Recensione | Captain Tsubasa 2: World Fighters su PS5
Benvenuti ne L’Archivio. Allacciate gli scarpini, caricate la barra dello spirito fino a far tremare gli spalti e preparatevi a correre lungo un campo infinito che curva verso l’orizzonte. Parliamo di Captain Tsubasa 2: World Fighters, testato a fondo su PlayStation 5.
Oggi la nostra sala autopsie digitale odora di gesso bianco per le linee laterali, inchiostro shōnen e silicio spinto a sessanta fotogrammi al secondo. Sul tavolo operatorio non abbiamo una simulazione calcistica ortodossa che cerca il fotorealismo esasperato, ma l’incarnazione più pura, rumorosa e sfacciata del calcio arcade giapponese. Bandai Namco e i ragazzi di Tamsoft tornano sul terreno di gioco per dare un seguito a Rise of New Champions, portando in dote l’arco narrativo del World Youth, oltre 110 personaggi e la promessa di aver limato le spigolosità del predecessore
Abbiamo indossato la maglia numero 10 per verificare se il pallone è ancora nostro amico o se l’azione si perde nell’ennesima tempesta di animazioni riciclate. Affiliamo il bisturi.
Il Contesto: Dalle Scuole Medie al Palcoscenico Mondiale in Captain Tsubasa 2
Per comprendere l’esistenza di Captain Tsubasa 2: World Fighters, bisogna guardare all’eredità lasciata dal capitolo del 2020. Rise of New Champions aveva dimostrato che c’era una sete disperata di calcio spettacolare, privo di licenze UEFA ma straripante di tiri infuocati e rivalità viscerali. Tuttavia, quel titolo soffriva di un sistema “sasso-carta-forbice” nei contrasti fin troppo rigido e di un netcode zoppicante.

Con questo seguito, Bandai Namco alza l’asticella delle ambizioni narrative. Abbandonati i tornei scolastici della prefettura di Shizuoka, il gioco catapulta il giocatore direttamente nel calcio professionistico brasiliano — con Tsubasa tra le fila del San Paolo — per poi tuffarsi nel monumentale arco del World Youth. Con la supervisione di Yōichi Takahashi, l’opera introduce 22 nazionali (comprese new entry come la Thailandia e l’Indonesia) e una valanga di sottotrame inedite. La stampa internazionale ha accolto il ritorno con recensioni tiepide ma positive: PlayStation LifeStyle parla del “miglior tributo all’anime mai realizzato”, mentre testate più generaliste come Multiplayer.it ammoniscono sul ritmo frammentato dei match. La nostra sala autopsie conferma entrambe le diagnosi.
Il Gameplayi Captain Tsubasa 2: Tra Chain Combo e Sagra delle Scivolate
Pad alla mano, scordatevi la fisica balistica di eFootball o i micro-movimenti tattici: questo è un picchiaduro travestito da partita di pallone. E per larghi tratti, diverte in modo quasi infantile.

Tamsoft ha fortunatamente mandato in pensione il legnoso sistema di contrasto binario del primo capitolo, sostituendolo con una gestione della barra di resistenza e un Chain System dal sapore puramente arcade. Concatenare dribbling, scatti e passaggi speciali riempie un indicatore combo che ricorda da vicino la filosofia di FIFA Street: più si gioca puliti ed esagerati, più velocemente si sbloccano le Max Actions. La novità più rilevante è che i super poteri non sono più un’esclusiva dei cannonieri: ora anche terzini e mediani possono sfoderare passaggi millimetrici che attraversano tutto il campo o scivolate acrobatiche a reazione.
“Quando inanelli tre scarti consecutivi sulla fascia, scarichi una parabola perfetta al limite dell’area e carichi il Tiro della Tigre mentre la colonna sonora di Tadayoshi Makino esplode nelle cuffie, Captain Tsubasa 2 regala vette di pura esaltazione shōnen che nessun altro sportivo sul mercato può avvicinare.”
Il duello con l’estremo difensore è stato ricalibrato: il portiere non è più una saracinesca indistruttibile basata su calcoli matematici invisibili, ma un avversario dotato di una barra di resistenza dinamica che cala a seconda dell’angolazione del tiro, della distanza e della potenza della conclusione speciale.

Ed è qui che emerge il rovescio della medaglia. World Fighters soffre di una cronica incapacità di lasciar scorrere l’azione. Ogni singolo contrasto, parata, blocco difensivo o tiro ad effetto attiva una micro-cutscene di tre o quattro secondi. Nel corso di un match tirato, queste interruzioni possono ripetersi decine di volte, trasformando gli ultimi venti metri in una sequenza interminabile di animazioni che spezzano il ritmo e finiscono per trasformare il centrocampo in una fiera della scivolata su binari prestabiliti. Se l’avversario attiva un blocco speciale, non c’è abilità manuale che tenga: il gioco si ferma, parte il filmato e il possesso passa di mano.
Contenuti e Modalità i Captain Tsubasa 2: L’Itinerario Nuove Stelle
La modalità principale si divide in due tronconi: l’avventura canonica di Tsubasa e il percorso Itinerario Nuove Stelle. Quest’ultimo è il vero cuore dell’esperienza in singolo: un editor sorprendentemente profondo consente di creare il proprio alter ego, personalizzandone non solo l’aspetto visivo (perfettamente integrato con il tratto marcato dell’anime), ma anche il set di abilità, i parametri di crescita e i mentori da cui apprendere le tecniche speciali.

Tuttavia, tolto il ricco banchetto della storia, la tavola appare semi-deserta. Mancano campionati personalizzabili strutturati a lungo termine, e l’accesso al roster completo delle 22 nazionali richiede un pesante lavoro di sblocco forzato all’interno della campagna. L’Intelligenza Artificiale nelle partite rapide mostra falle evidenti, alternando momenti di pressing asfissiante a blackout imbarazzanti, costringendo il giocatore a cercare una reale sfida competitiva nel comparto multigiocatore online.
La Macchina da Guerra: Il Test su PlayStation 5
Sotto il profilo del silicio, la versione PS5 rappresenta un salto qualitativo netto rispetto all’esperienza vissuta su PS4 quattro anni fa. Il motore grafico in cel-shading sfoggia una pulizia visiva encomiabile: i contorni neri marcati, i fasci di luce che accompagnano le tecniche speciali e i particellari delle zolle d’erba sollevate rendono ogni scontro identico a una puntata animata ad altissimo budget.
I 60 FPS sono granitici. Anche nei frangenti più caotici — come un salvataggio sulla linea con quattro atleti a contendersi la sfera a mezz’aria — il frame rate non accenna a cedere. L’SSD della console Sony azzera quasi del tutto i tempi di caricamento tra i menu e il campo, un fattore fondamentale per non esasperare ulteriormente l’utente visti i continui filmati intermedi. Il supporto al DualSense offre grilletti adattivi che oppongono resistenza man mano che la stamina dei corridori si esaurisce, mentre il feedback aptico vibra distintamente all’impatto con i super tiri.
La Telemetria Finale: I Voti della Loggia
Gameplay & Dinamiche Arcade — 7.5 [Solido – Il Buon Mestiere] Il nuovo Chain System e le Max Actions estese a tutti i reparti aggiungono profondità. Peccato per le troppe interruzioni cinematiche che spezzano la fluidità della manovra.
Comparto Tecnico & Grafica Anime — 9.0 [Eccellenza – Silicio Sfruttato] Un cel-shading magistrale ancorato a 60 FPS incrollabili su PS5. Le animazioni dei super tiri sono pura gioia visiva per ogni appassionato dell’opera originale.
Contenuti & Modalità — 7.5 [Solido – Il Buon Mestiere] La campagna World Youth e l’Itinerario Nuove Stelle offrono molte ore di divertimento e ottima personalizzazione. Fuori dallo story mode, l’offerta scarseggia di modalità strutturate.
Intelligenza Artificiale & Bilanciamento — 6.0 [Mediocrità – Il Compitino] Comportamenti dei compagni di squadra altalenanti e una tendenza eccessiva allo spam delle scivolate speciali che rischia di frustrare nelle battute finali.
Il Verdetto
+Pro
–Contro
Valutazioni Dettagliate
Piattaforme Disponibili
Nintendo Switch, Pc, Playstation 5 , Xbox Series X|S
La Considerazione di Filo
Giocare a Captain Tsubasa 2: World Fighters su PS5 significa fare un patto non scritto con la propria fanciullezza. Se cercate la pulizia geometrica, le linee di passaggio pulite e il rigore tattico di una vera simulazione calcistica, disinstallatelo seduta stante: questo gioco vi farà saltare i nervi dopo tre minuti. Ma se accettate la sua natura sfacciata da anime interattivo, se vi brillano ancora gli occhi quando Hyuga carica il tiro distruggendo la terra sotto i piedi o quando i fratelli Tachibana usano i pali come trampolino, allora troverete pane per i vostri denti. Tamsoft ha fatto passi avanti rispetto al passato, anche se l’ostinazione nel voler mostrare un filmato per ogni contrasto rende l’esperienza meno fluida di quanto il silicio di questa generazione permetterebbe.
Rimane un atto d’amore sincero verso il manga: imperfetto, sopra le righe, ma autentico.
La Tavola Rotonda Chiama a Rapporto
E adesso, membri della Gilda, la palla passa a voi al centro del campo. Avete già sbloccato la modalità per creare il vostro avatar nel World Youth? Preferite questo approccio smaccatamente arcade e spettacolare o ritenete che le continue animazioni delle super mosse spezzino troppo il ritmo del gioco?
Mettetevi comodi, posate i parastinchi e diteci la vostra nei commenti qui sotto!
— Filo
