Xbox e PlayStation possono collaborare? Sharma apre
La guerra delle console non sembra più così semplice
Per anni ci hanno raccontato la solita storia: Xbox contro PlayStation, Microsoft contro Sony, due ecosistemi destinati a contendersi gli stessi giocatori come se ogni collaborazione fosse una concessione all’avversario. Poi è arrivato Hideo Kojima, con un progetto nato sotto l’ombrello PlayStation e improvvisamente finito nelle mani di Xbox, e quella narrazione ha iniziato a mostrare qualche crepa. Oggi Asha Sharma, CEO di Xbox, non soltanto non sembra intenzionata a trasformare la vicenda in una guerra personale con Sony, ma sostiene apertamente che competizione e collaborazione possano convivere.
La frase, presa isolatamente, potrebbe sembrare una delle tante dichiarazioni diplomatiche che arrivano dai vertici dell’industria. Eppure, inserita nel contesto attuale, assume un peso decisamente maggiore. Xbox ha appena strappato a PlayStation un progetto di Hideo Kojima che Sony aveva abbandonato, mentre Microsoft continua contemporaneamente a portare parte del proprio catalogo su PS5. Nel frattempo, anche PlayStation ha iniziato a guardare con maggiore interesse oltre i confini del proprio ecosistema. La vecchia console war, insomma, continua a esistere, ma le regole con cui viene combattuta sono diventate molto meno lineari.

PHYSINT è il caso che cambia la prospettiva
Partiamo dal punto più evidente. PHYSINT era stato annunciato nel gennaio 2024 come il grande ritorno di Kojima al genere action-espionage dopo la sua esperienza con Metal Gear. Il progetto era nato come collaborazione con Sony Interactive Entertainment e rappresentava, almeno sulla carta, una nuova tappa del rapporto trentennale tra Kojima e PlayStation.
Poi qualcosa si è rotto.
Kojima Productions ha spiegato che a metà giugno PlayStation Studios aveva comunicato inaspettatamente la decisione di cancellare il progetto. Lo studio giapponese ha quindi trascorso circa tre mesi alla ricerca di un nuovo partner, fino a trovare in Xbox un interlocutore disposto a portare avanti la produzione. Microsoft ha ufficializzato l’accordo a settembre, trasformando quello che poteva diventare uno dei progetti cancellati di questa generazione in una nuova collaborazione tra Xbox e Kojima Productions.
E qui arriva il dettaglio che personalmente trovo più interessante: Microsoft non si è limitata a salvare PHYSINT come semplice videogioco.
L’accordo con Kojima Productions si estende infatti anche al cinema e alla televisione, con l’obiettivo di sviluppare nuove storie attraverso più mezzi. È una strategia perfettamente coerente con il modo in cui Kojima ha sempre concepito il proprio lavoro, ma anche con la volontà di Xbox di trasformare le proprie proprietà intellettuali in franchise capaci di vivere oltre il videogioco.
È un cambio di prospettiva importante. Xbox non sta semplicemente acquistando un gioco di Kojima: sta investendo in un rapporto creativo e commerciale più ampio.
E Sony? Non è diventata improvvisamente un’amica
Qui bisogna però evitare una lettura troppo semplicistica. Quando Asha Sharma parla della possibilità di collaborare con PlayStation, non sta dichiarando che Xbox e Sony abbiano deciso di seppellire l’ascia di guerra. Al contrario, la competizione rimane eccome.
La dirigente ha definito compatibili due concetti che spesso il pubblico tende a considerare opposti: competizione e collaborazione. E la realtà del mercato le dà parecchio materiale per sostenerlo. Xbox continua ad avere giochi destinati a PlayStation 5, tra cui Forza Horizon 6 e Fable, mentre franchise come Call of Duty e Minecraft continuano ad avere una presenza multipiattaforma. Anche Helldivers 2, prodotto associato fortemente all’ecosistema PlayStation, è arrivato su Xbox.
Quindi sì, Xbox e PlayStation competono. Ma questo non significa che debbano necessariamente smettere di fare affari quando esiste un interesse comune.
Ed è proprio questa la parte che considero più interessante della dichiarazione di Sharma: la rivalità non viene più necessariamente considerata incompatibile con il business.
La domanda su Kojima è diventata quasi imbarazzante
Durante l’intervista, Sharma è stata anche messa davanti a una domanda piuttosto particolare: avrebbe dovuto chiedere scusa a Sony per aver portato PHYSINT sotto l’ala Xbox?
La risposta, secondo quanto riportato dalla stampa internazionale, è stata una risata. Sharma ha spiegato di essere semplicemente contenta che Kojima abbia scelto di lavorare con Xbox.
Personalmente, trovo difficile darle torto.
Se Sony ha deciso di interrompere la collaborazione su PHYSINT, Xbox non ha fatto altro che presentarsi quando il progetto aveva bisogno di un nuovo partner. Trasformare questa dinamica in una sorta di “furto” da console war significa ignorare la parte più importante della vicenda: un progetto è stato abbandonato da un’azienda e raccolto da un’altra.
La domanda interessante, semmai, è un’altra: perché Sony ha deciso di rinunciare a PHYSINT?
Ed è una domanda alla quale, ancora oggi, non abbiamo una risposta ufficiale soddisfacente.
PlayStation ha parlato di una decisione difficile e ha ribadito la propria ammirazione per Kojima, sottolineando inoltre che il rapporto tra le parti rimane forte dopo decenni di collaborazione. Kojima, però, ha descritto la situazione in maniera molto più diretta, parlando di una cancellazione comunicata a giugno.
Finché Sony non spiegherà realmente cosa abbia portato alla decisione, possiamo soltanto osservare le conseguenze.
E una di queste è che Xbox ora possiede un progetto che PlayStation aveva contribuito a costruire per anni.
Xbox sta cambiando strategia, ma non nel modo più ovvio
A prima vista potrebbe sembrare una contraddizione. Da una parte Xbox ha passato anni ad aprire il proprio catalogo alla concorrenza, dall’altra Sharma sembra intenzionata a riportare maggiore centralità all’identità Xbox e al concetto stesso di piattaforma.
Ma forse la contraddizione non esiste.
Sharma ha ereditato una situazione piuttosto complessa. Nell’ultimo anno fiscale Xbox ha registrato una contrazione dei ricavi e, secondo le dichiarazioni della stessa CEO, oltre 200 milioni di nuovi giocatori sono entrati nell’orbita Xbox e dei suoi giochi senza che il business crescesse allo stesso ritmo. La risposta dell’azienda è stata una profonda ristrutturazione, accompagnata da una nuova attenzione alla console e alla sostenibilità economica del marchio.
Questo dettaglio aiuta a capire anche la logica dietro PHYSINT.
Xbox non deve necessariamente vincere ogni confronto vendendo una console in più. Può cercare valore attraverso IP, servizi, pubblicazione, accordi con sviluppatori e sfruttamento multimediale dei propri investimenti. E se un gioco di Kojima può generare valore attraverso videogiochi, cinema e televisione, il progetto diventa interessante anche senza trasformarlo necessariamente nell’ennesima bandiera da piantare davanti alla porta di Sony.
È una mentalità molto più vicina a quella di un’azienda tecnologica e dell’intrattenimento che a quella della classica console war.
Ma PHYSINT arriverà davvero su PlayStation?
Ecco il punto sul quale non farei ancora proclami.
Il cambio di editore ha inevitabilmente aperto la questione delle piattaforme. PHYSINT era stato presentato originariamente come un progetto legato a PlayStation, ma ora il publisher è Xbox. Kojima stesso non ha potuto confermare un’eventuale uscita su console Sony, spiegando che le decisioni relative alle piattaforme spettano a Xbox e che saranno comunicate in futuro.
Questo significa che, almeno oggi, non possiamo dare per scontato né un arrivo su PlayStation né un’esclusività Xbox.
E qui torna utile la dichiarazione di Sharma sulla collaborazione.
Perché se Xbox vuole realmente dimostrare che competizione e collaborazione possono convivere, PHYSINT potrebbe diventare uno dei casi più interessanti per verificare quanto questa filosofia sia concreta.
Da una parte c’è l’interesse a valorizzare un progetto importante all’interno dell’ecosistema Xbox. Dall’altra c’è un gioco che nasce da una relazione creativa profondamente legata a PlayStation e che potrebbe avere un pubblico enorme anche sulla piattaforma concorrente.
La decisione finale sarà quindi soprattutto economica e strategica.
E in questo settore, quando ci sono abbastanza soldi sul tavolo, le bandiere contano spesso meno di quanto vorrebbero farci credere.
Kojima è diventato il simbolo di questa nuova fase
C’è poi un elemento quasi ironico.
Hideo Kojima è uno dei creatori più identificabili nella storia di PlayStation, almeno nell’immaginario collettivo degli ultimi decenni. Metal Gear Solid è stato per anni associato alla console Sony, mentre Death Stranding è nato proprio dalla collaborazione tra Kojima Productions e PlayStation. Ora il suo prossimo grande progetto action-espionage è stato salvato da Xbox.
Ma non credo che questo significhi semplicemente che Kojima “è passato a Xbox”.
Kojima Productions continua a lavorare su OD, il progetto horror realizzato con Xbox e Jordan Peele, e ora PHYSINT entra nello stesso rapporto. Parallelamente, la collaborazione con Microsoft si allarga verso cinema e televisione. È quindi molto più corretto parlare di una partnership industriale in espansione che di un semplice cambio di casacca.
E questa distinzione è fondamentale.
Perché se continuiamo a interpretare ogni accordo come una vittoria di Xbox o una sconfitta di PlayStation, rischiamo di non accorgerci che il mercato sta diventando qualcosa di completamente diverso.
La console war esiste ancora, ma il business è già altrove
Io credo che il vero significato delle parole di Asha Sharma sia proprio questo.
Xbox e PlayStation continueranno a contendersi giocatori, hardware, abbonamenti, esclusive e attenzione. Nessuno dovrebbe illudersi che Microsoft e Sony siano diventate improvvisamente partner strategici. Ma allo stesso tempo è ormai evidente che il confine tra concorrente e partner commerciale è diventato molto più sottile.
Un gioco può essere sviluppato da uno studio indipendente, finanziato da un’azienda, pubblicato da un’altra, portato su più piattaforme e contemporaneamente trasformato in una serie televisiva. In questo scenario, chiedersi chi abbia “vinto” la guerra delle console diventa quasi una domanda appartenente al passato.
Il caso PHYSINT lo dimostra perfettamente.
Sony ha rinunciato al progetto. Xbox lo ha raccolto. Kojima continua a svilupparlo. E adesso tutti cercano di capire se, alla fine, quel progetto potrà persino tornare sulla piattaforma da cui era partito.
Questa non è più una guerra con due eserciti schierati su due colline.
È una partita a scacchi dove gli stessi giocatori possono essere avversari in una mossa e partner in quella successiva.
Verdetto dell’Inquisitore
Personalmente trovo molto più interessante questa Xbox rispetto a quella che si limita a proclamare vittorie sulla concorrenza. Asha Sharma sta cercando di riportare Xbox verso una maggiore identità competitiva, ma allo stesso tempo sembra aver capito una cosa fondamentale: nel mercato attuale, collaborare con il proprio rivale non significa necessariamente arrendersi.
PHYSINT è l’esempio perfetto. Xbox ha ottenuto un progetto che PlayStation ha lasciato andare, ma il vero colpo non è aver “rubato” Kojima a Sony. Il vero colpo è aver trasformato una collaborazione già esistente in un rapporto molto più ampio, coinvolgendo videogiochi, cinema e televisione.
Ora voglio vedere cosa succederà davvero con le piattaforme. Perché se PHYSINT dovesse arrivare anche su PlayStation, la dichiarazione di Sharma assumerebbe un significato ancora più interessante. Se invece Xbox dovesse tenerlo esclusivo, allora dovremo interpretare quelle parole sulla collaborazione in maniera molto più pragmatica.
In entrambi i casi, una cosa è certa: la vecchia console war sta diventando sempre meno utile per descrivere quello che succede davvero dietro le quinte.
E, personalmente, è proprio lì che voglio continuare a guardare.
Fatecelo sapere in Taverna: secondo voi PHYSINT dovrebbe arrivare anche su PlayStation oppure Xbox farà di questo progetto una delle sue nuove grandi esclusive?
