I Dispacci

Xbox riparte: il piano di Asha Sharma svelato

Reek "L’Inquisitore degli Archivi"
Agosto 5, 2026
5 min lettura

Un memo interno rivela la strategia che dovrà riportare Xbox alla crescita entro il 2027

Xbox ha vissuto probabilmente il periodo più turbolento della sua storia recente. Tra licenziamenti, chiusure di studi, riorganizzazioni interne e risultati economici inferiori alle aspettative, la divisione gaming di Microsoft si trova davanti a una delle sfide più importanti della propria esistenza. Ora, però, emerge un documento che prova a delineare il futuro.

Secondo un memo interno ottenuto da The Verge e riportato anche da diverse testate internazionali, la CEO Asha Sharma ha illustrato ai dipendenti un piano di rilancio destinato a guidare Xbox nei prossimi anni. L’obiettivo dichiarato è tanto semplice quanto ambizioso: riportare la divisione alla crescita in termini di giocatori e ricavi entro la fine dell’anno fiscale 2027, migliorando allo stesso tempo i margini di profitto fino a riportarli in linea con la media del settore.

Il documento arriva dopo mesi di profonda ristrutturazione e rappresenta il manifesto della nuova gestione Sharma, chiamata a ricostruire fiducia sia all’interno dell’azienda sia nei confronti della community Xbox.

Le “Quattro C” del nuovo corso Xbox

Al centro della strategia ci sono quattro pilastri, ribattezzati internamente le Four C.

La prima è Core, ovvero rafforzare la piattaforma Xbox mantenendo la console come esperienza di punta dell’intero ecosistema. Nonostante la crescente importanza di Game Pass, cloud gaming e Windows, Sharma ribadisce infatti che l’hardware continuerà a rappresentare il cuore del marchio.

La seconda è Content, con l’obiettivo di trasformare i videogiochi di maggior successo in franchise globali capaci di vivere ben oltre il singolo lancio.

La terza è Creation, che punta a fare di Minecraft la principale piattaforma creativa del settore, investendo ancora di più nell’universo costruito da Mojang.

Infine arriva Connection, la strategia dedicata ad ampliare gli universi delle proprietà intellettuali Xbox attraverso film, serie TV, prodotti consumer, eventi dal vivo e nuove partnership internazionali.

Non si tratta quindi soltanto di vendere videogiochi, ma di costruire un ecosistema capace di accompagnare i giocatori su più media.

Una roadmap fino al 2030

Il memo non si limita agli obiettivi del prossimo anno fiscale.

Sharma descrive infatti una roadmap articolata in tre fasi.

La prima punta a riportare Xbox alla crescita entro la fine del FY2027. Successivamente, tra il 2028 e il 2029, l’azienda dovrà trasformare le iniziative avviate in attività capaci di generare un’accelerazione concreta dei ricavi e del coinvolgimento della community.

La fase finale guarda invece al 2030. L’ambizione è arrivare a metà del percorso verso un traguardo definito dalla stessa CEO come estremamente sfidante: fare di Xbox una delle poche aziende al mondo capaci di intrattenere oltre un miliardo di persone ogni giorno, sostenendo al contempo una crescita a doppia cifra e margini tra i migliori dell’intera industria.

Sono numeri che fotografano la portata delle ambizioni della nuova dirigenza.

Console ancora centrale, ma cambia il ruolo degli studi

Uno degli aspetti più interessanti del memorandum riguarda il futuro degli Xbox Game Studios.

Secondo Sharma, il modello fortemente decentralizzato adottato negli ultimi anni verrà progressivamente sostituito da una struttura più focalizzata sui franchise più importanti e sulle nuove produzioni considerate realmente strategiche. L’obiettivo è concentrare maggiormente risorse e investimenti, evitando la dispersione che aveva caratterizzato parte della precedente gestione.

La CEO sottolinea inoltre come la console continui a generare la maggior parte dei ricavi della divisione e rimanga il simbolo del marchio Xbox. Parallelamente, però, Windows, Game Pass, cloud gaming e streaming dovranno diventare strumenti sempre più efficaci per attirare nuovi giocatori e nuovi sviluppatori.

È una strategia che prova a conciliare due anime: quella tradizionale dell’hardware e quella moderna dei servizi.

Dopo il reset arriva il momento della ricostruzione

Il memorandum assume ancora più peso se inserito nel contesto degli ultimi mesi.

Xbox ha attraversato una profonda fase di ristrutturazione che ha comportato licenziamenti, la cessione di alcuni studi e una revisione dell’intera organizzazione interna. Sharma stessa aveva già parlato in passato di costi hardware in crescita, di una struttura troppo estesa e della necessità di rendere la piattaforma più competitiva per affrontare le sfide del mercato moderno.

Il nuovo piano rappresenta quindi il passaggio dalla fase del “reset” a quella della ricostruzione.

Naturalmente resta da capire quanto queste ambizioni riusciranno a tradursi in risultati concreti. Le prossime uscite first-party, l’evoluzione di Game Pass e il futuro hardware Xbox saranno i primi veri banchi di prova del nuovo corso.

Verdetto dell’inquisitore

Il memo di Asha Sharma non promette miracoli.

Promette qualcosa di molto più difficile: una direzione.

Per anni Xbox è sembrata inseguire contemporaneamente troppe strategie, cercando di essere console, servizio, cloud, publisher e piattaforma senza definire chiaramente quale fosse il proprio centro di gravità. Oggi quel centro sembra essere stato ritrovato: la console torna al cuore del marchio, mentre tutto il resto dovrà rafforzarne il valore, non sostituirlo.

Adesso, però, arrivano i fatti. Perché i memorandum possono cambiare l’umore di un’azienda. Saranno i giochi, le console e la fiducia dei giocatori a decidere se il rilancio di Xbox sarà davvero iniziato.

La parola passa a voi in Taverna: il piano di Asha Sharma vi convince oppure pensate che Xbox abbia bisogno di molto più di una nuova strategia per tornare protagonista?

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