Dorohedoro Stagione 3: MAPPA rompe il silenzio!
Se c’è una cosa che ho imparato frequentando i bassifondi del mondo nerd, è che la speranza è l’ultima a morire, ma la pazienza finisce molto prima. Eppure, ogni tanto, il dio del caos decide di fare un regalo a noi poveri peccatori. Versatevi una birra scura e preparate i gyoza, perché lo studio MAPPA ha finalmente deciso di rompere un silenzio che durava da anni: la Stagione 3 di Dorohedoro non è più un miraggio nel deserto.
Dopo anni di speculazioni fuffa, rumor da quattro soldi e il timore concreto che la serie fosse stata seppellita sotto la montagna di altri progetti mastodontici dello studio, la conferma ufficiale è arrivata direttamente dai canali di produzione nipponici e rimbalzata sulla stampa internazionale. Il viaggio folle, violento e grottesco di Caiman e Nikaido sta per continuare.
Il ritorno a Hole: dove eravamo rimasti?
Facciamo un piccolo riassunto per chi si fosse perso nei fumi della magia nera. La prima stagione, sbarcata su Netflix nell’ormai lontano 2020, aveva adattato solo la prima parte dello straordinario e bizzarro manga di Q Hayashida. Un mix allucinante di teste di lucertola, stregoni psicopatici con maschere di pelle, sangue a fiumi e una colonna sonora industrial da infarto.
Poi, il nulla cosmico. MAPPA è letteralmente esplosa a livello globale, fagocitando franchise del calibro di Jujutsu Kaisen, Chainsaw Man e la stagione finale di L’Attacco dei Giganti. Per quattro anni, noi orfani dei gyoza di Nikaido abbiamo guardato il catalogo sperando in un miracolo, mentre lo studio sembrava aver dimenticato quel gioiellino in CGI (fatta bene, per una volta) che aveva stregato mezza fetta di pubblico underground.
Perché MAPPA ci ha fatto sudare freddo
Guardiamo in faccia la realtà senza i filtri del marketing corporativo. MAPPA è uno studio straordinario, ma è anche famoso nell’ambiente per ritmi di lavoro che definire “da gulag” è un eufemismo e per una gestione dei progetti che definirei quasi bulimica. Con la carenza di manodopera che sta strangolando l’animazione giapponese, far ripartire la catena di montaggio di Dorohedoro non era una passeggiata di salute.
I report della stampa estera confermano che la produzione della terza stagione ha richiesto una riorganizzazione interna non indifferente per mantenere lo standard visivo folle e sporco dell’opera originale, garantendo al contempo che il team non implodesse prima del tempo. La grande sfida sarà vedere se riusciranno a mantenere quel mix perfetto di animazione tradizionale e 3D che ha reso unico il primo capitolo, o se il sovraccarico di lavoro dello studio mostrerà il fianco a qualche “compitino svogliato”. Ma conoscendo il materiale di partenza, c’è da essere ottimisti.
La Considerazione del Bardo
Raga, ve lo dico col cuore in mano: sono gasato a palla, ma resto un cinico bastardo. Se da un lato sto già festeggiando per il ritorno di Shin e Noi (la coppia migliore della storia degli anime, non accetto repliche), dall’altro spero che MAPPA non usi la tecnica del “taglio e cuci” per condensare troppi capitoli del manga in pochi episodi. Dorohedoro è un’opera che vive di dettagli, di atmosfere sporche, di momenti di puro scazzo quotidiano alternati a macelleria pura. Se togli la sostanza per correre verso il finale, rovini il giocattolo. Incrociamo le dita e fidiamoci del brand, perché Hole ci è mancata da morire.
Voi che ne pensate di questo annuncio? MAPPA riuscirà a replicare il miracolo visivo della prima stagione o dobbiamo temere il collasso da burnout dello studio? Scatenate l’inferno nei commenti qui sotto!
