Xbox Elite Series 3, il pad che vuole fare sul serio
Microsoft prepara il suo nuovo controller premium
Ci sono periferiche che rappresentano semplicemente un’evoluzione del modello precedente e altre che, almeno nelle intenzioni, cercano di correggere tutto ciò che non ha funzionato nella generazione precedente. Il presunto Xbox Elite Series 3 sembra appartenere alla seconda categoria. Dopo anni di indiscrezioni, immagini rubate e documenti emersi durante le vicende legate all’acquisizione di Activision Blizzard, il nuovo controller professionale di Microsoft è tornato prepotentemente al centro dell’attenzione grazie a una fuga di informazioni proveniente dal backend di Xbox Design Lab. Se i dati emersi dovessero essere autentici, non ci troveremmo davanti a un semplice Elite Series 2 con qualche componente aggiornato, ma a una periferica che prova a mettere mano praticamente a ogni aspetto dell’esperienza.
La tempistica, inoltre, non è casuale. L’Elite Series 2 è arrivato nel novembre 2019 e, considerando il tempo trascorso, il ricambio generazionale è ormai tutt’altro che sorprendente. Il problema per Microsoft è che nel frattempo il mercato dei controller premium è cambiato parecchio. Il DualSense Edge ha portato il feedback aptico e la personalizzazione avanzata nel territorio PlayStation, mentre diversi produttori specializzati hanno puntato con decisione su stick Hall Effect e TMR, maggiore modularità e componentistica sostituibile. Se Microsoft vuole davvero chiedere una cifra da prodotto premium, oggi non può più limitarsi a offrire quattro paddle e una regolazione della tensione delle levette. Deve dimostrare che quei soldi corrispondono a una differenza concreta.

Il drift potrebbe finalmente avere un nemico serio
La novità che considero più importante riguarda proprio le levette analogiche. Secondo i dati emersi dal backend di Design Lab, l’Elite Series 3 dovrebbe offrire moduli basati su tecnologia Hall Effect e, addirittura, un’opzione TMR, con differenti livelli di tensione. Si parla di configurazioni standard, più morbide o più rigide, alle quali si aggiungerebbe la possibilità di scegliere una soluzione TMR orientata a una maggiore sensibilità. Sono tecnologie che utilizzano sistemi magnetici per rilevare il movimento e che, rispetto ai tradizionali potenziometri, sono progettate per ridurre drasticamente il rischio del famigerato stick drift.
Qui Microsoft potrebbe finalmente affrontare uno dei problemi più discussi dell’Elite Series 2. Il controller precedente offriva una sensazione al tatto eccellente, una batteria interna molto generosa e una costruzione premium, ma negli anni non sono mancate segnalazioni relative a usura, pulsanti dorsali, grip e soprattutto affidabilità delle levette. Windows Central sottolinea proprio come la qualità costruttiva e la riparabilità sarebbero diventate priorità per la nuova generazione. Se questa informazione dovesse essere confermata, sarebbe forse più significativa di qualsiasi effetto scenografico aggiunto al controller.
Personalmente, è questo il tipo di aggiornamento che voglio vedere su un controller da centinaia di euro. Non mi interessa soltanto avere una vibrazione più sofisticata o una finitura più elegante se dopo un periodo di utilizzo devo cominciare a combattere contro una levetta che interpreta autonomamente i miei comandi. Un prodotto professionale dovrebbe innanzitutto essere costruito per durare.
Haptics avanzati: Xbox guarda al DualSense
L’altra grande novità riguarda il feedback aptico. I dati trapelati parlano di Advanced Haptics attraverso motori VCA, affiancati agli Impulse Trigger già presenti nella piattaforma Xbox. I Voice Coil Actuators permettono un tipo di risposta tattile più raffinato rispetto alla classica vibrazione dei motori tradizionali e rappresentano, inevitabilmente, un terreno sul quale Sony ha già costruito una certa esperienza con il DualSense.
Non significa automaticamente che Microsoft stia copiando Sony. Significa piuttosto che il mercato premium sta convergendo verso una stessa idea: se chiedi al giocatore di spendere molto più del prezzo di un controller standard, devi offrirgli qualcosa che possa percepire direttamente durante il gioco. La regolazione delle levette è utile, i paddle sono utili e la possibilità di creare profili differenti è utile, ma il feedback fisico è una delle poche caratteristiche che può cambiare concretamente il modo in cui percepiamo un gioco.
La presenza degli aptici, però, potrebbe creare anche una divisione interessante all’interno della stessa gamma. Secondo le informazioni emerse, Microsoft starebbe preparando quattro SKU differenti: due dotate del sistema aptico completo e due prive di questa tecnologia, con una distinzione ulteriore tra versioni standard e pacchetti più completi. Se fosse realmente così, la domanda diventerebbe inevitabile: quanto costerà il modello che offre tutto? Perché è molto facile costruire un controller tecnicamente eccellente e poi renderlo quasi irrilevante a causa di un prezzo fuori scala.
Una rotella dedicata all’audio cambia più di quanto sembri
Tra le caratteristiche emerse ce n’è una che potrebbe sembrare secondaria, ma che personalmente trovo molto interessante: una rotella dedicata all’audio. L’Elite Series 3 dovrebbe integrare un audio scroll wheel, permettendo di regolare il volume direttamente dal controller senza dover passare attraverso il menu della console.
È una di quelle piccole aggiunte che non cambiano la generazione di una console, ma possono migliorare parecchio l’utilizzo quotidiano. Chi usa spesso cuffie e headset sa quanto sia fastidioso dover interrompere il flusso di gioco per modificare un’impostazione che dovrebbe essere immediatamente accessibile. Un controllo fisico dedicato risolve il problema alla radice.
Il punto interessante è che questa filosofia sembra attraversare l’intero progetto: Microsoft non starebbe cercando una singola caratteristica capace di vendere il prodotto, ma una somma di piccole e grandi migliorie che rendano il controller più completo.
Design Lab diventa parte integrante dell’Elite
La personalizzazione sembra essere un altro dei pilastri della nuova generazione. I dati trapelati parlano di differenti frontalini, finiture metalliche, incisioni, colori, configurazioni dei paddle, diverse tipologie di D-pad e una quantità molto elevata di combinazioni possibili tra componenti. Si parla addirittura di 27 configurazioni mappabili tra topper e paddle.
È una conseguenza logica della direzione presa da Microsoft con Design Lab. Oggi l’Elite Series 2 può già essere personalizzato attraverso il servizio ufficiale Xbox, che permette di intervenire su colori, levette, croce direzionale, paddle e altri elementi estetici. Il passaggio alla terza generazione sembra quindi destinato a rendere questa filosofia ancora più centrale.
Ma qui bisogna fare una distinzione importante. Personalizzare un controller è divertente; personalizzarlo perché ogni componente risponde a esigenze diverse è qualcosa di molto più interessante. Un giocatore competitivo di FPS potrebbe volere una tensione differente da chi gioca principalmente a un action RPG, mentre chi utilizza il controller per simulatori o giochi di guida potrebbe avere necessità ancora diverse. Se Microsoft riuscirà a far dialogare davvero questa personalizzazione con la funzionalità, Design Lab potrebbe smettere di essere soltanto uno strumento estetico e diventare parte dell’identità dell’Elite.
Anche il problema della durata torna al centro
C’è però un punto sul quale non sono disposto a fare sconti: la qualità costruttiva. Un Elite Series 3 non può limitarsi a essere il controller più completo mai prodotto da Xbox se poi l’affidabilità nel tempo rimane il suo tallone d’Achille.
La precedente generazione aveva caratteristiche ancora oggi molto interessanti. Microsoft dichiara per l’Elite Series 2 una batteria interna fino a 40 ore, levette a tensione regolabile, quattro paddle posteriori, profili personalizzabili e componenti intercambiabili. Sulla carta è ancora un prodotto estremamente completo. Il problema è che un controller premium viene giudicato anche da ciò che accade dopo centinaia di ore di utilizzo, quando la novità è scomparsa e rimangono soltanto materiali, meccanismi e componentistica.
Le indiscrezioni sulla maggiore attenzione alla riparabilità sono quindi fondamentali. Se Microsoft riuscisse davvero a rendere più semplice sostituire i componenti soggetti a usura, avrebbe affrontato una delle critiche più sensate rivolte ai controller premium. Un dispositivo costoso dovrebbe poter essere mantenuto in vita il più a lungo possibile, invece di trasformarsi in un oggetto da sostituire appena una componente interna comincia a dare problemi.
E poi c’è il cloud
C’è infine un elemento emerso nelle precedenti fughe che potrebbe assumere un significato ancora maggiore alla luce della nuova strategia Xbox: la possibile connettività Wi-Fi diretta per Xbox Cloud Gaming. Le immagini e le indiscrezioni circolate nei mesi scorsi avevano già suggerito che l’Elite Series 3 potesse comunicare direttamente con i server cloud, mentre alcune informazioni più recenti parlano di un sistema pensato anche per facilitare il passaggio tra dispositivi e modalità di connessione.
Se questa caratteristica dovesse essere confermata, il controller smetterebbe di essere soltanto una periferica premium per Xbox Series X|S e PC. Diventerebbe uno degli elementi attraverso i quali Microsoft prova a trasformare il proprio concetto di Xbox in qualcosa di meno legato alla console fisica.
E qui il discorso diventa molto più ampio. Microsoft sta spingendo sempre di più sull’idea di Xbox come ecosistema e non come singolo dispositivo. Un controller capace di passare rapidamente tra console, PC, dispositivi mobili e cloud sarebbe perfettamente coerente con questa visione. L’Elite Series 3 potrebbe quindi essere il primo vero controller Xbox progettato per un futuro nel quale la piattaforma conta più dell’hardware sul quale viene eseguita.
Il prezzo sarà la vera sentenza
Tutte queste caratteristiche sono interessanti, ma manca ancora l’informazione che potrebbe decidere il destino commerciale dell’intero progetto: il prezzo. Le indiscrezioni attuali non hanno fornito una cifra affidabile e la presenza di più SKU lascia immaginare una gamma articolata.
Oggi il Controller Wireless Elite Series 2 viene proposto ufficialmente da Xbox a 199,99 euro nella configurazione completa, mentre la versione Core parte da cifre inferiori. Questo significa che Microsoft parte già da una fascia premium molto alta.
Se l’Elite Series 3 dovesse aggiungere TMR, Hall Effect, aptici VCA, nuove componenti, maggiore personalizzazione e potenzialmente connettività cloud mantenendo una politica seria sulla riparabilità, un aumento di prezzo potrebbe essere comprensibile. Ma comprensibile non significa automaticamente accettabile.
A un certo punto bisogna chiedersi quanto valore reale stiamo acquistando. Se il modello completo dovesse arrivare a una cifra che si avvicina pericolosamente al costo di una console portatile o di un dispositivo gaming secondario, il pubblico potrebbe iniziare a domandarsi se abbia davvero bisogno di un controller tanto sofisticato. Ed è qui che Microsoft dovrà dimostrare di conoscere il proprio mercato.
Verdetto dell’Inquisitore
Più leggo le informazioni emerse sull’Xbox Elite Series 3, più penso che Microsoft abbia finalmente capito quale debba essere la direzione di un controller professionale nel 2026. Non basta più aggiungere qualche paddle e chiamarlo Elite. Servono levette progettate per durare, componenti sostituibili, feedback più raffinato, personalizzazione reale e una connettività capace di seguire l’utente mentre passa dalla console al PC e, sempre più, al cloud.
Se tutte queste indiscrezioni dovessero essere confermate, l’Elite Series 3 avrebbe finalmente gli strumenti per diventare il controller che molti possessori della Series 2 stavano aspettando. Ma proprio perché le aspettative sono alte, questa volta non voglio sentire soltanto parlare di specifiche. Voglio vedere quanto durerà davvero. Voglio sapere quanto sarà riparabile. Voglio capire quanto costeranno le diverse configurazioni e, soprattutto, voglio capire se tutte queste tecnologie producono un’esperienza migliore oppure se Microsoft sta semplicemente costruendo il controller più ricco di funzioni possibile per giustificare un prezzo sempre più alto.
Perché il vero Elite non è quello che ha più componenti. È quello che, dopo centinaia di ore di gioco, continua a funzionare come il primo giorno e ti fa capire perché hai deciso di spendere così tanto. Se Microsoft riuscirà a centrare questo obiettivo, allora sì, l’Elite Series 3 potrebbe essere il controller Xbox definitivo. Se invece la qualità costruttiva non sarà all’altezza delle promesse, tutta questa tecnologia rischierà di essere soltanto una bella lista di specifiche. E personalmente, dopo tutto quello che abbiamo visto con la generazione precedente, questa volta pretendo molto di più.
Voi cosa ne pensate delle caratteristiche trapelate? L’Elite Series 3 vi sembra finalmente un vero salto generazionale oppure Microsoft dovrà convincervi soprattutto sul prezzo e sulla durata? Fatecelo sapere in Taverna.
