I Dispacci

Beyond Good & Evil 2: Ubisoft non lo ha mollato

Reek "L’Inquisitore degli Archivi"
Settembre 26, 2026
13 min lettura

Un altro piccolo segnale di vita

Ci sono videogiochi che tornano a far parlare di sé con un trailer, una data d’uscita o almeno qualche immagine nuova. Poi c’è Beyond Good & Evil 2, che nel 2026 riesce ancora a trasformare l’arrivo di uno sceneggiatore in una notizia. Sembra quasi una battuta, ma è la conseguenza naturale di un progetto che Ubisoft ha annunciato nel lontano 2008 e che, dopo quasi vent’anni, continua a esistere soprattutto attraverso sporadiche conferme sul suo sviluppo. Questa volta, però, il segnale è leggermente diverso: Rik Godwin, Lead Writer e Associate Narrative Director di Ubisoft Bordeaux, ha raccontato di aver lavorato negli ultimi mesi proprio a Beyond Good & Evil 2 con un ruolo di supporto e consulenza. Prima di questa esperienza Godwin ha lavorato anche su Assassin’s Creed Shadows, e il fatto che Ubisoft gli abbia dato il permesso di parlarne pubblicamente ci permette almeno di stabilire una cosa con un grado di certezza decisamente superiore rispetto alle numerose indiscrezioni degli ultimi anni: il progetto continua a essere sviluppato.

Chi è Rik Godwin e perché conta

Godwin non è un nome comparso casualmente all’interno della produzione. All’interno di Ubisoft Bordeaux ricopre il ruolo di Lead Writer e Associate Narrative Director e ha partecipato a diversi progetti della compagnia, tra cui Assassin’s Creed Shadows. Il suo coinvolgimento in Beyond Good & Evil 2 non viene descritto come un trasferimento definitivo all’interno del team, ma come un’attività di supporto e consulenza svolta negli ultimi mesi. È una distinzione importante perché non abbiamo davanti l’annuncio di un nuovo responsabile narrativo o di un cambio ufficiale della leadership del progetto; abbiamo invece un professionista proveniente da un altro importante gruppo Ubisoft che sta mettendo la propria esperienza a disposizione dello sviluppo.

La cosa curiosa è proprio il modo in cui la notizia è arrivata. Godwin ha definito il suo stesso intervento una sorta di “non-annuncio”: ha verificato con Ubisoft di poter parlare pubblicamente del proprio coinvolgimento e ha poi condiviso la notizia senza aggiungere informazioni sul gioco. Non ci sono immagini, non c’è una nuova sequenza di gameplay, non c’è una finestra di lancio e non c’è nemmeno una descrizione di ciò che il suo lavoro avrebbe modificato. È poco, certamente, ma dopo anni nei quali Beyond Good & Evil 2 è sembrato quasi scomparire dai radar, anche questo poco assume un peso diverso.

Diciotto anni dopo, il gioco è ancora qui

Per comprendere quanto sia anomala questa situazione bisogna ricordare la storia del progetto. Beyond Good & Evil 2 venne annunciato per la prima volta nel 2008, ma quella versione iniziale del gioco non è quella che il pubblico avrebbe poi visto quasi dieci anni più tardi. Ubisoft riportò infatti il progetto sotto i riflettori all’E3 2017, mostrando una visione completamente diversa e molto più ambiziosa: un enorme universo fantascientifico, pianeti da esplorare, navi spaziali, città gigantesche, personaggi antropomorfi e una struttura che sembrava voler trasformare l’avventura originale in qualcosa di molto più grande.

Nel 2018 arrivò poi una dimostrazione di gameplay che contribuì ad alimentare ulteriormente le aspettative. Il progetto veniva presentato come un prequel del primo Beyond Good & Evil e Ubisoft parlava di un universo nel quale il giocatore avrebbe potuto viaggiare tra pianeti e sistemi differenti, affrontare combattimenti, esplorare ambientazioni su scale molto diverse e vivere l’avventura anche in cooperativa. L’idea era enorme, forse persino troppo grande per un progetto che da quel momento avrebbe iniziato un’altra lunghissima fase di silenzio.

Ed è proprio qui che nasce il problema principale: non sappiamo quanto del gioco che abbiamo visto nel 2017 e nel 2018 esista ancora oggi.

Il Beyond Good & Evil 2 che conoscevamo potrebbe non esistere più

È una domanda che considero inevitabile. Quando un progetto trascorre così tanti anni in sviluppo, attraversa cambiamenti nella direzione creativa e sopravvive a ristrutturazioni aziendali, non possiamo automaticamente considerare attuale il materiale mostrato quasi un decennio fa.

Ubisoft ha continuato a mantenere il gioco sul proprio sito ufficiale, dove viene ancora descritto come un’avventura open world ambientata nel System 3 e sviluppata principalmente da Ubisoft Montpellier. La visione generale rimane quella di un gigantesco universo fantascientifico nel quale umani e ibridi vivono in una società dominata da interessi corporativi e conflitti per le risorse. Il progetto viene inoltre ancora associato allo Space Monkey Program, l’iniziativa con cui Ubisoft aveva cercato di coinvolgere la propria comunità durante lo sviluppo.

Ma una descrizione ufficiale non ci dice quanto sia rimasto della versione mostrata anni fa. Anzi, considerata la storia del progetto, sarebbe quasi ingenuo aspettarsi che sia rimasta immutata.

Nel frattempo sono cambiate le tecnologie, le strategie di Ubisoft, le dimensioni dei team e persino le persone che hanno avuto responsabilità creative sul gioco. Il risultato potrebbe essere ancora riconoscibile come Beyond Good & Evil 2, ma potrebbe anche essere molto diverso da quello che ricordiamo.

Ubisoft ha già dovuto rassicurare i giocatori

Questa nuova conferma arriva dopo un altro anno nel quale Ubisoft ha dovuto rassicurare più volte il pubblico sul destino del progetto. A gennaio 2026, durante una fase particolarmente pesante della ristrutturazione dell’azienda, Fawzi Mesmar aveva dichiarato che il suo team e Beyond Good & Evil 2 non erano stati colpiti dai cambiamenti e che il gioco rimaneva in sviluppo.

La posizione ufficiale di Ubisoft è rimasta sostanzialmente coerente: il progetto viene considerato una priorità all’interno della strategia dedicata agli open world narrativi e non è stato incluso tra le cancellazioni annunciate dall’azienda. Questo dettaglio è importante perché Ubisoft ha effettivamente cancellato diversi giochi nel corso della propria ristrutturazione, compresi progetti che erano già noti al pubblico. Beyond Good & Evil 2 è sopravvissuto a quella fase.

Il problema è che sopravvivere non significa necessariamente essere vicino alla conclusione. È questo il punto che, dopo tutti questi anni, continuo a considerare fondamentale.

La parola “sviluppo” ormai significa poco

Dire che un gioco è “ancora in sviluppo” può significare moltissime cose. Può indicare un progetto ormai vicino alla conclusione, con centinaia di persone impegnate nella rifinitura finale, oppure un titolo che continua a ricevere risorse minime mentre il team cerca di capire quale forma definitiva debba assumere.

Nel caso di Beyond Good & Evil 2, Ubisoft non ci ha fornito abbastanza informazioni per stabilire in quale delle due situazioni ci troviamo. Il coinvolgimento di Godwin dimostra che il progetto non è fermo in senso assoluto, ma non permette di determinare lo stato di avanzamento. Non sappiamo quanti sviluppatori ci stiano lavorando, non conosciamo le dimensioni attuali del team e soprattutto non sappiamo quale sia oggi la portata del gioco.

Questo è il motivo per cui eviterei di definire l’arrivo di Godwin una “grande svolta”. È una prova di vita, non una svolta produttiva dimostrata.

Eppure qualcosa si sta muovendo

Detto questo, sarebbe altrettanto sbagliato minimizzare completamente la notizia. Se un autore di Ubisoft Bordeaux sta lavorando da mesi come consulente su Beyond Good & Evil 2, significa che il progetto sta ancora assorbendo risorse e competenze all’interno dell’azienda. Non stiamo parlando soltanto di un gioco che sopravvive su una pagina del sito ufficiale: qualcuno sta effettivamente lavorando alla sua componente narrativa.

E questo è particolarmente interessante perché la narrativa è sempre stata uno degli elementi distintivi del primo Beyond Good & Evil. Il gioco originale aveva costruito gran parte della propria identità attraverso Jade, Pey’j, Double H, l’indagine giornalistica e la rappresentazione di un mondo nel quale l’avventura era strettamente collegata alla scoperta della verità. Portare avanti quella componente in un progetto molto più grande e ambizioso rappresenta una sfida enorme.

Un consulente narrativo proveniente da Assassin’s Creed Shadows potrebbe quindi essere coinvolto proprio per rafforzare o rivedere una parte dell’esperienza, anche se non abbiamo alcuna informazione ufficiale che permetta di stabilire quale sia esattamente il suo compito. È importante non riempire questo vuoto con supposizioni.

Il fantasma di Assassin’s Creed Shadows

Il collegamento con Assassin’s Creed Shadows è comunque interessante per un altro motivo. Ubisoft Bordeaux ha dimostrato negli ultimi anni di poter assumere responsabilità sempre più importanti all’interno delle produzioni Ubisoft. Il team ha lavorato a Assassin’s Creed Mirage e successivamente a Shadows, compreso il supporto alla relativa espansione.

L’arrivo di una figura narrativa da Bordeaux su Beyond Good & Evil 2 suggerisce quindi una collaborazione tra gruppi differenti dell’azienda. Non significa che Ubisoft stia spostando il progetto da Montpellier a Bordeaux e non c’è alcuna comunicazione in tal senso. Più semplicemente, mostra come l’azienda possa utilizzare competenze interne provenienti da studi differenti per sostenere un progetto che continua ad avere una storia produttiva estremamente lunga.

In un’organizzazione che negli ultimi anni ha cercato di razionalizzare le proprie strutture, condividere competenze tra team potrebbe diventare sempre più importante. Ma anche qui preferisco fermarmi al dato concreto: Godwin ha collaborato al progetto. Tutto ciò che viene dopo richiede conferme.

Il vero mistero è capire quale gioco vedremo

La questione che mi interessa più di tutte, a questo punto, non è nemmeno quando uscirà Beyond Good & Evil 2. È capire che cosa Ubisoft abbia intenzione di mostrare quando deciderà finalmente di riaprire il sipario.

Perché la versione presentata nel 2017 aveva una scala enorme. Ubisoft parlava di un prequel fantascientifico, di esplorazione spaziale, cooperativa, pianeti, città e una quantità impressionante di sistemi interconnessi. Era un progetto che sembrava costruito per essere uno dei titoli più ambiziosi dell’intera generazione.

Sono passati quasi dieci anni da quelle immagini. Nel frattempo l’industria ha cambiato direzione, Ubisoft ha attraversato una profonda ristrutturazione e diversi progetti della compagnia sono stati cancellati proprio perché troppo costosi o difficili da sostenere. Non sarebbe quindi sorprendente se il Beyond Good & Evil 2 attuale avesse ridotto la propria scala o modificato alcuni dei sistemi presentati allora.

Le indiscrezioni circolate nei mesi scorsi parlano persino di una revisione molto profonda del progetto e di una possibile nuova presentazione entro la fine del 2026. Alcune di queste voci hanno ipotizzato anche un cambiamento del titolo e una possibile versione per Nintendo Switch 2. Al momento, però, Ubisoft non ha confermato nessuno di questi elementi e non li considero sufficientemente solidi per trasformarli in informazioni sull’attuale gioco.

Dopo diciotto anni, una nuova presentazione sarebbe inevitabile

Se Ubisoft vuole davvero riportare Beyond Good & Evil 2 sul mercato, prima o poi dovrà affrontare un problema enorme: presentare un gioco che il pubblico ricorda in una forma che potrebbe non essere più quella attuale.

Non basterà probabilmente riproporre il vecchio materiale. Quelle immagini sono diventate parte della storia del progetto e, proprio per questo, hanno finito per creare aspettative quasi impossibili da gestire. Dopo quasi vent’anni di sviluppo, il pubblico non vuole semplicemente sapere che il gioco è ancora vivo. Vuole vedere cosa sia diventato.

Una nuova presentazione avrebbe quindi un compito delicatissimo: dimostrare che tutto questo tempo ha prodotto qualcosa di concreto. Se il progetto è stato profondamente rivisto, Ubisoft dovrà spiegare perché e mostrare con chiarezza quale sia la nuova direzione. Se invece l’ambizione originale è rimasta, dovrà dimostrare di aver trovato un modo sostenibile per realizzarla.

In entrambi i casi, la prossima vera apparizione di Beyond Good & Evil 2 sarà molto più importante di quella di oggi.

Il precedente di Sarah Arellano dice qualcosa

C’è anche un precedente che vale la pena ricordare. Nel 2022 Ubisoft aveva annunciato l’ingresso di Sarah Arellano come Lead Writer del progetto. Anche allora la notizia fu interpretata come una prova che il gioco fosse ancora attivamente sviluppato, dopo anni di silenzio. La stampa internazionale sottolineò però una possibilità altrettanto interessante: l’arrivo di una nuova figura narrativa poteva indicare che il progetto stesse attraversando una fase di revisione o di cambiamento.

Oggi, quattro anni più tardi, ci troviamo davanti a una situazione curiosamente simile. Un’altra figura narrativa viene coinvolta nel progetto e Ubisoft continua a confermarne l’esistenza senza mostrare il gioco.

Questo non dimostra che lo sviluppo sia ripartito da zero. Non dimostra nemmeno che il gioco sia in difficoltà. Dimostra però che la componente narrativa continua a essere oggetto di attenzione e che Ubisoft sta ancora utilizzando nuove competenze per portare avanti il progetto.

Dopo tutto questo tempo, anche la ripetizione di uno schema simile diventa un elemento da osservare.

Non chiamatelo ancora vaporware

Capisco perfettamente perché una parte della community abbia smesso di credere a Beyond Good & Evil 2. Diciotto anni sono un periodo talmente lungo da rendere quasi naturale la diffidenza. Il gioco è diventato un caso industriale prima ancora di poter essere valutato come prodotto finito.

Ma oggi non abbiamo nemmeno gli elementi per definirlo vaporware. Ubisoft continua ufficialmente a considerarlo in sviluppo, ha confermato più volte la sua priorità strategica, il direttore creativo è ancora coinvolto e ora abbiamo un ulteriore professionista che ha lavorato direttamente al progetto negli ultimi mesi.

Il problema è un altro: Ubisoft deve prima o poi trasformare queste conferme in qualcosa che possiamo vedere.

Finché continueremo a ricevere soltanto dichiarazioni, post sui social e rassicurazioni sul fatto che il progetto non sia stato cancellato, Beyond Good & Evil 2 resterà intrappolato nella stessa situazione che lo accompagna da anni. Vivo, sì. Ma invisibile.

Questa volta qualcosa è cambiato, ma non abbastanza

La notizia di Rik Godwin è quindi significativa proprio perché è piccola. Non abbiamo un trailer e non abbiamo una data. Non abbiamo nemmeno una descrizione delle novità introdotte negli ultimi mesi. Abbiamo però un professionista che ha lavorato sul gioco e che ha ricevuto il permesso di confermarlo pubblicamente.

È una differenza sottile, ma importante.

Per la prima volta dopo un altro lungo periodo di silenzio abbiamo una testimonianza diretta di qualcuno che è effettivamente entrato nel processo produttivo recente. Questo ci permette di dire che Beyond Good & Evil 2 non è semplicemente una proprietà intellettuale che Ubisoft tiene nel cassetto in attesa di decidere cosa farne.

Allo stesso tempo, non abbiamo ancora motivo per pensare che il gioco sia vicino alla pubblicazione. Il progetto è ancora senza data, senza finestra di lancio e senza una nuova presentazione ufficiale. E dopo diciotto anni, credo sia arrivato il momento di distinguere con attenzione una cosa dall’altra: essere vivo non significa essere pronto.

Verdetto dell’Inquisitore

Questa volta Ubisoft mi ha dato almeno un elemento concreto da mettere sul tavolo. Beyond Good & Evil 2 è ancora in lavorazione e non lo dico perché l’azienda ha semplicemente aggiornato una pagina web: lo conferma il coinvolgimento recente di Rik Godwin, una figura narrativa che negli ultimi anni ha lavorato anche su Assassin’s Creed Shadows. Il suo ruolo è di supporto e consulenza, quindi non abbiamo una rivoluzione creativa da raccontare, ma abbiamo la certezza che il progetto continua ad assorbire lavoro e competenze.

Detto questo, non sono disposto a trasformare questa notizia in qualcosa che non è. Dopo diciotto anni, un nuovo consulente narrativo non basta per parlare di rinascita, data d’uscita imminente o ritorno trionfale. Non sappiamo quale sia lo stato effettivo dello sviluppo, quanto sia cambiato il progetto rispetto a quello mostrato nel 2017 e nel 2018 e soprattutto quale forma abbia oggi il gioco. Le indiscrezioni su una nuova presentazione entro la fine dell’anno sono interessanti, ma finché Ubisoft non le conferma rimangono indiscrezioni.

Il dato che mi porto a casa è quindi molto semplice: Beyond Good & Evil 2 non è morto, ma deve ancora dimostrare di essere davvero tornato. Dopo tutto questo tempo non mi bastano più le rassicurazioni. Voglio vedere il gioco, capire quale direzione abbia preso e soprattutto scoprire se l’enorme ambizione mostrata quasi dieci anni fa sia ancora presente oppure se Ubisoft abbia costruito qualcosa di completamente diverso.

A questo punto la palla è nel campo di Ubisoft. Se il progetto è davvero entrato in una fase concreta, prima o poi dovrà smettere di parlare della propria esistenza e iniziare a mostrarla. E dopo diciotto anni, direi che siamo tutti abbastanza curiosi di vedere cosa c’è davvero dietro quella porta. Voi cosa vi aspettate dal prossimo ritorno di Beyond Good & Evil 2? Fatecelo sapere in Taverna.

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