The Duskbloods, il test supera persino Elden Ring Nightreign
Un interesse sorprendente per l’esclusiva Switch 2
C’è un dato che, più di qualsiasi trailer o filmato di gameplay, racconta quanto The Duskbloods abbia già attirato l’attenzione del pubblico: il Network Test del nuovo progetto di FromSoftware ha ricevuto più candidature rispetto a quello di Elden Ring Nightreign. A confermarlo è stato Yasuhiro Kitao, producer di FromSoftware, in un’intervista con Famitsu. Il risultato è particolarmente significativo considerando che The Duskbloods è un’esclusiva Nintendo Switch 2, mentre Nightreign è arrivato su PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series X|S e PC.
Non è stato comunicato il numero preciso delle candidature, quindi sarebbe scorretto trasformare questa informazione in una classifica numerica. Il dato interessante è però il confronto diretto effettuato dallo stesso team di sviluppo: la risposta degli utenti al test di The Duskbloods è stata superiore a quella ottenuta da Elden Ring Nightreign. E considerando il peso commerciale e mediatico che Elden Ring porta con sé, non è un risultato da liquidare come una semplice curiosità.

FromSoftware ha attirato il pubblico anche con una sola console
Il contesto rende il risultato ancora più interessante. The Duskbloods non può contare sulla platea multipiattaforma di Nightreign: per partecipare al Network Test era necessario possedere una Nintendo Switch 2 e un abbonamento attivo a Nintendo Switch Online. Le candidature erano inoltre limitate e accettate secondo le modalità stabilite da Nintendo e FromSoftware.
Questo significa che il bacino potenziale di utenti era inevitabilmente più ristretto. Eppure, secondo Kitao, le richieste di partecipazione hanno superato quelle registrate per il precedente test di Nightreign. È un segnale che racconta almeno due cose: da una parte l’enorme curiosità che circonda qualsiasi nuovo progetto firmato FromSoftware, dall’altra il particolare interesse suscitato da un gioco che, almeno sulla carta, rappresenta una delle produzioni più insolite mai affrontate dallo studio.
The Duskbloods non è infatti un nuovo Dark Souls, né un seguito di Bloodborne, né tantomeno un Elden Ring in formato portatile. Il progetto nasce attorno a una struttura multiplayer PvPvE per un massimo di otto giocatori, con combattimenti, esplorazione, eventi dinamici e obiettivi che possono cambiare radicalmente il corso di una partita. Il giocatore veste i panni di uno dei Bloodsworn, combattenti dalle caratteristiche differenti, all’interno di un mondo gotico nel quale sangue, poteri sovrannaturali e competizione online convivono in una formula decisamente distante dalla tradizionale esperienza single player dello studio.
Un progetto nato da idee che FromSoftware non aveva mai utilizzato
La curiosità nei confronti del gioco diventa ancora più comprensibile alla luce delle dichiarazioni recenti di Hidetaka Miyazaki. Il presidente di FromSoftware ha spiegato che The Duskbloods raccoglie diverse idee che lo studio aveva concepito negli anni ma che non era riuscito a inserire nei precedenti giochi della serie Dark Souls e in Demon’s Souls. In particolare, molte di queste intuizioni riguardavano proprio il multiplayer e sistemi che non avrebbero trovato spazio naturale all’interno di un’esperienza prevalentemente single player.
Da questo punto di vista, il nuovo gioco rappresenta quasi un laboratorio per FromSoftware. Lo studio sta prendendo alcuni dei suoi elementi caratteristici — combattimento, costruzione dei personaggi, atmosfera oscura e una certa attenzione alla scoperta — e li sta inserendo all’interno di una struttura competitiva e cooperativa molto più marcata.
È anche uno dei motivi per cui confrontarlo direttamente con Nightreign può essere utile ma allo stesso tempo fuorviante. I due giochi condividono una maggiore attenzione al multiplayer rispetto alle produzioni tradizionali di FromSoftware, ma perseguono obiettivi differenti. Nightreign nasce come spin-off dell’universo di Elden Ring, mentre The Duskbloods è una nuova proprietà intellettuale costruita attorno a un sistema multiplayer proprietario.
Il Network Test non è però iniziato nel migliore dei modi
Il successo delle candidature va inoltre separato da ciò che è avvenuto durante il test vero e proprio. La prima sessione del Network Test è stata infatti interrotta anzitempo a causa di problemi ai server. L’enorme afflusso di giocatori ha provocato difficoltà di accesso e molti utenti sono rimasti bloccati nella schermata iniziale. FromSoftware ha riconosciuto il problema e ha comunicato di essere al lavoro per migliorare le prestazioni dell’infrastruttura online.
Un esordio tutt’altro che perfetto, dunque, ma anche una conseguenza quasi ironica del dato sulle candidature. Il test avrebbe dovuto servire proprio a verificare la tenuta dell’infrastruttura prima del lancio e, in questo senso, il sovraccarico ha fornito al team un’informazione preziosa: l’interesse nei confronti del gioco è abbastanza elevato da rappresentare già una sfida per i server.
Il Network Test si è sviluppato attraverso diverse sessioni, proprio per consentire agli sviluppatori di raccogliere dati sul comportamento del gioco in condizioni reali e intervenire sui problemi riscontrati. Il progetto è attualmente previsto per il 2026, ma FromSoftware non ha ancora comunicato una data di uscita precisa.
Switch 2 diventa il terreno dell’esperimento
C’è poi un’altra componente che rende il successo del test particolarmente interessante: The Duskbloods è uno dei progetti che stanno contribuendo a definire l’identità della nuova console Nintendo. Non è semplicemente un gioco FromSoftware adattato a Switch 2: secondo Miyazaki, Nintendo è stata scelta anche perché si è dimostrata particolarmente ricettiva nei confronti delle idee dello studio. La collaborazione ha inoltre permesso a FromSoftware di lavorare su aspetti come onboarding e tutorial, tradizionalmente non tra i punti più forti delle produzioni dello studio.
Il risultato è una situazione abbastanza singolare: una delle software house più importanti del panorama giapponese sta utilizzando una console Nintendo come piattaforma esclusiva per sperimentare una formula multiplayer che non aveva mai portato così avanti.
E il pubblico, almeno per il momento, sembra aver risposto presente.
Le impressioni emerse dalle prove recenti hanno inoltre mostrato un titolo molto più ricco e particolare di quanto il primo annuncio lasciasse intuire. Le partite possono includere combattimenti tra giocatori, elementi PvE, personaggi dotati di abilità specifiche, compagni controllati dall’intelligenza artificiale ed eventi dinamici capaci di modificare la situazione sul campo. La struttura sembra inoltre cercare un equilibrio tra abilità individuale, cooperazione temporanea e strategia.
Il vero confronto inizierà dopo il test
Il dato sulle candidature è certamente significativo, ma sarebbe prematuro utilizzarlo per decretare il successo di The Duskbloods. Una cosa è riuscire a generare curiosità prima dell’uscita, un’altra è riuscire a trasformare quell’interesse in una community stabile dopo il lancio.
Il multiplayer vive infatti di una regola molto più severa rispetto al single player: non basta che il gioco sia bello, deve esserci qualcuno con cui giocarlo. La capacità di FromSoftware di mantenere attiva la propria community, introdurre contenuti sufficientemente interessanti e costruire un sistema di progressione capace di incentivare il ritorno dei giocatori sarà probabilmente decisiva.
Proprio per questo il Network Test assume un valore che va oltre la semplice prova tecnica. FromSoftware sta verificando se la propria formula può funzionare su larga scala, se otto giocatori possono convivere efficacemente nella stessa partita e soprattutto se un pubblico abituato alle esperienze solitarie dello studio è disposto ad accettare una struttura molto più competitiva.
Il fatto che così tante persone abbiano voluto provarci è certamente un ottimo punto di partenza.
Verdetto dell’inquisitore
Il numero delle candidature non garantisce il successo di The Duskbloods, ma manda un messaggio piuttosto chiaro: la curiosità nei confronti di FromSoftware non sembra conoscere confini, nemmeno quando lo studio cambia radicalmente formula e sceglie una sola piattaforma.
Anzi, l’esclusività Switch 2 rende il risultato ancora più interessante. Invece di limitare l’interesse, sembra aver trasformato The Duskbloods in uno dei giochi più osservati della nuova console. Ora FromSoftware dovrà dimostrare che dietro quella curiosità esiste un multiplayer capace di reggere nel tempo.
Il primo Network Test ha già dimostrato che i giocatori vogliono esserci. Adesso tocca al gioco dimostrare di meritarseli.
E voi avete partecipato al Network Test di The Duskbloods? Le prime impressioni vi hanno convinto oppure preferite che FromSoftware torni al single player? Ditecelo in Taverna.
