Stop Killing Games: la California vota sì, ora va al Senato
Il 28 maggio: 43 a 16
Il 28 maggio 2026 la California State Assembly ha votato a favore del Protect Our Games Act — conosciuto anche come AB-1921 — con un risultato di 43 voti a favore e 16 contrari.
Il disegno di legge passa ora alla California State Senate, dove dovrà essere discusso in commissione a giugno. L’Assemblymember Chris Ward di San Diego, autore del testo, ha invitato i sostenitori a contattare i propri senatori di stato per spiegare perché la legge conta.
Non è ancora legge. Ma non era mai arrivata così avanti.
Da The Crew a una legge californiana
Il movimento Stop Killing Games nasce nel 2024, dopo un fatto preciso.
Ubisoft decide di chiudere i server di The Crew — un racing game single-player che richiedeva connessione costante a internet — e di revocare le licenze d’accesso ai giocatori che lo avevano acquistato. Non un annuncio di fine supporto con server offline: una cancellazione attiva di un prodotto per cui migliaia di persone avevano pagato.
Ross Scott, creator e attivista, fonda Stop Killing Games in risposta diretta a quell’evento. Il movimento raccoglie rapidamente consenso in Europa — con campagne di pressione verso la Commissione Europea e il Parlamento britannico — prima di trovare una sponda legislativa concreta negli Stati Uniti, con la collaborazione all’AB-1921 in California.

Cosa dice il testo della legge
L’AB-1921 obbliga i publisher a due azioni specifiche prima di chiudere i server di un gioco a pagamento.
60 giorni prima della chiusura, il publisher deve comunicare ai giocatori — e ai potenziali acquirenti — la data esatta di fine servizio e tutte le informazioni rilevanti sulla chiusura.
Al momento della chiusura, il publisher deve scegliere tra due opzioni: emettere un rimborso completo per tutti gli acquirenti, oppure rilasciare una patch che renda il gioco funzionante in modo indipendente dai server originali — una build offline, in pratica.
La legge si applica esclusivamente ai giochi venduti a pagamento e pubblicati in California a partire dal 1° gennaio 2027. Sono esclusi i titoli gratuiti e i giochi accessibili solo tramite abbonamento.
La posizione dell’industria: l’ESA contro il testo
L’Entertainment Software Association — l’associazione che rappresenta i maggiori publisher americani — ha fatto lobbying attivamente contro il disegno di legge durante l’iter in commissione.
La posizione dell’ESA è quella che l’industria sostiene da anni: i consumatori non acquistano un gioco, acquistano una licenza d’uso. La chiusura dei server è una conseguenza naturale della scadenza di quella licenza. L’ESA ha citato il precedente di AB 2426 — una legge californiana già in vigore che obbliga i digital store a informare esplicitamente i consumatori che stanno acquistando una licenza, non un prodotto — come prova che il sistema è già adeguatamente regolamentato.
I sostenitori del Protect Our Games Act rispondono che obbligare a comunicare la natura di una transazione non equivale a validare quella transazione come equa. Il punto non è se il modello licenza esiste — è se quel modello dovrebbe permettere di cancellare retroattivamente un acquisto.
L’effetto California: una legge locale con portata globale
Il meccanismo che rende questa legge più significativa delle sue dimensioni è noto come “effetto California”.
La California è la settima economia mondiale. Quando impone un requisito ai prodotti venduti sul suo territorio, le aziende globali tendono ad adeguarsi universalmente piuttosto che creare infrastrutture separate per un mercato specifico. Se l’AB-1921 diventasse legge, i publisher dovrebbero creare build offline per i giocatori californiani — e quelle stesse build sarebbero disponibili, nella pratica, per tutti.
È lo stesso effetto che ha prodotto gli avvisi GDPR visibili in tutto il mondo a partire dal 2018, anche per utenti fuori dall’Unione Europea.
Verdetto dell’Inquisitore
Il Protect Our Games Act è il momento legislativo più significativo che il movimento Stop Killing Games abbia mai raggiunto. Non è ancora legge — il Senato californiano è il prossimo ostacolo, con l’ESA pronta a continuare la propria opposizione — ma aver superato un’Assemblea con 43 voti a favore è già una risposta a chi pensava che la preservazione dei videogiochi fosse una battaglia di nicchia senza presa politica reale. Il nodo fondamentale è quello che l’ESA non ha mai affrontato direttamente: se un gioco venduto a 60 euro può essere cancellato dall’account di chi lo ha pagato, allora cosa si è comprato esattamente? La risposta dell’industria — “una licenza” — è tecnicamente corretta e moralmente insufficiente. La California sta cercando di colmare quella distanza. Il Senato dirà se ci riuscirà.
Il Protect Our Games Act vi sembra una legge necessaria o pensate che il modello licenza dell’industria sia legittimo? E il caso The Crew vi ha convinto che la questione è urgente o vi sembra un problema marginale? Fatevi sentire in Taverna.
