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Recensione | Code Vein 2 Mask of Idris: il velo strappato

Filo "Il Paladino"
Settembre 23, 2026
6 min lettura

Benvenuti ne L’Archivio. Abbassate le luci, regolate i filtri della vostra maschera antigas e purificate l’Icore prima che la sete prenda il sopravvento. Parliamo di CODE VEIN 2: Mask of Idris, il primo DLC per PC dell’anime-souls targato Bandai Namco.

Oggi la nostra sala autopsie digitale odora di sangue sintetico rappreso, pioggia acida e silicio spinto al limite. Sul tavolo operatorio non abbiamo un capitolo a sé stante, ma un innesto: un’espansione chiamata a sfatare una volta per tutte la maledizione dei contenuti post-lancio del franchise. Chi ricorda i pessimi DLC del primo capitolo — arene riciclate mascherate da sfide — sa bene quanto la cicatrice sia ancora fresca. Bandai Namco ha promesso un arco narrativo inedito, nuovi Codici Sanguigni e boss capaci di mettere in crisi anche le build più rodate.

La stampa internazionale si è spaccata a metà: Wccftech ed RPG Site hanno elogiato la ferocia degli scontri e la complessità dei nuovi Doni, mentre PC Gamer ha puntato il dito contro una longevità risicata e corridoi fin troppo lineari. Abbiamo affilato la nostra lama a due mani e ricalibrato il Velo per vivisezionare ogni singolo frammento. Affiliamo il bisturi.

Il Contesto: Il Fantasma dei Contenuti Riciclati

Per comprendere il peso di Mask of Idris, bisogna ricordare da dove veniamo. Code Vein 2 ha saputo correggere gran parte delle ingenuità dell’opera originale, offrendo un sistema di combattimento più fluido e una gestione dei compagni finalmente bilanciata. Tuttavia, la memoria storica della community non dimentica: il primo Code Vein aveva proposto tre DLC scandalosi, venduti a caro prezzo per offrire poco più che boss ripescati da God Eater e corridoi asettici.

Code Vein 2 Mask of Idris

Con Mask of Idris, il team di sviluppo tenta una redenzione vera. Non siamo di fronte a una semplice sfida ad ondate nelle Profondità, ma a una nuova macro-area: Le Cripte Sommerse di Idris. L’espansione si colloca temporalmente nell’endgame della campagna principale, chiedendo al giocatore di indagare sull’origine di un misterioso Redivivo ribelle, Idris, la cui maschera corrosa sembra capace di dominare la Miasma invece che filtrarla.

Il Core: Tra Icore Nero e Boss Fight al Millisecondo

Pad alla mano, il loop di gioco conferma quanto di buono fatto dal titolo base, spingendo però sull’acceleratore della difficoltà. Le Cripte Sommerse si sviluppano attorno a una struttura a spirale discendente, dove la visibilità è costantemente compromessa da esalazioni velenose e pozze di sangue corrotto che rallentano la mobilità.

La vera sostanza del DLC risiede nei due nuovi Codici Sanguigni: Eremita di Idris e Annientatore. Il primo introduce uno stile ad alto rischio basato su Doni oscuri che consumano la salute massima per ricaricare istantaneamente l’Icore, premiando le parate perfette eseguite con i nuovi Veli di tipo “Ogre-Thorn”. È una build tecnica, brutale, che trasforma ogni scontro in un calcolo chirurgico tra vita residua e potenza d’impatto.

“Un DLC souls-like non deve reinventare la ruota: deve essere una prova di maturità per chi credeva di aver già domato il gioco. Mask of Idris toglie ogni certezza, punisce chi si nasconde passivamente dietro l’IA del compagno e costringe a rimettere mano a ogni singola Passiva della build.”

Code Vein 2 Mask of Idris

Il culmine dell’esperienza è proprio il duello contro Idris, il Senza Volto: una boss fight a due fasi spettacolare e coreografica, caratterizzata da pattern d’attacco asincroni che mettono a dura prova i riflessi.

Tuttavia, emergono i consueti limiti di design: tolto lo splendido boss principale e un mini-boss secondario ben piazzato, i nemici comuni che popolano l’area sono meri reskin cromatici dei Perduti già affrontati nella campagna, dotati semplicemente di barre della salute spropositate. Il level design, pur visivamente suggestivo, soffre di un’eccessiva linearità: poche scorciatoie degne di nota e una sensazione di “corridoio mascherato” che si esaurisce in appena 3-4 ore di gioco complessive.

La Macchina da Guerra: Silicio, Shader e Telecamere

Sul nostro desktop di redazione — RTX 5080 OC Edition, Ryzen 7 9800X3D e 64GB di DDR5 a 6000MHz — il titolo gira con una fluidità granitica, superando abbondantemente i 144 FPS in 4K nativo con tutte le impostazioni al massimo. Gli effetti particellari dei Doni oscuri e l’illuminazione volumetrica delle pozze corrosive offrono un colpo d’occhio notevole, esaltando il caratteristico cel-shading del motore.

Code Vein 2 Mask of Idris

Tuttavia, scendendo su configurazioni intermedie o notebook da gioco, il codice mostra qualche ruga. Abbiamo riscontrato sporadici micro-stutter durante il caricamento tra un corridoio e l’altro, segno di uno streaming degli asset non del tutto ottimizzato. Il vero nemico tecnico, però, resta la telecamera: nelle stanze più strette delle Cripte, la gestione dell’inquadratura durante i lock-on impazzisce non appena il boss spicca il volo, lasciando il giocatore cieco nel momento cruciale della schivata.

La Telemetria Finale: I Voti della Loggia

Gameplay & Nuove Build — 8.5 [Eccellenza – Silicio Sfruttato] I nuovi Codici Sanguigni e le armi aggiungono reale profondità tattica. Lo stile ad alto rischio dell’Eremita di Idris è una gioia per gli amanti del parry tecnico.

Boss Design & Sfida — 8.0 [Solido – Il Buon Mestiere] Lo scontro con Idris è tra i migliori dell’intera produzione per ritmo, colonna sonora e pattern d’attacco. Peccato per la scarsità di boss fight secondarie.

Level Design & Longevità — 6.0 [Mediocrità – Il Compitino] Appena 3-4 ore di contenuti. Struttura dei livelli fin troppo lineare e una massiccia presenza di nemici base riciclati con più punti vita.

Comparto Tecnico & Ottimizzazione — 7.5 [Solido – Il Buon Mestiere] Ottima resa visiva e framerate generalmente solido su PC, ma la telecamera negli spazi stretti continua a essere un handicap fastidioso.

Il Verdetto

+Pro

  • Nuovi Codici Sanguigni eccellenti: Introducono varianti tattiche profonde per le build avanzate.

  • Boss fight memorabile: Lo scontro finale contro Idris è feroce, spettacolare e visivamente impeccabile.

  • Passo avanti rispetto al passato: Finalmente un DLC con una vera micro-campagna e non una semplice arena.
  • –Contro

  • Durata risicata: Tre ore e mezza bastano per sviscerare ogni angolo dell’espansione.

  • Nemici riciclati: Troppi reskin dei Perduti del gioco base.

  • Telecamera ballerina: Negli spazi chiusi l’inquadratura fatica a seguire l’azione rapida.
  • Valutazioni Dettagliate

    Gameplay & Nuove Build8.5
    Boss Design & Sfida8.0
    Level Design & Longevità6.0
    Comparto Tecnico & Ottimizzazione7.5
    Valutazione Finale
    7.5
    Solido – Il Buon Mestiere

    Piattaforme Disponibili

    Pc, PlayStation 5, Xbox Series X|S

    La Considerazione di Filo

    Mask of Idris non è l’espansione che cambierà la storia degli action RPG, ma è la prova tangibile che Bandai Namco ha capito gli errori del passato. Non ci troviamo davanti a un insulto a pagamento come i DLC del primo capitolo, bensì a una portata extra compatta, gustosa ma consumabile in una sola serata.

    Se avete amato sviscerare le build di Code Vein 2 e cercate un pretesto per rimettere mano al vostro arsenale contro un boss di caratura superiore, il biglietto vale il prezzo. Se invece speravate in una rivoluzione geografica o in una mappa tentacolare, potete tranquillamente attendere una tornata di sconti stagionali su Steam.

    La Tavola Rotonda Chiama a Rapporto

    Membri della Gilda, la parola passa a voi. Avete già testato i nuovi Doni oscuri nelle Cripte di Idris? Ritenete che 4 ore di contenuti siano sufficienti per un DLC di un souls-like nel 2026, o pretendete ormai espansioni di scala monumentale alla stregua delle opere FromSoftware?

    Riponete le armi, sedetevi al falò e fate sentire la vostra voce nei commenti!

    — Filo

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