La Taverna

Naruto nei video di Trump: scoppia la protesta in Giappone!

Matt "Il Bardo del Chaos"
Giugno 10, 2026
4 min lettura

Raga benvenuti in Taverna! Che tempolinea ragazzi, quello che sembrava l’ennesimo meme da shitposting confinato nei meandri di TikTok o X è appena diventato un caso diplomatico e culturale di proporzioni enormi. In Giappone è stata ufficialmente lanciata una petizione online di massa per protestare contro l’uso di Naruto all’interno dei video promozionali e di propaganda di Donald Trump per la sua campagna elettorale.

La stampa internazionale, da Anime News Network fino alle principali testate di informazione politica estere, sta seguendo con enorme attenzione la vicenda. I fan nipponici e i difensori del copyright non hanno alcuna intenzione di far passare in cavalleria quello che ritengono un vero e proprio affronto all’opera di Masashi Kishimoto.

Dai meme alla propaganda politica: il casus belli

Negli ultimi tempi, i canali social legati alla macchina comunicativa di Donald Trump hanno iniziato a utilizzare spezzoni video, iconiche colonne sonore (tra cui l’immancabile e galvanizzante The Rising Fighting Spirit) ed estetiche palesemente ereditate dall’anime di Naruto e Naruto Shippuden. L’obiettivo era chiaro: associare la figura del candidato repubblicano a quella dell’inarrendevole ninja di Konoha, un “outsider” bistrattato da tutti che lotta contro il sistema per diventare Hokage.

Se in Occidente la cosa è stata inizialmente archiviata con una risata e qualche edit virale, in Giappone la reazione è stata diametralmente opposta. La community otaku nipponica, storicamente gelosissima delle proprie icone culturali, ha vissuto questo accostamento come una distorsione intollerabile dei messaggi di pace, fratellanza e superamento dei conflitti che sono alla base del manga di Kishimoto. La petizione, che sta macinando decine di migliaia di firme in pochissime ore, chiede formalmente a Shueisha, allo studio Pierrot e a TV Tokyo di intervenire legalmente tramite copyright strike per vie legali internazionali, bloccando l’utilizzo non autorizzato del brand per scopi di propaganda politica.

Lo scontro culturale sul Fair Use e l’ombra di Shueisha

Guardiamo la situazione dal punto di vista prettamente industriale e legale. Qui si scontrano due filosofie giuridiche totalmente distanti. Negli Stati Uniti, la difesa della campagna di Trump potrebbe tranquillamente appellarsi al concetto di Fair Use (uso legittimo), sostenendo che si tratti di contenuti parodistici, trasformativi o legati alla cultura pop dei meme di internet.

Il Giappone, tuttavia, possiede una delle legislazioni sul diritto d’autore più severe, rigide e asettiche del pianeta Tierra. Colossi come Shueisha non hanno mai tollerato che le proprie proprietà intellettuali venissero accostate a fazioni politiche, ideologie o campagne elettorali, sia interne che estere, per evitare di alienarsi fette di pubblico e per preservare la purezza commerciale del brand. La stampa estera sottolinea come l’ufficio legale dell’editore sia già sotto pressione: muoversi contro un candidato alla presidenza degli Stati Uniti è un campo minato geopolitico pazzesco, ma ignorare la rivolta della community interna rischia di creare un precedente pericolosissimo per la gestione dei diritti d’autore nel mercato globale.

Il Punto di Matt

Raga, ve lo dico senza peli sulla lingua: quando ho letto i primi report ho dovuto controllare la data sul calendario per assicurarmi che non fosse il primo d’aprile. Vedere il cammino del ninja di Naruto Uzumaki strumentalizzato e Shakerato dentro i video della campagna elettorale americana fa un effetto a dir poco surreale. Ma capisco perfettamente la rabbia dei fan giapponesi. Naruto è un patrimonio culturale nazionale che parla di empatia, di spezzare il ciclo dell’odio e di capire il prossimo; vederlo ridotto a un jingle di sottofondo per accaparrarsi i voti della Generazione Z nei reel di Instagram è deprimente. Shueisha si trova in una posizione scomodissima, ma scommetto il mio boccale migliore che i loro avvocati stiano già preparando i faldoni. La cultura pop deve unire, e quando la politica tenta di salirci sopra con gli scarponi sporchi, l’effetto è sempre incredibilmente indigesto.

Voi cosa ne pensate di questa vicenda? Trovate che i fan giapponesi stiano esagerando con questa petizione o credete che sia giusto proteggere Naruto dalle strumentalizzazioni politiche? Fatemelo sapere qui sotto nei commenti, scatenate l’inferno

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