I Dispacci

The Elder Scrolls 6, ma il fan continua col suo RPG

Reek "L’Inquisitore degli Archivi"
Agosto 16, 2026
5 min lettura

The Elder Scrolls 6 si muove, ma qualcuno corre più veloce

Per The Elder Scrolls 6 qualcosa, finalmente, si è mosso. Dopo anni di silenzio, Bethesda ha recentemente mostrato il gioco in una sessione interna e Asha Sharma, CEO di Xbox, ha parlato pubblicamente di una prova del titolo. È un segnale piccolo, ma sufficiente per riaccendere una comunità che aspetta il nuovo capitolo dal lontano annuncio del 2018.

Il problema è che, mentre Bethesda comincia finalmente a mostrare qualche segnale di vita, un fan ha deciso di non aspettare. RAIZA, sviluppatore indipendente dietro The Indie Scrolls, è arrivato al 132° giorno di sviluppo del proprio RPG ispirato a The Elder Scrolls II: Daggerfall. E, a giudicare dagli aggiornamenti pubblicati finora, il progetto continua ad avanzare con una certa convinzione.

The Indie Scrolls vuole recuperare lo spirito di Daggerfall

L’idea di RAIZA è piuttosto semplice e, proprio per questo, interessante: realizzare un RPG moderno dal punto di vista di sistemi e meccaniche, ma mantenere un’impronta visiva volutamente vecchia scuola.

Il progetto, chiamato The Indie Scrolls, prende quindi ispirazione soprattutto da Daggerfall, secondo capitolo della serie pubblicato nel 1996. L’obiettivo non sembra essere quello di costruire una copia di Skyrim con una grafica retro, ma recuperare una filosofia RPG nella quale esplorazione, sistemi e libertà abbiano un peso enorme.

Gli aggiornamenti dello sviluppatore mostrano già ambientazioni, personaggi e situazioni di gioco costruite con questo preciso approccio. In uno degli ultimi filmati, per esempio, il protagonista attraversa una zona rurale e arriva persino a combattere contro una gallina: un dettaglio apparentemente assurdo, ma perfettamente coerente con quella libertà e imprevedibilità che caratterizzavano gli RPG Bethesda più vecchi.

132 giorni contro otto anni di attesa

Il confronto è quasi inevitabile.

The Elder Scrolls 6 è stato annunciato nel 2018 e, nel corso degli anni, Bethesda ha fornito pochissime informazioni concrete. Il progetto ha lasciato la pre-produzione nel 2023 e lo sviluppo è entrato nella fase attiva, ma ancora oggi non esiste una data di uscita ufficiale.

Nel frattempo, RAIZA ha trasformato la frustrazione dell’attesa in un progetto concreto. Non significa naturalmente che The Indie Scrolls possa competere realmente con una produzione Bethesda: dimensioni, budget, personale e tecnologia appartengono a categorie completamente differenti.

Il paragone, però, funziona perfettamente a livello simbolico. Mentre milioni di giocatori aspettano che Bethesda mostri qualcosa di sostanzioso, un singolo sviluppatore sta costruendo la propria risposta alla nostalgia per gli Elder Scrolls classici.

Bethesda, questa volta, ha davvero qualcosa da mostrare

La situazione di TES6 è comunque cambiata rispetto a qualche mese fa.

Nel giugno 2026 sono arrivate informazioni sullo stato del progetto, mentre più recentemente Asha Sharma ha raccontato di aver assistito a una sessione di gioco dal vivo. La dirigente ha descritto il nuovo Elder Scrolls come un progetto dalla scala notevole e con una direzione narrativa ambiziosa.

Todd Howard aveva inoltre confermato che il gioco è una delle principali priorità di Bethesda. Ma il messaggio fondamentale rimane sempre lo stesso: non siamo ancora davanti a un gioco pronto per il lancio.

Ed è proprio questo che rende curioso il tempismo della storia di RAIZA. Il fan non ha smesso di sviluppare The Indie Scrolls perché Bethesda ha finalmente riaperto la porta. Al contrario, continua a lavorarci mentre l’attesa per TES6 entra in una fase leggermente più concreta.

Un progetto da tenere d’occhio

Naturalmente sarebbe sbagliato trasformare The Indie Scrolls nell’ennesima storia del tipo “il fan farà uscire il gioco prima di Bethesda”. Lo sviluppo indipendente di un RPG ambizioso è pieno di ostacoli e 132 giorni rappresentano ancora una fase molto iniziale.

Il valore del progetto è un altro: dimostra quanto sia ancora forte l’interesse per quel tipo di Elder Scrolls. Non soltanto per il marchio, ma per l’idea di un RPG enorme, imprevedibile, sistemico e disposto a lasciare al giocatore una libertà quasi sconsiderata.

E forse è proprio questo il punto più interessante della vicenda. The Indie Scrolls non nasce necessariamente per sostituire TES6. Nasce perché qualcuno vuole tornare a giocare a qualcosa che gli ricordi Daggerfall e non vuole aspettare che sia qualcun altro a farlo.

Verdetto dell’inquisitore

La storia di RAIZA è una di quelle piccole vicende che spiegano meglio di mille comunicati quanto sia particolare il rapporto tra Bethesda e il suo pubblico.

The Elder Scrolls 6 finalmente dà qualche segnale di vita, ma l’attesa è stata talmente lunga che qualcuno ha deciso di costruirsi il proprio Elder Scrolls. E The Indie Scrolls, dopo 132 giorni, sembra essere diventato qualcosa di più di una semplice provocazione nata dalla pazienza finita.

Non sappiamo se diventerà un RPG completo, quanto crescerà il progetto o se riuscirà davvero a catturare quella magia. Ma una cosa è già evidente: l’interesse per la vecchia anima di The Elder Scrolls è tutt’altro che morto.

E forse Bethesda dovrebbe tenerne conto.

Voi che Elder Scrolls vorreste vedere nel prossimo capitolo: uno Skyrim ancora più moderno o un ritorno alla libertà sfrenata di Daggerfall? Diteci la vostra in Taverna.

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