito a trasformarsi in un’espansione pubblica.
Rockstar ha davvero buttato via tutto?
Non necessariamente. Una delle conseguenze più interessanti di questi ritrovamenti è proprio la possibilità di individuare materiale che potrebbe essere stato riutilizzato o trasformato nel corso degli anni. La stampa ha già collegato alcuni elementi di Agent Trevor a contenuti successivi di GTA Online, anche se bisogna evitare di trattare ogni somiglianza come prova di un riciclo diretto.
Il riutilizzo di asset, idee e prototipi è del resto una pratica normalissima nello sviluppo. Un contenuto cancellato non è necessariamente un contenuto perduto per sempre: può diventare una missione diversa, un’ambientazione, una meccanica o persino un semplice test tecnico utile per un progetto successivo. Il vero valore di questi file è quindi anche quello di mostrarci il laboratorio dietro il prodotto finito.
Attenzione alla parola “leak”
C’è infine un aspetto sul quale vale la pena essere molto precisi. La parola “leak” è corretta dal punto di vista giornalistico per descrivere materiale riservato finito pubblicamente in circolazione, ma può creare l’impressione di un nuovo attacco informatico. Non è quello che le ricostruzioni disponibili indicano.
Insider Gaming sostiene che i dati fossero già stati sottratti nel 2022 e che abbiano circolato privatamente per un lungo periodo prima di raggiungere una platea molto più ampia. PC Gamer riporta una ricostruzione analoga, specificando che l’esatta provenienza di parte del materiale non è completamente verificabile, pur riconducendolo al grande hack che aveva già coinvolto Rockstar.
La differenza non è semantica: cambia completamente il significato della notizia. Non stiamo assistendo a qualcuno che ha appena violato Rockstar per ottenere informazioni su GTA 6. Stiamo assistendo alla riemersione e all’analisi tardiva di materiale rubato anni fa.
Il verdetto dell’inquisitore
Questa storia è interessante non perché ci abbia finalmente consegnato la “mappa segreta definitiva” di GTA 6, né perché dimostri che Rockstar abbia tenuto nascosto un gigantesco DLC di GTA V pronto per essere pubblicato. Non dimostra nessuna delle due cose. Dimostra qualcosa di più concreto: durante lo sviluppo di GTA V Rockstar esplorò una quantità impressionante di contenuti single player, compresa una possibile espansione di Liberty City e un ambizioso Agent Trevor, mentre le prime fasi di GTA 6 furono caratterizzate da iterazioni della mappa che oggi appartengono alla preistoria del progetto.
Per l’Inquisitore, la vera lezione è un’altra. Un videogioco finito è soltanto la punta dell’iceberg di tutte le idee che lo hanno preceduto. GTA V avrebbe potuto avere Liberty City, Trevor avrebbe potuto diventare una sorta di agente segreto completamente fuori controllo e Brucie avrebbe potuto tornare accanto a Franklin. Nulla di tutto questo rende automaticamente migliore il gioco che non abbiamo ricevuto, ma ci permette di capire quanto lavoro, quante deviazioni e quante rinunce siano necessarie per arrivare al prodotto finale.
E forse è proprio questa la parte più affascinante dell’intera faccenda: mentre tutti guardano avanti aspettando GTA 6, il materiale riemerso ci costringe per un momento a guardarci alle spalle. Rockstar non ci mostra soltanto ciò che sta costruendo; attraverso questi frammenti possiamo intravedere anche tutto ciò che ha deciso di non costruire.
Quale di questi progetti cancellati avreste voluto vedere davvero trasformato in un’espansione completa? Raccontatelo e discutiamone in Taverna.
