Recensione | Star Fox Switch 2: Do a Barrel Roll, per sempre!
Benvenuti ne L’Archivio. Fate un Barrel Roll, calibrate i targeting computer e ricordatevi di non volare in mezzo a nuvole di detriti senza stare attenti alla struttura portante. Parliamo di Star Fox per Nintendo Switch 2.
Oggi la nostra sala autopsie digitale odora di propellente missilistico, nostalgia calibrata al millimetro e di quella domanda imbarazzante che nessuno vuole fare ad alta voce durante l’hype: quante volte dobbiamo salvare il Sistema Lylat prima che Nintendo ci lasci esplorare qualcosa di nuovo? Sul tavolo operatorio abbiamo il ritorno più atteso e più controverso che l’azienda di Kyoto abbia orchestrato in questo primo anno di vita di Switch 2 — non perché sia il titolo più ambizioso, non perché stia spingendo i confini del medium, ma precisamente perché non lo fa. Perché sceglie deliberatamente di non farlo. E perché quella scelta è, a seconda del punto di vista, il suo difetto più grande o la sua virtù più autentica.
Star Fox per Nintendo Switch 2 è uscito il 25 giugno 2026. Torna da dieci anni di silenzio — l’ultima uscita ufficiale era Star Fox Zero su Wii U nel 2016, un titolo che la community ha digerito con difficoltà per via dei controlli giroscopici obbligatori che molti trovarono alienanti. Prima ancora c’era Star Fox 64 3D su 3DS nel 2011. E prima ancora Star Fox 64 originale su Nintendo 64 nel 1997. Tre decenni di un franchise che torna sempre allo stesso posto — la guerra di Lylat, Andross, il Sistema, Papyrus McCloud nel ricordo del figlio. Come se il tempo per Fox McCloud si fosse fermato nel 1997 e nessuno avesse mai trovato il coraggio di farlo andare avanti.
Questa volta ci ha pensato Velan Studios — team composto da ex-sviluppatori di Vicarious Visions, responsabili tra le altre cose del remake di Crash Bandicoot N. Sane Trilogy — a raccogliere il testimone. Il risultato è tecnicamente il remake più impressionante che Nintendo abbia mai prodotto. Ed è anche il remake più fedele all’originale che Nintendo abbia mai prodotto. Queste due affermazioni non si contraddicono. Si complicano a vicenda in modo che questa recensione ha il compito di districare.
Il Contesto di Star Fox: Fox McCloud e la Sindrome del Tempo Congelato
Per capire Star Fox 2026 bisogna capire perché Fox McCloud è diventato il personaggio Nintendo più in stasi dell’intero pantheon della casa.

Il Sistema Lylat è un universo narrativo con una ricchezza latente straordinaria: pianeti con identità proprie, un cast di personaggi con personalità distinte e relazioni complesse, una mitologia sulla figura del padre — James McCloud, scomparso durante una missione tradita da Pigma Dengar — che ha tutti gli ingredienti di un arco narrativo pluriennale. Star Fox Adventures nel 2002 aveva tentato di espandere l’universo oltre il rail shooter, con risultati divisivi ma almeno coraggiosi nel tentativo. Star Fox Assault nel 2005 aveva costruito una storia originale con toni più maturi. Star Fox Command nel 2006 aveva osato un sistema di missioni strategico. Star Fox Zero nel 2016 aveva scelto di tornare ancora una volta a Lylat Wars come punto di riferimento.
Ogni tentativo di muoversi è stato seguito da un ritiro. Ogni esperimento narrativo o di gameplay è stato punito o ignorato dal mercato. E Nintendo, che risponde al mercato con la matematica fredda di chi sa quanto costano i fallimenti, ha imparato a trattare Star Fox come un franchise da reiniettare nel catalogo nei momenti strategici invece che da sviluppare organicamente.
Star Fox 2026 è un remake di Star Fox 64. Non è un titolo nuovo. Non è un capitolo della storia di Fox dopo la guerra di Lylat. Non è quello che la fetta di fan che chiedeva un sequel originale sognava da vent’anni. Ma è — e questa è la distinzione che conta — il miglior Star Fox che sia mai esistito nelle forme in cui Star Fox ha sempre esistito. E decidere se questo basta è la domanda che questa recensione lascia aperta non per codardia critica, ma perché la risposta dipende da chi siete come giocatori.
Visivamente: Star Fox è il Titolo Switch 2 Più Bello Finora
Cominciamo dall’aspetto su cui non c’è dibattito possibile, perché il consenso è unanime e la Loggia lo conferma: dal punto di vista visivo, questo è il titolo Switch 2 più impressionante che Nintendo abbia rilasciato finora su questa console.
Il rendering dei personaggi è interamente in tempo reale — nessuna cinematica pre-renderizzata, nessun trucco di upscaling applicato ai filmati per nascondere le limitazioni del motore. Fox McCloud, Slippy Toad, Peppy Hare, Falco Lombardi sono ricreati con un livello di dettaglio e di espressività facciale che il franchise non aveva mai avuto. E non si tratta solo di risoluzione maggiore — si tratta di micro-espressioni che cambiano la lettura narrativa di scene che nell’originale erano semplici scambi di battute: Slippy con la sua aria esasperata quando il Generale Pepper dice che Aquas non ha rilevanza strategica, Falco che sorride leggermente tra sé durante i briefing di missione come se sapesse già come andrà a finire. Sono dettagli che un giocatore del 1997 non poteva vedere. Sono dettagli che trasformano personaggi bidimensionali in persone.

I livelli hanno ricevuto la stessa cura. La densità visiva di ogni pianeta — da Corneria con la sua architettura militare in fiamme a Zoness con i suoi oceani inquinati che riflettono i riflettori delle torri di guardia, da Titania con le sue dune che il vento appiattisce durante il volo a Macbeth con i suoi binari ferroviari che tagliano un paesaggio industriale fumante — è di un livello che fa capire perché Velan Studios è stata scelta per questo progetto. Non hanno semplicemente aggiornato i poligoni: hanno capito l’identità estetica di ogni pianeta e l’hanno portata alla sua forma definitiva.
Un dettaglio di design che merita un paragrafo a sé: l’omaggio visivo alla draw distance del Nintendo 64. Certi nemici enormi — le grandi navi capital — si de-cloak davanti al giocatore invece di semplicemente materializzarsi dal nulla o essere sempre visibili. È un riferimento diretto al fatto che nell’originale N64 quegli stessi nemici apparivano improvvisamente a una certa distanza perché la console non riusciva a renderizzarli prima. Velan Studios ha trasformato una limitazione tecnica del 1997 in una scelta narrativa del 2026: le navi sono furtive, si mimetizzano, e voi le vedete decloakare davanti a voi. È il tipo di rispetto per il materiale originale che distingue chi ha amato il gioco da chi ha semplicemente ricevuto la licenza.
I nuovi design dei personaggi — lo stile iperrealistico applicato agli animali antropomorfi — è il punto su cui la community è più divisa, e la Loggia non finge l’unanimità che non esiste. Il Fantastic Mr. Fox-style che alcuni hanno evocato nelle loro prime impressioni non è un insulto: è una descrizione precisa di un’estetica che in certi contesti funziona magnificamente e in altri richiede un periodo di adattamento. Fox McCloud con il muso tridimensionale, la pelliccia riflessa dalla luce dinamica, gli occhi che comunicano senza parole è una versione del personaggio che non si scordera facilmente — per ragioni positive nella maggior parte dei casi, per ragioni più complesse in qualche frangente.
Il Gameplay: Star Fox 64 è Star Fox 64
Qui la conversazione si fa più complessa, e la Loggia la affronta senza eufemismi.
Il gameplay di Star Fox 2026 è, nelle sue meccaniche fondamentali, identico a Star Fox 64 del 1997. Questo non è un osservazione critica mascherata da descrizione oggettiva — è letteralmente vero e dichiarato da Nintendo stessa: è un rail shooter in cui guidate l’Arwing attraverso livelli che si percorrono in avanti lungo binari predefiniti, sparando ai nemici, schivando gli ostacoli, usando i Barrel Roll per deflettere i laser e le Smart Bomb per pulire lo schermo nei momenti più congestionati. Il design dei livelli è lo stesso. La struttura di branching paths — percorsi alternativi che si aprono in base alle vostre performance e alle vostre decisioni — è la stessa. L’IA nemica ha gli stessi pattern. La campagna dura circa due ore in un singolo playthrough.

Nessuna di queste cose è stata cambiata in modo significativo. Velan Studios ha fatto miglioramenti tecnici — la risposta ai comandi è affinata, la fisica dell’Arwing ha qualche nuance in più, la Mouse Mode tramite Joy-Con 2 è una delle aggiunte più sorprendenti e più riuscite, trasformando il targeting in qualcosa di squisitamente preciso per chi decide di usarla fin dal primo playthrough. Ma il core loop — sparare, schivare, Barrel Roll, Smart Bomb, branching path — è intatto. Non è stato toccato perché Velan Studios ha giudicato che non avesse bisogno di essere toccato. E questa è una posizione difendibile.
“Star Fox 64 era perfetto nel 1997. E Star Fox 2026 ha avuto il coraggio di non cercare di migliorare la perfezione — solo di presentarla in modo degno del 2026. Questo richiede una fiducia nel materiale originale che è rara quanto la perfezione stessa. Il problema è che la perfezione del 1997 era breve allora, ed è breve adesso.”
La campagna dura due ore. È sempre durata due ore. In un’industria dove i giochi si misurano spesso in decine di ore di contenuto principale, due ore sembrano poche — e a €49,99 di prezzo digitale (€59,99 il fisico), questa brevità è il centro di gravità di tutta la conversazione economica attorno al titolo.
La risposta di Velan Studios è la stessa dell’originale: la rigiocabilità. I branching paths creano percorsi diversi che richiedono playthrough multipli per essere esplorati tutti. Fallire un obiettivo in un livello apre un percorso diverso da quello che avrebbe aperto il successo — non semplicemente “livello più difficile” vs “livello più facile”, ma percorsi genuinamente alternativi con missioni differenti, ambienti diversi, conversazioni di squadra che cambiano tono. Star Fox 2026 ha rielaborato il sistema narrativo in modo che scegliere il percorso “sbagliato” abbia ora una giustificazione narrativa coerente invece di essere semplicemente la conseguenza di una performance insufficiente. È un’aggiunta sottile ma significativa per chi legge il gioco come storia.
La Narrativa Riscritta: Quando i Personaggi Prendono Voce
Il sistema di cutscene cinematiche con doppiaggio completo è l’aggiunta narrativa più sostanziale del Remake — e la più riuscita.
L’originale Star Fox 64 aveva un sistema di one-liner intercambiabili tra i personaggi — battute brevi, spesso iconiche (“We’re going home!”, “Can’t let you do that, Star Fox!”), ma sostanzialmente prive di un arco emotivo che connettesse un livello all’altro. Il giocatore del 1997 costruiva la narrativa nella propria testa riempiendo gli spazi vuoti con l’immaginazione.

Star Fox 2026 riempie quegli spazi con briefing di missione inediti tra uno stage e l’altro — conversazioni tra i membri della squadra che stabiliscono relazioni, tensioni interne, motivazioni personali prima ancora di entrare nell’Arwing. Fox che porta il peso del nome del padre in modo percepibile invece che solo dichiarato. Peppy come voce dell’esperienza che nasconde sotto l’ironia un lutto che non ha mai risolto. Falco come individualista che sceglie ogni volta di restare — senza spiegare perché, ma in modo che non ha bisogno di spiegazione. Slippy come il cuore emotivo della squadra, quello che rompe la tensione con una goffaggine che non è stupidità ma ansia genuina.
Non è una riscrittura radicale — la struttura della storia di Lylat Wars rimane quella che era, con Andross come antagonista finale e James McCloud come ombra che accompagna il percorso di Fox. Ma è una riscrittura sufficiente a trasformare ciò che era uno sfondo in qualcosa che si avvicina a un personaggio ensemble credibile. Non raggiunge la profondità narrativa che un titolo originale avrebbe potuto costruire. Ma è enormemente di più di quello che c’era prima.
La colonna sonora orchestrale completa il quadro. Koji Kondo aveva scritto per l’originale temi che avevano la grandiosità epica di John Williams applicata allo spazio — musica che sembrava più grande dello schermo che la conteneva. Orchestrata con strumentazione moderna, quella grandiosità si amplifica invece di perdersi nella traduzione. Il tema di Corneria, la marcia di Fichina, il tema di Venom finale: li riconoscete immediatamente se li avete già sentiti, e li ascoltate con più attenzione di quanta ne abbiate mai riservata loro prima.
Il Viewer di Star Fox: Quando il Gioco Insegna la Propria Storia
Una delle aggiunte meno discusse dalla stampa ma più originali del pacchetto è il Viewer — un menu che si espande nel tempo man mano che progredite nella campagna, aggiungendo nuove voci e usando testo contestuale per fornire contesto ai personaggi, ai nemici e alle location incontrate nella campagna principale e nelle modalità supplementari.
È, nella sostanza, una enciclopedia del Sistema Lylat costruita in forma di museo interattivo che si popola giocando. Non siete obbligati a leggere nulla — il Viewer è completamente opzionale. Ma chi sceglie di immergersi in questo strato di lore scopre un universo narrativo più ricco di quanto il gameplay principale comunichi: la storia di Aquas come pianeta trascurato dall’alleanza di Lylat, la relazione tra Pigma Dengar e la squadra originale di Star Fox prima della caduta, la mitologia degli Aparoid che connette retrospettivamente certi elementi di Star Fox Assault alla continuity di questo universo.
È esattamente il tipo di contenuto che la community di un franchise che non ha avuto un titolo originale da un decennio aveva bisogno di trovare — non come sostituto di una storia nuova, ma come riconoscimento che l’universo esiste, ha profondità, e merita di essere esplorato anche quando il gameplay non lo esplora direttamente.
La Battle Mode Online di Star Fox: Mario Kart nello Spazio
La modalità multiplayer di Star Fox 2026 è la sorpresa genuina del pacchetto — e la Loggia la segnala perché supera le aspettative in modo che un titolo su questa storia non aveva preparato.
La Battle Mode offre scontri 4v4 basati su obiettivi in tre mappe distinte — Corneria con la sua zone domination, Fichina con la sua modalità di raccolta, Sector Y con la sua cattura della bandiera. Ogni modalità è personalizzabile con un sistema di opzioni che include la velocità delle navi, la difficoltà dei nemici IA aggiuntivi e i power-up disponibili: missili a guida, EMP disabilitanti, mine spaziali. Il risultato pratico — come Velan Studios sembra aver progettato deliberatamente — è che i match assomigliano a sessioni di Mario Kart nello spazio in termini di caos organizzato e imprevedibilità tattica. Non è la simulazione di combattimento spaziale competitivo alla Starlink. È divertimento arcade senza pretese simulatorie, eseguito con una precisione che lo rende genuinamente più coinvolgente del previsto.
Il sistema di AR filter con camera USB che sovrappone il muso di un personaggio Star Fox al viso del giocatore durante le partite online è un dettaglio bizzarro e deliziosi — esattamente il tipo di stranezza che ricorda perché certi prodotti Nintendo non hanno equivalenti nel resto del mercato.
I limiti sono chiari: tre mappe sono poche, nessuna opzione splitscreen locale (che l’originale aveva e che molti veterani rimpiangono), nessun piano comunicato per espansioni future delle mappe o delle modalità. Il GameShare — che permette a tre console Switch originali di collegarsi gratuitamente a una singola copia del gioco — è un gesto di apertura raro nel panorama del gaming moderno, e va riconosciuto come tale. Ma tre mappe rimangono tre mappe.
Mouse Mode e Joy-Con 2 in Star Fox: Quando l’Hardware Cambia il Gioco
Un paragrafo specifico per la Mouse Mode tramite Joy-Con 2 — perché è la feature che la Loggia consiglia più caldamente ai nuovi arrivati.
L’Arwing si controlla tradizionalmente con gli stick analogici — sistema collaudato, familiare, che funziona esattamente come ci si aspetta. Ma con la Joy-Con 2 usata come mouse sul piano di una superficie, il targeting diventa qualcosa di qualitativamente diverso: preciso, immediato, quasi fisicamente connesso all’azione sullo schermo. È il controllo che Star Fox Zero su Wii U cercava di ottenere tramite il giroscopio del GamePad con risultati che la community aveva definito divisivi. Qui funziona — non perché il concetto fosse sbagliato, ma perché l’implementazione fisica di usare la Joy-Con come mouse elimina la latenza percettiva e l’imprecisione che affliggevano il sistema di puntamento giroscopico precedente.
Per i veterani del franchise che hanno costruito la propria muscle memory sugli stick analogici nel corso di decenni, la Mouse Mode è una scelta da testare e valutare. Per chi arriva a Star Fox per la prima volta — o per chi torna dopo vent’anni senza quella memoria muscolare — è la via raccomandata.
La Brevità di Star Fox come Filosofia: Due Ore e il Coraggio di Non Giustificarsi
Dobbiamo tornare alla questione della durata — non per uccidere l’entusiasmo generato da tutto il resto, ma perché è la crepa più onesta che questa recensione può documentare.
La campagna di Star Fox 2026 dura circa due ore in un singolo playthrough. Il totale dei percorsi alternativi, giocando ogni branch disponibile, porta il contenuto a cinque-sei ore di materiale unico prima che la ripetizione inizi. Con la Challenge Mode — che aggiunge obiettivi specifici per sbloccare contenuti del Viewer e vantaggi nella Battle Mode — si possono facilmente aggiungere altre due-tre ore. La Battle Mode ha il potenziale per ore indefinite, se la community rimane attiva e Nintendo aggiunge contenuti.
Ma a €69,99 digitale in un mercato dove questo prezzo compra Elden Ring o Diablo IV: Lord of Hatred o Gothic 1 Remake — titoli con trenta, quaranta, sessanta ore di contenuto principale — la brevità intrinseca di un rail shooter degli anni Novanta rimane un dato che nessuna scelta di design del 2026 può cancellare. Il gioco si difende citando la coerenza con l’originale. La risposta è tecnicamente corretta. L’obiezione economica rimane.
“Star Fox 2026 non si scusa per durare due ore. Ha ragione a non farlo — Star Fox 64 durava due ore, e Star Fox 64 era tra i migliori giochi del 1997. Il problema non è la durata in sé. Il problema è che nel 2026 il costo di due ore di contenuto principale non è rimasto quello del 1997, e Velan Studios non ha aggiunto abbastanza contenuto nuovo da riempire la distanza tra il prezzo di ieri e il prezzo di oggi.”
Il Nodo dei Sequel di Star Fox: La Domanda che il Gioco Apre ma alla quale Non Risponde
La chiusura di questa recensione non può evitare la domanda che Star Fox 2026 solleva semplicemente esistendo in questa forma.
Se questo remake — visivamente straordinario, narrativamente migliorato, tecnicamente impeccabile, strutturalmente fedele all’originale fino alla fedeltà totale — è il punto di partenza da cui Nintendo vuole costruire qualcosa di nuovo, allora è una fondazione eccellente. La trama è conclusa, i personaggi hanno più profondità di quanta ne abbiano mai avuta, l’universo del Viewer aspetta di essere esplorato in una storia che non ha ancora i binari del 1997 a guidarla. Se Nintendo e Velan Studios usano questo come trampolino verso un Star Fox originale — con una storia nuova, con meccaniche che evolvono il rail shooting invece di replicarlo, con Fox McCloud che finalmente va avanti invece di salvare sempre il Sistema Lylat — questo remake avrà fatto la cosa giusta per le ragioni giuste.
Se invece tra cinque anni leggiamo di un nuovo remake di Star Fox Adventures o di Star Fox Assault, allora il problema che questa recensione documenta non è di Velan Studios. È di Nintendo, che continua a non trovare il coraggio di far crescere uno dei suoi personaggi più amati.
La Telemetria Finale: I Voti della Loggia
Direzione Artistica & Comparto Tecnico — 9.5 [Masterpiece – Lo Standard Aureo]
Il titolo Switch 2 visivamente più impressionante fino ad oggi. Il rendering real-time dei personaggi, la densità visiva dei pianeti, i micro-dettagli espressivi che trasformano i personaggi da icone a persone, l’omaggio alla draw distance N64 come scelta narrativa: sono tutti indicatori di uno studio che ha capito profondamente il materiale originale e ha avuto gli strumenti per portarlo alla sua forma definitiva. La colonna sonora orchestrale di Koji Kondo è il suono di un classico che finalmente riceve la produzione che meritava.
Gameplay & Game Design — 8.0 [Solido – Il Buon Mestiere]
Il rail shooting di Star Fox 64 era perfetto nel 1997 e rimane perfetto nel 2026. I branching paths ora hanno coerenza narrativa, la Mouse Mode tramite Joy-Con 2 è la miglior implementazione di targeting alternativo che il franchise abbia mai avuto, la Challenge Mode aggiunge obiettivi che allungano la vita del contenuto. Il difetto è che nulla di sostanziale è cambiato nel core loop — una scelta difendibile, ma che lascia aperta la domanda su quanto questa fedeltà assoluta fosse la scelta più saggia.
Narrativa & Viewer — 7.8 [Solido – Il Buon Mestiere]
I briefing di missione inediti, il doppiaggio completo, le micro-espressioni dei personaggi e il sistema del Viewer trasformano uno sfondo narrativo in qualcosa che si avvicina a un ensemble credibile. Non è il salto narrativo che un titolo originale avrebbe potuto fare — la struttura è quella di Lylat Wars, il destino di Fox è già scritto. Ma è enormemente di più di quello che esisteva prima.
Contenuto & Rapporto Qualità/Prezzo — 6.5 [Mediocrità – Il Compitino]
Due ore di campagna principale a €49,99 digitale. La rigiocabilità dei branching paths, la Challenge Mode, la Battle Mode e il GameShare mitigano il problema senza risolverlo. A questo prezzo, il pacchetto sente il peso della sua brevità originale in modo che la qualità visiva e il polish narrativo non riescono completamente a compensare. Tre mappe nella Battle Mode sono poche per una modalità che vuole costruire una community online.
Il Verdetto
+Pro
- Battle Mode Sorprendentemente Divertente: Mario Kart nello spazio, con obiettivi, power-up e GameShare. Più coinvolgente del previsto.
- Branching Paths con Coerenza Narrativa: Finalmente la scelta del percorso “sbagliato” ha un senso narrativo invece di essere solo la punizione per una performance insufficiente.
- Briefing di Missione e Doppiaggio Completo: Fox, Slippy, Peppy, Falco sono persone adesso — non solo icone che sparano battute tra un livello e l’altro.
- Colonna Sonora Orchestrale di Koji Kondo: La grandiosità epica dell’originale amplificata dalla produzione moderna. Il tema di Corneria non è mai stato così bello.
- GameShare: Tre Switch originali possono giocare online con una sola copia. Un gesto raro e apprezzabile.
- Il Titolo Switch 2 Visivamente Più Impressionante: Rendering real-time, micro-espressioni, densità dei pianeti, omaggio alla draw distance N64 come scelta narrativa. Un capolavoro di fedeltà estetica evolutiva.
- Il Viewer: Un’enciclopedia del Sistema Lylat che si popola giocando. Il tipo di contenuto lore che la community aspettava da vent’anni.
- Mouse Mode è una Rivelazione: L’implementazione del Joy-Con 2 come mouse trasforma il targeting in qualcosa di qualitativamente superiore. Da provare obbligatoriamente.
–Contro
- Design dei Personaggi Divisivi: Lo stile iperrealistico applicato agli animali antropomorfi richiede un periodo di adattamento che non tutti troveranno breve.
- Due Ore di Campagna a €49,99: Il nodo economico che nessuna qualità visiva risolve completamente. Star Fox 64 era breve nel 1997 — nel 2026 quella brevità costa di più.
- Nessun Contenuto Post-Lylat Wars: La storia finisce dove finiva nel 1997. Fox McCloud resta in stasi narrativa. La promessa di un sequel originale è implicita ma non confermata.
- Nessuna Evoluzione del Core Loop: Il rail shooting è identico all’originale. Scelta difendibile, non rivoluzionaria.
- Nessuno Splitscreen Locale: Il multiplayer locale dell’originale N64 non è disponibile. GameShare compensa parzialmente ma non sostituisce l’esperienza del divano condiviso.
- Solo Tre Mappe nella Battle Mode: Una modalità con questo potenziale merita più di tre mappe al lancio.
Valutazioni Dettagliate
Piattaforme Disponibili
Nintendo Switch 2
La Considerazione di Filo
Ho riletto il Sistema Lylat per l’ennesima volta. Ho sorvolato Corneria in fiamme, attraversato le acque inquinate di Zoness, mi sono fatto saltare in aria dalla fortezza di Andross tre volte di fila prima di ricordare il pattern corretto. E durante tutto questo ho avuto quella sensazione particolare che si prova solo quando qualcosa che ami profondamente viene trattato con cura da qualcuno che lo ama quanto te — la sensazione che chi ha costruito questo gioco avesse una lista di momenti dell’originale che voleva assolutamente preservare e una lista di cose che voleva assolutamente migliorare, e abbia lavorato su entrambe le liste con la stessa dedizione.
Velan Studios — ex-Vicarious Visions, il team che aveva già dimostrato di saper trattare i classici con rispetto con il remake di Crash Bandicoot — ha costruito il miglior Star Fox che potesse essere costruito restando fedeli a Star Fox 64. Ogni pixel di questa affermazione è vera. Ed è anche il limite di tutto il progetto: il miglior Star Fox 64 del 2026 è ancora, fondamentalmente, Star Fox 64. Con tutte le sue virtù, con tutti i suoi limiti strutturali, con la sua brevità che nel 1997 era bilanciata da un prezzo di cartuccia e da un mercato diverso, e che nel 2026 si scontra con aspettative economiche che non sono cambiate solo nella fantasia di chi scrive questa recensione.
Se siete nuovi al franchise — se avete scoperto Fox McCloud nel Super Mario Galaxy Movie e volete capire perché questo personaggio ha una fanbase così devota — questo è il posto migliore per iniziare, senza riserve. L’Arwing vi aspetta con le sue due ore di perfezione rail shooting e un universo del Viewer che vi terrà occupati per il doppio.
Se siete veterani del franchise — se avete passato notti su un Nintendo 64 cercando ogni percorso alternativo, ogni medaglia, ogni segreto — questo è lo stesso gioco che ricordate, più bello di quanto poteste immaginare, con abbastanza aggiunte narrative da giustificare il ritorno. E con la speranza, questa volta più fondata delle precedenti, che quello che viene dopo sia finalmente qualcosa di nuovo.
Fox McCloud ha salvato il Sistema Lylat per l’ultima volta. Almeno per ora.
La Tavola Rotonda Chiama a Rapporto
E qui, membri della Loggia, il timone passa a voi. Avete già ripreso l’Arwing? E la domanda che brucia davvero — quella che non ha risposta semplice: un remake fedele che non aggiunge contenuto originale è la scelta giusta quando si tratta di un classico del calibro di Star Fox 64, o Nintendo doveva avere il coraggio di costruire qualcosa di nuovo invece di lucidarsi un trofeo che aveva già in bacheca?
E qual è il vostro pianeta preferito del Sistema Lylat — quello che ricordate ancora dopo tutti questi anni, quello che suonava in testa per giorni dopo averlo finito? La Loggia vuole sentirvi. L’Archivio è aperto.
— Filo
