No Man’s Sky Cosmos cambia davvero lo spazio
Dieci anni dopo, Hello Games torna dove tutto è iniziato
C’è qualcosa di quasi ironico nel fatto che No Man’s Sky abbia impiegato dieci anni per mettere davvero mano allo spazio. Il gioco di Hello Games è diventato nel tempo una delle più ambiziose simulazioni di esplorazione dell’universo, ha attraversato una delle più clamorose redenzioni della storia videoludica e ha ricevuto una quantità impressionante di aggiornamenti gratuiti. Eppure, proprio la componente che avrebbe dovuto rappresentarne il cuore era rimasta sorprendentemente stabile. Con Cosmos, aggiornamento 7.0 pubblicato il 9 settembre in occasione del decimo anniversario, lo studio britannico decide finalmente di affrontare quel problema alla radice.
La differenza rispetto al consueto aggiornamento stagionale è evidente già dalla filosofia che accompagna il progetto. Hello Games non ha semplicemente aggiunto qualche nuova risorsa, una manciata di missioni o un altro pianeta da catalogare: ha ridisegnato il modo in cui il giocatore vive lo spazio, trasformandolo da enorme corridoio necessario per raggiungere un pianeta all’altra parte dell’esperienza. Nuova mappa stellare, fasce asteroidali, relitti giganteschi, avamposti, basi orbitali, stazioni acquistabili, alleanze tra giocatori e perfino la possibilità di raggiungere fisicamente la stella al centro del sistema sono tasselli di una revisione molto più ambiziosa.
Ed è proprio qui che l’Inquisitore drizza le antenne: Cosmos non sembra voler semplicemente aggiungere contenuti a No Man’s Sky, ma rendere più significativo ciò che già facevamo ogni volta che lasciavamo un pianeta.
Lo spazio non è più soltanto il tragitto tra due pianeti
Per anni il loop di No Man’s Sky è stato costruito intorno a una dinamica piuttosto semplice: si parte da un pianeta, si entra nell’atmosfera, si attraversa lo spazio e si raggiunge un’altra destinazione. Il viaggio poteva essere spettacolare, ma raramente rappresentava una destinazione in sé. Cosmos prova a cambiare questa grammatica introducendo una vera rete di punti d’interesse all’interno dei sistemi stellari.
La nuova Star System Map diventa quindi uno degli strumenti più importanti dell’intero aggiornamento. Quando il giocatore entra in un sistema, può analizzarne lo spazio circostante per individuare pianeti, segnali sconosciuti, avamposti, anomalie e altri punti d’interesse. Questi luoghi non sono semplicemente decorazioni disseminate nello sfondo: possono aprire nuove missioni, attività di esplorazione e occasioni per raccogliere risorse. La stessa Hello Games parla esplicitamente di una nuova struttura pensata per rendere i sistemi più interessanti e più vivi.
La distinzione è importante perché sposta il valore dell’esplorazione. Prima il sistema stellare era soprattutto una cornice; adesso dovrebbe diventare una destinazione. È una modifica apparentemente semplice, ma in un gioco procedurale dalle dimensioni di No Man’s Sky può avere conseguenze enormi sulla percezione del viaggio. Se funziona, anche un sistema già visitato potrà offrire motivi per essere nuovamente esplorato.
Finalmente possiamo raggiungere il Sole
E poi c’è la caratteristica destinata a generare più titoli: il Sole si può raggiungere davvero.
Con Cosmos, le stelle presenti nei sistemi diventano raggiungibili attraverso un lungo volo diretto. Hello Games specifica che si tratta di un viaggio pericoloso: le stelle sono sfere di plasma incandescenti, spettacolari da osservare, ma letali da raggiungere. Non è quindi una semplice animazione destinata a dare l’impressione di avvicinarsi alla stella; il giocatore può tentare concretamente il viaggio verso il centro del proprio sistema, accettandone le conseguenze.
Naturalmente, dal punto di vista strettamente ludico, bisognerà capire quanto questa possibilità sia profonda oltre il valore simbolico. Arrivare al Sole è una di quelle cose che molti giocatori proveranno semplicemente perché possono farlo, come accade con qualsiasi barriera apparentemente invalicabile. Ma sarebbe un errore considerarla soltanto una trovata spettacolare.
Il vero significato è un altro: Hello Games sta riducendo la distanza tra ciò che vediamo e ciò che possiamo effettivamente raggiungere. In un gioco costruito sulla promessa dell’esplorazione, questa è una differenza tutt’altro che marginale.
Le stazioni spaziali diventano finalmente nostre
Se raggiungere il Sole rappresenta il lato più spettacolare dell’aggiornamento, la possibilità di possedere una stazione spaziale potrebbe essere quella destinata a cambiare maggiormente la quotidianità dei giocatori.
Hello Games definisce questa come una delle funzionalità più richieste dalla community fin dal lancio. Ora i giocatori possono ottenere la direzione di una stazione, modificarne gli interni, espanderla e personalizzarne anche l’aspetto esterno. Non si tratta quindi semplicemente di acquistare una struttura già pronta: la stazione può diventare un vero spazio personale, una sorta di quartier generale galattico da mostrare agli altri viaggiatori.
È una conseguenza naturale dell’evoluzione di No Man’s Sky. Dopo anni passati a costruire basi sui pianeti, avere finalmente un luogo da chiamare casa nello spazio era quasi inevitabile. La differenza è che una stazione introduce una dimensione sociale molto più evidente rispetto alla classica base planetaria: può diventare un punto d’incontro, un simbolo di appartenenza e, soprattutto, il centro operativo di un gruppo di giocatori.
Ed è qui che entra in gioco la seconda grande novità.
Le alleanze trasformano la solitudine in politica galattica
Le Galactic Alliances portano No Man’s Sky verso una dimensione comunitaria decisamente più strutturata. Un direttore di stazione può fondare la propria alleanza, darle un nome, creare un’insegna e invitare altri giocatori a entrare nella propria organizzazione. Gli appartenenti possono quindi collaborare nell’esplorazione e nella costruzione di una rete di stazioni, mentre le classifiche tengono conto di elementi come popolazione, attività ed espansione.
La cosa interessante è che Hello Games non sembra limitarsi a creare un’altra lista di amici con un nome sopra. L’idea è quella di dare ai giocatori una forma rudimentale di organizzazione territoriale: una stazione può diventare il centro di un’alleanza, l’alleanza può espandersi attraverso più sistemi e la sua crescita può essere confrontata con quella delle altre.
La stampa internazionale ha sottolineato proprio questo aspetto, arrivando a evidenziare come le nuove tecnologie e i sistemi sociali di Cosmos possano avere implicazioni anche per Light No Fire, il prossimo progetto di Hello Games. Il team ha infatti indicato che parte della tecnologia sviluppata per No Man’s Sky viene utilizzata come banco di prova per il futuro gioco.
Non significa che Cosmos sia una sorta di demo mascherata di Light No Fire, e sarebbe prematuro sostenerlo. Significa però che No Man’s Sky continua a essere, per Hello Games, un laboratorio vivo nel quale sperimentare sistemi che potrebbero avere una seconda vita nel progetto successivo.
Relitti, asteroidi e spaziowalking: ora c’è qualcosa da fare
Un altro elemento importante riguarda l’introduzione dei Derelict Hulks, giganteschi relitti abbandonati che fluttuano nello spazio e che possono essere esplorati attraverso sezioni in EVA. Questi enormi rottami non sono semplici contenitori di bottino: hanno strutture instabili e possono collassare se il giocatore li depreda in maniera troppo aggressiva.
Il sistema introduce così una piccola componente di rischio e gestione delle risorse. Il giocatore può utilizzare strumenti gravitazionali per estrarre componenti dal relitto, trasferire il materiale alla propria nave attraverso un nuovo trattore e poi decidere se continuare a saccheggiare oppure ritirarsi prima che la struttura raggiunga un punto critico.
È un dettaglio che potrebbe sembrare marginale, ma rappresenta esattamente il tipo di attività che mancava allo spazio di No Man’s Sky: un luogo in cui non si entra soltanto per attraversarlo, ma nel quale si deve prendere una decisione.
Lo stesso principio viene applicato alle nuove fasce di asteroidi. Alcuni campi contengono risorse rare e cristalli, mentre determinati asteroidi sono abbastanza grandi da poter essere utilizzati come piattaforme per costruire una base. Il giocatore può inoltre uscire dalla nave, muoversi sulla superficie degli asteroidi e costruire strutture direttamente nello spazio.
Le basi orbitali portano la costruzione fuori dai pianeti
La costruzione è sempre stata uno degli elementi più forti di No Man’s Sky, ma fino a oggi il pianeta rimaneva il suo palcoscenico naturale. Cosmos spezza anche questo limite.
Le Orbital Bases possono essere costruite praticamente ovunque nello spazio, utilizzando un computer di base dedicato per rivendicare un volume e trasformarlo in un habitat orbitale. Le possibilità immaginate da Hello Games vanno da semplici stazioni di servizio per astronavi a ristoranti spaziali, avamposti militari e vere e proprie città sospese nel vuoto.
Questo potrebbe sembrare soltanto un ampliamento estetico del sistema di costruzione, ma in realtà ha una conseguenza importante: il concetto di casa smette di essere legato a un corpo celeste.
È un passaggio coerente con l’identità che No Man’s Sky ha costruito nel corso degli anni. Il giocatore non è più soltanto un esploratore che visita mondi altrui; può diventare colonizzatore, commerciante, comandante di una stazione o membro di una comunità che costruisce una presenza permanente nel cosmo.
Un’espansione che guarda anche al passato
Cosmos non si limita però a guardare avanti. Per il decimo anniversario Hello Games ha preparato anche una nuova spedizione chiamata Our Journey Continues, concepita come una sorta di museo interattivo della storia di No Man’s Sky.
La spedizione ripercorre le 40 principali tappe del gioco dal lancio del 2016 fino a Cosmos. Ogni traguardo permette di riscoprire elementi introdotti negli aggiornamenti precedenti e viene accompagnato da informazioni e commenti degli sviluppatori. È un modo intelligente per celebrare dieci anni di sviluppo senza limitarsi al classico messaggio celebrativo.
Anzi, c’è quasi una certa ironia nell’operazione: No Man’s Sky celebra il proprio passato proprio mentre introduce uno dei cambiamenti più radicali alla propria componente spaziale.
È come se Hello Games stesse dicendo alla community: abbiamo passato dieci anni ad aggiungere cose, adesso possiamo finalmente guardarci indietro e vedere quanto è cambiato il gioco.
Il vero rischio è che lo spazio diventi troppo affollato
Naturalmente, da Inquisitore, sarebbe troppo facile limitarsi a celebrare l’elenco delle novità. Cosmos sembra enorme, ma una quantità maggiore di contenuti non significa automaticamente un’esperienza migliore.
Il vero banco di prova sarà la densità significativa delle attività. Se ogni sistema inizierà a sembrare una sequenza di icone, relitti, avamposti e segnali da spuntare, il rischio è quello di sostituire il vecchio vuoto con un’altra forma di ripetitività. L’esplorazione procedurale funziona quando il giocatore percepisce di aver trovato qualcosa; funziona molto meno quando il gioco gli comunica continuamente che davanti a sé c’è un’altra attività generata per lui.
Lo stesso discorso vale per le alleanze. Le classifiche possono incentivare la collaborazione, ma potrebbero anche trasformarsi rapidamente nell’ennesimo sistema basato sulla quantità. Un’alleanza con migliaia di membri sarà necessariamente più interessante di una piccola comunità organizzata? Non è detto. La vera qualità del sistema dipenderà da quanto spazio verrà lasciato alla collaborazione spontanea e non soltanto alla competizione numerica. Le meccaniche ufficiali prevedono comunque classifiche basate su popolazione, attività ed espansione, quindi sarà interessante osservare come la community le utilizzerà nel lungo periodo.
Il miracolo di No Man’s Sky continua, ma senza sconti
Cosmos arriva in un momento particolare per No Man’s Sky. Sono trascorsi dieci anni dal lancio e il gioco che oggi conosciamo è ormai quasi irriconoscibile rispetto alla versione originale. La trasformazione è stata costruita attraverso aggiornamenti gratuiti e continui, e il nuovo capitolo non sembra intenzionato a rappresentare una conclusione.
Sean Murray ha infatti descritto Cosmos come un altro passo del viaggio di No Man’s Sky, lasciando intendere che Hello Games non considera affatto terminato il lavoro sull’universo del gioco.
E forse è proprio questo il dettaglio più significativo. Dopo dieci anni, No Man’s Sky non sta semplicemente ricevendo un aggiornamento celebrativo: sta continuando a cambiare la propria struttura. Non sappiamo ancora se ogni nuova idea sarà davvero all’altezza delle aspettative, ma almeno la direzione è chiara.
Lo spazio non è più soltanto lo sfondo.
Adesso Hello Games vuole che ci viviamo dentro.
Il verdetto dell’inquisitore
Cosmos è uno di quegli aggiornamenti nei quali il numero delle novità rischia di distrarre dalla modifica più importante. Il punto non è poter finalmente volare fino al Sole, possedere una stazione o costruire una base in mezzo al vuoto. Il punto è che Hello Games ha riconosciuto una contraddizione rimasta dentro No Man’s Sky per dieci anni: un gioco nato dalla fantasia dell’esplorazione spaziale aveva trasformato i pianeti in luoghi sempre più complessi, mentre lo spazio che li collegava era rimasto sostanzialmente un’autostrada.
Con Cosmos, quella distanza viene finalmente riempita. Le nuove attività, i relitti, le fasce asteroidali, gli avamposti, le basi orbitali e le stazioni personali costruiscono un ecosistema che potrebbe rendere il viaggio importante quanto la destinazione. Le alleanze aggiungono inoltre una dimensione sociale che, se sostenuta adeguatamente nel tempo, potrebbe trasformare una parte della community in qualcosa di più vicino a una vera società galattica.
Il verdetto dell’Inquisitore, quindi, per una volta non necessita di una condanna preventiva: Cosmos sembra essere esattamente il tipo di aggiornamento che No Man’s Sky aveva bisogno di ricevere dopo dieci anni. La sentenza definitiva, però, arriverà soltanto quando avremo verificato se questo spazio più ricco sarà anche uno spazio più significativo, oppure soltanto più affollato. Nel frattempo, la rotta è tracciata: preparate le navi, scegliete con attenzione la vostra futura alleanza e, se avete il coraggio di sfidare una sfera di plasma, provate pure a raggiungere il Sole. Poi venite a raccontarci cosa avete trovato e soprattutto cosa ne pensate in Taverna.
