Resonance: A Plague Tale Legacy si mostra ancora
Sophia corre verso il cuore della leggenda
La Gamescom 2026 ha offerto un’ultima, importante occasione per dare uno sguardo a Resonance: A Plague Tale Legacy prima del suo debutto. Focus Entertainment e Asobo Studio hanno infatti presentato il trailer di lancio del nuovo capitolo, scegliendo una combinazione piuttosto particolare per accompagnare le immagini: una reinterpretazione di “Enjoy the Silence” dei Depeche Mode. Una scelta musicale che potrebbe sembrare distante dalle atmosfere storiche della serie, ma che finisce per funzionare proprio perché mette in contrasto la tranquillità evocata dal brano con un’avventura costruita su perdita, tradimento, destino e una minaccia sempre più difficile da comprendere.
Il trailer arriva a pochissimi giorni dall’uscita e, più che svelare nuovi elementi fondamentali della storia, sembra voler riassumere ciò che rende particolare questa nuova avventura. Sophia sarà infatti al centro di una vicenda ambientata 15 anni prima degli eventi di A Plague Tale: Requiem, con Asobo che abbandona la Francia medievale dei precedenti capitoli per spostarsi verso la Grecia e, soprattutto, verso una componente mitologica molto più marcata.
Una nuova protagonista, un passato da scoprire
Sophia non è Amicia e questo è probabilmente il primo elemento da tenere ben presente. La protagonista è una giovane predatrice e bandita che, dopo un colpo andato terribilmente male, si ritrova costretta a fuggire da Venezia insieme alla sua compagna Leni. La fuga la conduce verso la misteriosa Isola del Minotauro, un luogo nel quale il confine tra realtà, mito e leggenda diventa progressivamente più sottile.
L’obiettivo narrativo non sarà quindi semplicemente sopravvivere. Sophia vuole scoprire le proprie origini e capire cosa si nasconde dietro una serie di misteri legati all’isola, mentre la storia promette di collegare questa nuova vicenda alle origini della Macula, uno degli elementi centrali dell’universo di A Plague Tale. Il gioco prova dunque ad ampliare la mitologia della serie senza limitarsi a riproporre la struttura narrativa dei due capitoli precedenti.
Ed è proprio questo il punto sul quale Asobo sta giocando la propria scommessa più importante. Resonance non vuole essere soltanto un altro A Plague Tale con personaggi differenti: lo studio ha parlato fin dall’annuncio di una nuova prospettiva sull’universo della serie, accompagnata da una maggiore attenzione all’azione e al combattimento.
Più combattimenti, senza dimenticare la tensione
Il gameplay rappresenta infatti una delle differenze più evidenti rispetto alle avventure di Amicia. Il precedente trailer esteso, pubblicato a giugno, ha mostrato circa sette minuti di gioco concentrati sulle meccaniche di combattimento, sulle fasi stealth e sull’esplorazione. Sophia dispone di una spada a catena, di un pugnale e di diverse possibilità offensive e difensive, compresi parry e calci.
Questo significa che il giocatore non sarà costantemente costretto a evitare lo scontro. Resonance sembra invece voler permettere a Sophia di affrontare direttamente i propri avversari, mantenendo comunque quella componente di vulnerabilità e tensione che ha sempre rappresentato una parte importante dell’identità di A Plague Tale.
La differenza è sottile ma fondamentale. Amicia combatteva spesso perché non aveva alternative; Sophia sembra invece essere stata costruita fin dall’inizio come una protagonista più aggressiva e preparata. Il risultato potrebbe essere un ritmo decisamente diverso, con esplorazione, enigmi, furtività e combattimenti che si alternano in maniera più dinamica.
L’oscurità resta una parte fondamentale
Nonostante questo cambio di approccio, Asobo non sembra intenzionata a rinunciare a uno degli elementi distintivi della serie: la luce. L’ambientazione dell’isola nasconde infatti numerose aree sotterranee e labirintiche nelle quali l’oscurità non è soltanto una scelta estetica, ma una componente concreta dell’esperienza. Il giocatore dovrà imparare a sfruttare la luce per orientarsi e affrontare ciò che si nasconde nelle profondità.
La cosa interessante è che questo concetto viene trasferito in un contesto completamente diverso. Nei primi due capitoli, luce e oscurità erano strettamente legate alla presenza dei ratti e alla sopravvivenza. In Resonance la meccanica sembra invece inserirsi in una struttura più vicina all’avventura d’azione, dove l’esplorazione di rovine, passaggi sotterranei e antichi labirinti diventa parte integrante della scoperta del mistero.
Tra storia e mito
La scelta della Grecia non è un semplice cambio di scenario. Asobo ha dovuto costruire un mondo capace di convivere con due periodi storici differenti: il gioco porta infatti i giocatori attraverso ambientazioni legate al XIV secolo e all’epoca della civiltà minoica dell’età del bronzo. Questo permette allo studio di giocare con il concetto stesso di memoria, leggenda e trasformazione del mito nel corso dei secoli.
Il lavoro artistico è particolarmente interessante proprio per questo motivo. Il team ha utilizzato reperti museali, ceramiche, statue, armature, affreschi e altri elementi storici per costruire un mondo credibile, pur concedendosi inevitabilmente alcune libertà artistiche. L’obiettivo, come spiegato dall’art director Olivier Cannone, non era ottenere una ricostruzione archeologica perfetta, ma un ambiente che risultasse autentico agli occhi del giocatore.
Anche la palette cromatica cambia in funzione dell’epoca rappresentata. Le ambientazioni minoiche sono state pensate come più vivaci, luminose e ricche di materiali come marmo e oro, mentre quelle del XIV secolo risultano maggiormente consumate dal tempo, polverose e desaturate. È un contrasto che contribuisce a rendere visivamente riconoscibili le diverse epoche attraversate dalla storia.
E i Depeche Mode?
La scelta di utilizzare una reinterpretazione di Enjoy the Silence nel trailer di lancio merita una considerazione a parte. Non è la prima volta che un videogioco utilizza una canzone apparentemente distante dalla propria ambientazione per costruire un trailer, ma in questo caso il contrasto sembra studiato proprio per sottolineare la natura emotiva dell’avventura.
Il brano dei Depeche Mode parla di silenzio, comunicazione e delle conseguenze delle parole. Resonance, dal canto suo, ruota attorno a una protagonista che cerca risposte sul proprio passato mentre viene trascinata sempre più profondamente dentro un mistero antico. L’accostamento non racconta necessariamente il gioco in senso letterale, ma ne amplifica l’idea di un viaggio personale accompagnato da qualcosa di oscuro e inevitabile.
E soprattutto permette ad Asobo di presentare Resonance con un’identità diversa dai trailer più tradizionali della serie. Il risultato è un filmato che punta meno sulla semplice esposizione del gameplay e più sulla costruzione di un’atmosfera.
Il debutto è ormai vicino
A questo punto, però, manca davvero poco alla prova del nove. Resonance: A Plague Tale Legacy arriverà il 27 agosto 2026 su PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC attraverso Steam ed Epic Games Store. Il gioco sarà inoltre disponibile dal day one su Xbox Game Pass e supporterà Xbox Play Anywhere.
La demo giocabile è stata inoltre portata alla Gamescom, sia nello stand di Focus Entertainment sia in quello Xbox, permettendo al pubblico di provare direttamente il nuovo sistema di combattimento e l’atmosfera dell’avventura.
Il quadro che emerge alla vigilia dell’uscita è quindi quello di un progetto che vuole rischiare qualcosa. Asobo conserva il DNA di A Plague Tale, ma modifica protagonista, ambientazione, ritmo e sistema di combattimento. È una scelta che potrebbe dividere chi cercava una prosecuzione più tradizionale, ma che potrebbe anche essere esattamente ciò di cui la serie aveva bisogno per non trasformarsi in una semplice ripetizione.
Verdetto dell’inquisitore
Resonance: A Plague Tale Legacy ha davanti a sé una sfida tutt’altro che semplice: espandere un universo riconoscibile senza rimanerne prigioniero. Il nuovo trailer conferma che Asobo non vuole limitarsi a riproporre la formula di Amicia, ma intende costruire qualcosa di più orientato all’azione, mantenendo però quella particolare atmosfera fatta di inquietudine, esplorazione e tragedia che ha sempre caratterizzato la serie.
La scelta di Sophia come protagonista, il passaggio alla Grecia, la componente mitologica e un sistema di combattimento più diretto rappresentano rischi concreti. Ma proprio questi rischi rendono Resonance interessante. Se Asobo riuscirà a far convivere tutte queste novità con il cuore emotivo di A Plague Tale, potremmo trovarci davanti a un’evoluzione naturale della serie, non a una semplice deviazione.
E poi c’è quel “Enjoy the Silence”. Una scelta curiosa, elegante e decisamente poco convenzionale per accompagnare gli ultimi giorni prima dell’uscita.
E voi cosa ne pensate del nuovo trailer di Resonance? Il cambio di direzione vi convince o avreste preferito un’esperienza più vicina ai precedenti A Plague Tale? Ditecelo in Taverna.
