GTA 6, la mappa sarà tre volte quella di RDR2
Leonida punta a diventare il mondo più ambizioso di Rockstar
Per anni abbiamo discusso delle dimensioni della mappa di GTA 6 attraverso ricostruzioni dei fan, confronti con la Florida reale e supposizioni basate sui pochi scorci mostrati nei trailer. Adesso, però, è arrivata un’indicazione molto più concreta: secondo le informazioni emerse dall’ultimo approfondimento dedicato al gioco, il mondo di Grand Theft Auto VI sarebbe circa tre volte più grande di quello di Red Dead Redemption 2. Il dato è stato riportato da GamesRadar sulla base delle informazioni diffuse insieme al nuovo extended look e delle dichiarazioni attribuite a Rockstar, mentre altre testate internazionali hanno raccolto la stessa indicazione attraverso le anteprime concesse da Rockstar a creator e stampa.
La proporzione, presa da sola, è già impressionante. Red Dead Redemption 2 non è certo ricordato come un gioco povero di spazio: il suo mondo era enorme, ma soprattutto riusciva a dare la sensazione di essere costruito attorno a territori differenti, città, insediamenti, strade secondarie e aree naturali che nascondevano continuamente qualcosa. Immaginare una superficie tre volte superiore significa quindi confrontarsi con un problema molto più interessante del semplice conteggio dei chilometri quadrati: come riempire uno spazio tanto grande senza trasformarlo in un enorme contenitore vuoto?

Il vero confronto non è con RDR2, ma con GTA 5
Le informazioni emerse in queste ore permettono inoltre di collocare meglio GTA 6 rispetto al precedente capitolo della serie. Secondo quanto riportato da diverse testate, la nuova mappa sarebbe circa il doppio di quella di GTA 5 e tre volte quella di Red Dead Redemption 2.
Il confronto con GTA 5 è probabilmente quello più significativo, perché permette di comprendere quanto Rockstar abbia ampliato la propria idea di open world nel corso di una generazione. Los Santos e Blaine County erano già sufficientemente grandi da offrire decine di ore di esplorazione, ma Leonida sembra voler spostare ulteriormente il limite, trasformando l’intera regione in una sorta di parco giochi criminale molto più articolato.
Il rischio, naturalmente, è che la crescita delle dimensioni finisca per diventare un obiettivo in sé. Rockstar, però, sembra essere consapevole del problema. Rob Nelson, co-responsabile di Rockstar North, ha descritto il nuovo mondo come una realtà nella quale esistono numerosi elementi che il giocatore può scoprire spontaneamente, senza essere necessariamente guidato da obiettivi, icone o indicatori sulla mappa. L’esplorazione dovrebbe quindi avere un valore proprio, e non essere soltanto il modo più lento per raggiungere la prossima missione.
Una mappa enorme, ma soprattutto molto più densa
Ed è qui che GTA 6 potrebbe giocarsi la partita più importante.
Una delle caratteristiche sottolineate dalle prime analisi dell’extended look riguarda infatti la densità del mondo. Rockstar non sembra voler semplicemente allargare la superficie disponibile, ma aumentare il numero di elementi con cui il giocatore può entrare in contatto. Vice City rappresenta il centro principale dell’esperienza, ma intorno alla città troviamo aree rurali, coste, paludi, strade secondarie e altri ambienti che contribuiscono a costruire una Leonida molto più varia.
La differenza rispetto a molti open world contemporanei potrebbe quindi essere proprio nel rapporto tra dimensioni e contenuto. Un mondo enorme funziona quando il giocatore ha un motivo per attraversarlo, quando il tragitto può produrre incontri inattesi e quando l’ambiente non appare semplicemente come una distanza da coprire. Rockstar ha già dimostrato con Red Dead Redemption 2 di voler lavorare su questa filosofia, ma GTA 6 sembra intenzionato a portarla a una scala ancora maggiore.
Secondo quanto riferito da Rockstar, il giocatore che decide di prendersi il tempo necessario per esplorare dovrebbe essere ricompensato da eventi e situazioni emergenti che non vengono necessariamente segnalati sulla mappa. È una scelta particolarmente importante perché riduce la dipendenza dal classico modello dell’open world moderno basato su una schermata piena di icone.
Rockstar non vuole una mappa da attraversare, ma un mondo da abitare
Il nuovo extended look ha mostrato una quantità impressionante di attività che vanno ben oltre le missioni principali. Jason e Lucia possono dedicarsi a furti, inseguimenti e sparatorie, ma anche praticare sport, immergersi, guidare diversi tipi di veicoli e interagire con l’ambiente in modi che contribuiscono a dare maggiore consistenza alla vita quotidiana dei protagonisti. La possibilità di cambiare rapidamente personaggio e di affrontare situazioni differenti rafforza inoltre l’idea di un mondo nel quale l’azione non è rigidamente separata dall’esplorazione.
È una filosofia che potrebbe rivelarsi fondamentale soprattutto considerando la durata prevista della campagna. Le informazioni raccolte dalla stampa parlano di un’esperienza principale che potrebbe arrivare a circa 80 ore, anche se si tratta di una stima legata a una specifica sessione di gioco e non di una durata ufficialmente garantita per tutti i giocatori.
In un gioco tanto lungo, avere una mappa enorme ha senso soltanto se il giocatore riesce a sviluppare un rapporto con essa. Los Santos era diventata familiare proprio perché, dopo decine di ore, iniziavamo a riconoscere le strade e i quartieri. Leonida dovrà riuscire nello stesso compito su una scala decisamente superiore.
Il precedente di Red Dead Redemption 2 pesa moltissimo
Il confronto con Red Dead Redemption 2 è inevitabile anche per un altro motivo: Rockstar non deve soltanto superare la propria precedente produzione sul piano quantitativo, ma deve confrontarsi con uno dei mondi aperti più apprezzati dell’ultima generazione.
Nel western di Rockstar la grandezza della mappa era sostenuta da una forte attenzione ai dettagli. Gli animali avevano comportamenti differenti, gli NPC seguivano routine, gli eventi casuali potevano trasformarsi in piccole storie e persino un viaggio apparentemente insignificante poteva produrre un incontro inatteso. GTA 6 sembra voler applicare la stessa filosofia a un ambiente molto più dinamico e contemporaneo.
Le informazioni raccolte dalle anteprime parlano infatti di NPC più reattivi, sistemi di polizia più sofisticati e un mondo nel quale le azioni del giocatore possono avere conseguenze differenti a seconda delle circostanze. La polizia, per esempio, dovrebbe tenere conto dell’aspetto dei protagonisti e di ciò che stanno indossando, mentre anche il furto di un’automobile dovrebbe comportare situazioni diverse a seconda del veicolo coinvolto.
Questi elementi fanno capire perché il semplice dato sulla superficie della mappa sia, in realtà, soltanto la punta dell’iceberg.
Il problema sarà riempire tutto senza stancare
Tre volte Red Dead Redemption 2 significa anche tre volte la possibilità di annoiare il giocatore.
È una provocazione, ma non troppo. Più un open world diventa grande, più aumenta la difficoltà nel mantenere alta la densità delle esperienze senza ricorrere a contenuti ripetitivi. Rockstar dovrà quindi dimostrare che ogni regione di Leonida ha una propria identità e che attraversare una zona apparentemente secondaria può essere interessante quanto raggiungere una nuova missione della campagna.
Il nuovo approccio agli eventi emergenti potrebbe essere la risposta. Se il mondo riesce a generare situazioni credibili senza doverle trasformare in missioni secondarie con tanto di indicatore sulla mappa, allora una superficie enorme può diventare un vantaggio. In caso contrario, il rischio è quello di avere un territorio gigantesco che il giocatore attraversa soltanto perché il gioco gli ha indicato il prossimo obiettivo.
Ed è probabilmente questo il motivo per cui le dichiarazioni di Rockstar sull’esplorazione sono più importanti del numero stesso.
Una scala che racconta le ambizioni di GTA 6
La cosa più interessante, alla fine, non è quindi che GTA 6 abbia una mappa tre volte più grande di Red Dead Redemption 2. È ciò che questo dato racconta sulle ambizioni del progetto.
Rockstar sta costruendo un mondo nel quale dimensioni, densità, simulazione e contenuti emergenti devono funzionare contemporaneamente. La nuova Vice City non deve essere soltanto più grande di Los Santos: deve essere più credibile, più reattiva e capace di produrre situazioni che il giocatore non aveva previsto.
La stessa Rockstar è cresciuta enormemente durante lo sviluppo del gioco, arrivando a coinvolgere migliaia di persone e reparti specializzati anche in aspetti apparentemente secondari, come la resa dei pedoni e la riproduzione realistica di veicoli e ambienti.
A questo punto diventa più facile comprendere perché GTA 6 abbia richiesto così tanti anni di sviluppo. Non stiamo parlando semplicemente della costruzione di una nuova mappa di Grand Theft Auto, ma del tentativo di creare un mondo che possa sostenere un’esperienza molto più grande sotto praticamente ogni punto di vista.
Verdetto dell’inquisitore
Il dato sulla mappa di GTA 6 è impressionante, ma non dovrebbe diventare l’ennesimo numero da utilizzare per alimentare l’hype. Tre volte la mappa di Red Dead Redemption 2 significa poco se metà di quello spazio serve soltanto a collegare una città all’altra.
La vera notizia, invece, è che Rockstar sembra aver costruito Leonida intorno a un’idea precisa: rendere l’esplorazione una parte attiva dell’esperienza. Se gli eventi emergenti, l’intelligenza artificiale degli NPC, le attività secondarie e la varietà degli ambienti riusciranno a sostenere davvero questa scala, allora ci troveremo davanti a un open world che potrebbe stabilire un nuovo riferimento per il genere.
Ed è proprio qui che GTA 6 dovrà dimostrare di essere all’altezza delle proprie dimensioni. Rockstar non deve semplicemente costruire il mondo più grande che abbia mai realizzato: deve costruire quello nel quale avremo più voglia di perderci.
E voi cosa ne pensate delle dimensioni della mappa di GTA 6? Preferite un mondo enorme o uno più piccolo ma ancora più denso? Ditecelo in Taverna.
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GTA 6, Grand Theft Auto VI, Rockstar Games, GTA, Vice City, Leonida, Red Dead Redemption 2, open world, Take-Two, PlayStation 5, Xbox Series X|S, videogiochi
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La mappa di GTA 6 sarà circa tre volte più grande di Red Dead Redemption 2. Ecco cosa significa per l’open world di Rockstar.
