I Dispacci

Miyamoto frena sui crossover nei film di Mario

Reek "L’Inquisitore degli Archivi"
Luglio 24, 2026
5 min lettura

Fox e Pikmin sono un’eccezione, non la nuova regola

L’universo cinematografico di Super Mario continua a espandersi e, con esso, aumentano le domande dei fan. Dopo la conferma della presenza di Fox McCloud e dei Pikmin nei futuri progetti legati al franchise, in molti hanno iniziato a immaginare un vero e proprio “Nintendo Cinematic Universe“, popolato da Link, Samus, Kirby, Donkey Kong e decine di altri personaggi iconici. Tuttavia, chi sperava in una pioggia di crossover dovrà probabilmente ridimensionare le proprie aspettative.

A intervenire è stato Shigeru Miyamoto, che nel corso di una recente intervista a Famitsu ha chiarito quale sia la filosofia di Nintendo riguardo all’incontro tra proprietà intellettuali differenti. Il suo messaggio è stato molto chiaro: Fox e Pikmin rappresentano un’eccezione, non un cambio di rotta definitivo.


Una regola che Nintendo segue da sempre

Miyamoto ha spiegato che, storicamente, Nintendo ha cercato di mantenere separate le proprie serie.

L’idea è semplice: ogni universo possiede una propria identità narrativa, un proprio stile e un proprio immaginario. Mescolare continuamente personaggi appartenenti a franchise differenti rischierebbe di indebolire queste caratteristiche, trasformando ogni produzione in una semplice vetrina di cameo.

Per questo motivo, salvo casi molto specifici, Nintendo ha sempre evitato che Mario, Zelda, Metroid, Star Fox o Pikmin condividessero lo stesso mondo narrativo. L’eccezione più nota rimane Super Smash Bros., una serie nata proprio con l’obiettivo di celebrare l’intero catalogo della casa di Kyoto. Al di fuori di quel contesto, però, la linea è sempre stata decisamente più conservativa.


Perché Fox e Pikmin sono comparsi nei film?

La presenza di Fox McCloud e dei Pikmin non nasce dalla volontà di costruire un universo condiviso sul modello Marvel.

Secondo Miyamoto, la loro inclusione è stata valutata caso per caso e giustificata da esigenze creative ben precise. Non si tratta quindi di un’indicazione sul futuro dell’universo cinematografico Nintendo, bensì di scelte funzionali alla storia che il team desiderava raccontare.

Lo stesso Miyamoto ha sottolineato che inserire personaggi di altri franchise richiede particolare attenzione, perché ogni proprietà intellettuale possiede regole, atmosfere e valori che devono essere rispettati. L’obiettivo non è sorprendere il pubblico con continui riferimenti, ma utilizzare eventuali cameo solo quando hanno davvero senso all’interno della narrazione.


Niente Nintendo Cinematic Universe?

È probabilmente questa la domanda che più interessa i fan.

Negli ultimi anni Nintendo ha ampliato enormemente la propria presenza nel settore dell’intrattenimento. Il successo di The Super Mario Bros. Movie, i parchi Super Nintendo World, il museo Nintendo e i numerosi progetti cinematografici in lavorazione hanno inevitabilmente alimentato il paragone con Marvel Studios.

Le dichiarazioni di Miyamoto, però, sembrano indicare una direzione diversa.

Piuttosto che costruire un unico universo narrativo popolato da tutti i personaggi Nintendo, l’azienda preferisce continuare a valorizzare ciascun franchise singolarmente. Questo non significa che non vedremo mai altri crossover, ma semplicemente che non diventeranno un elemento ricorrente o obbligatorio di ogni nuova produzione.

È una filosofia coerente con quella che Nintendo porta avanti da decenni: lasciare che siano i giochi, e non il fan service, a definire l’identità dei propri personaggi.


La forza delle singole proprietà intellettuali

Dal punto di vista strategico, questa scelta appare tutt’altro che casuale.

Ogni franchise Nintendo possiede un’identità molto precisa. The Legend of Zelda racconta avventure epiche dal tono fantasy, Metroid punta sull’esplorazione e sulla fantascienza, Kirby mantiene un’impostazione più leggera e fiabesca, mentre Star Fox si muove nel territorio della space opera.

Costruire un universo condiviso rischierebbe di appiattire queste differenze, costringendo personaggi e ambientazioni a convivere all’interno della stessa struttura narrativa.

Molti analisti internazionali hanno evidenziato come Nintendo preferisca seguire una strategia diversa rispetto ad altri colossi dell’intrattenimento: sviluppare ogni IP come un marchio autonomo, capace eventualmente di collaborare con gli altri, ma senza perdere la propria personalità. È una scelta che limita le possibilità di crossover spettacolari, ma contribuisce a preservare il valore di ciascuna serie nel lungo periodo.


Il cinema resta importante, ma non cambia la filosofia Nintendo

L’intervista arriva in un momento particolarmente significativo.

Negli ultimi giorni Miyamoto aveva già rivelato che almeno tre videogiochi Nintendo sono stati sviluppati anche tenendo conto delle produzioni cinematografiche dedicate a Mario, dimostrando come oggi esista una collaborazione molto più stretta tra la divisione videogiochi e quella cinematografica.

Questa sinergia, però, non significa che Nintendo sia pronta a rinunciare ai principi che hanno guidato l’azienda negli ultimi quarant’anni.

Anche nel cinema, il colosso di Kyoto continua a privilegiare la coerenza delle proprie proprietà intellettuali rispetto alla ricerca del colpo di scena facile. Un approccio che potrebbe sembrare meno spettacolare nell’immediato, ma che ha contribuito a rendere i suoi personaggi riconoscibili e longevi come pochi altri nel panorama videoludico.


Verdetto dell’inquisitore

È facile lasciarsi trascinare dall’entusiasmo quando si parla di crossover. L’idea di vedere Mario, Link, Samus, Kirby e Fox condividere lo stesso grande universo cinematografico farebbe felici milioni di appassionati.

Eppure Miyamoto ricorda una lezione che Nintendo non ha mai dimenticato: un cameo funziona solo quando resta speciale. Se ogni film diventasse una caccia all’easter egg, il rischio sarebbe quello di perdere ciò che rende unico ogni franchise.

Meglio pochi crossover costruiti con intelligenza che un universo condiviso pieno di apparizioni fini a sé stesse. Se questa continuerà a essere la filosofia della casa di Kyoto, probabilmente i suoi personaggi conserveranno quella forza identitaria che li accompagna da oltre quarant’anni.

La parola passa a voi in Taverna: preferite un vero Nintendo Cinematic Universe con crossover continui oppure pensate che ogni saga debba mantenere la propria identità?

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