I Dispacci

Project Robot di Fumito Ueda cambia in gen ATLAS

Reek "L’Inquisitore degli Archivi"
Giugno 6, 2026
4 min lettura

Il padre di ICO rompe il silenzio

Dopo anni di attesa e una quantità quasi leggendaria di speculazioni, Fumito Ueda ha finalmente mostrato il suo nuovo progetto. Durante il Summer Game Fest 2026, il creatore di ICO, Shadow of the Colossus e The Last Guardian ha presentato il primo trailer esteso del gioco conosciuto finora con il nome provvisorio di Project Robot.

Come spesso accade con le opere del game designer giapponese, le informazioni ufficiali restano limitate. Tuttavia il filmato ha svelato alcuni dettagli fondamentali sulla struttura dell’esperienza, confermando che i giocatori controlleranno una sorta di gigantesca testa robotica in grado di prendere possesso di diversi corpi meccanici per sopravvivere e proseguire il viaggio.

Per chi segue da anni il lavoro di Ueda, il trailer rappresenta molto più di una semplice presentazione. È il primo vero sguardo a un’opera che potrebbe definire il prossimo capitolo della sua carriera.

Una testa meccanica alla ricerca di un corpo

Il nuovo gioco sembra ruotare attorno a un concetto tanto bizzarro quanto affascinante.

Nel trailer vediamo una gigantesca entità robotica ridotta alla sola testa attraversare ambienti ostili e apparentemente desolati. Per continuare il proprio viaggio, la creatura è costretta a collegarsi a differenti corpi meccanici sparsi nel mondo di gioco, assumendone temporaneamente il controllo.

Si tratta di una meccanica che richiama immediatamente alcuni dei temi più cari a Ueda: fragilità, dipendenza, trasformazione e adattamento.

Se in ICO il protagonista cercava protezione e connessione, mentre in Shadow of the Colossus affrontava creature gigantesche per cambiare il proprio destino, qui sembra emergere un nuovo concetto: l’identità come qualcosa di mutevole, costretta a sopravvivere attraverso forme sempre diverse.

È ancora presto per comprendere l’effettivo funzionamento del gameplay, ma il possesso dei corpi meccanici appare destinato a diventare il fulcro dell’intera esperienza.

L’eredità di un autore unico

Parlare di Fumito Ueda significa inevitabilmente parlare di uno degli autori più influenti dell’industria videoludica moderna.

ICO, Shadow of the Colossus e The Last Guardian hanno costruito una poetica riconoscibile fatta di silenzi, architetture monumentali, mondi decadenti e relazioni capaci di raccontare più attraverso le azioni che tramite le parole.

Per questo motivo ogni nuovo progetto dello sviluppatore giapponese viene osservato con particolare attenzione. Non tanto per il numero di copie che potrebbe vendere, ma per il modo in cui potrebbe influenzare il linguaggio stesso del medium.

Anche il nuovo trailer mantiene questa filosofia. Non ci sono spiegazioni dettagliate, tutorial o lunghe esposizioni narrative. Ci sono immagini, suggestioni e interrogativi.

E, come spesso accade nelle opere di Ueda, gli interrogativi sembrano essere più importanti delle risposte.

Un progetto che guarda oltre i generi

Nonostante la presenza di enormi macchine e scenari che richiamano la fantascienza, il nuovo titolo non sembra voler diventare un classico action game.

Le sequenze mostrate suggeriscono un forte focus sull’esplorazione, sulla risoluzione di problemi ambientali e sull’interazione con strutture colossali. Elementi che richiamano direttamente il DNA creativo dell’autore.

Alcuni osservatori internazionali hanno già evidenziato come il concetto di “testa che cambia corpo” possa aprire possibilità molto particolari sul piano narrativo e ludico, permettendo al giocatore di affrontare ostacoli diversi a seconda della forma assunta.

Al momento non esistono dettagli su una possibile data di uscita, ma una cosa appare già evidente: il progetto continua a seguire la tradizione di Team ICO e genDESIGN, rifiutando qualsiasi etichetta troppo rigida.

E forse è proprio questo a renderlo così interessante.

Verdetto dell’Inquisitore

I giochi di Fumito Ueda hanno sempre avuto la rara capacità di lasciare un segno senza bisogno di spiegarsi troppo. Questo nuovo progetto sembra seguire la stessa strada. Una gigantesca testa meccanica che sopravvive appropriandosi di altri corpi potrebbe apparire come un’idea stravagante sulla carta, ma nelle mani dell’autore di Shadow of the Colossus assume immediatamente un significato diverso. Non sappiamo ancora quale storia verrà raccontata né quale sarà la destinazione finale di questo viaggio. Sappiamo però che, ancora una volta, Ueda sembra intenzionato a esplorare territori che pochi altri sviluppatori osano attraversare.

Tra rovine dimenticate e giganti d’acciaio, una nuova creatura ha iniziato il suo cammino. Dove porterà questo viaggio, lo scopriremo soltanto più avanti. Fino ad allora, restate nella Loggia e ritrovatevi nella Taverna.

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