I Dispacci

id Software non è morta: nuovo DOOM in pre-produzione

Reek "L’Inquisitore degli Archivi"
Luglio 11, 2026
6 min lettura

La riabilitazione narrativa nel momento sbagliato

Il 10 luglio, mentre id Software lanciava Revelations, l’espansione di DOOM: The Dark Ages, una tragedia narrativa stava diventando realtà negli uffici dello studio. Nello stesso giorno in cui l’azienda avrebbe dovuto celebrare una nuova aggiunta al suo franchise di punta, scoppiava la notizia che id Software era stata colpita dai licenziamenti Xbox in modo devastante. Le cifre variano a seconda della fonte, ma tutte dipingono lo stesso quadro desolato: 92-96 dipendenti su 185 (circa il 50% della forza lavoro) sono stati licenziati. Il team del motore id Tech è stato ridotto così drasticamente che alcuni report parlavano di un singolo dipendente rimasto. È stato l’incubo peggiore per una compagnia costruita intorno a una tecnologia proprietaria.

Allora è arrivata la risposta di id Software. Una dichiarazione ufficiale, misurata, tranquillizzante. Il team è ora “della stessa dimensione che aveva quando ha sviluppato DOOM (2016)”. Non vi preoccupate. Non siamo morti. Continueremo. È la dichiarazione corretta da fare in teoria. Ma è arrivata al momento sbagliato. Non puoi lanciare un’espansione celebrativa il martedì e poi il mercoledì dire “sì, abbiamo licenziato il 50% della forza lavoro, ma non vi preoccupate, andremo avanti.” Il messaggio è stato completamente offuscato dalla realtà.

L’archivio della contraddizione: cosa significano davvero quei numeri

Qui è dove la storia di id Software diventa archivisticamente interessante. Tom Warren di The Verge ha riportato che “mentre i licenziamenti di id sono stati profondi, cambiano che id non è stato trasformato in uno studio di supporto. Al contrario, sono adesso nelle prime fasi di sviluppo di un nuovo DOOM.” Jason Schreier ha aggiunto che “ZeniMax sarà impattato significativamente dalla riorganizzazione ma NON sarà ridotto solo a Fallout e The Elder Scrolls, nonostante i rumor delle ultime settimane. L’editore continuerà a lavorare su Wolfenstein, Doom e Quake.”

Il numero “stessa dimensione di DOOM (2016)” suona come una rassicurazione. Ma cosa significa in archivio? Nel 2016, id Software sviluppò uno dei migliori giochi degli ultimi dieci anni con un team di una certa dimensione. Oggi, quello stesso team ha dovuto affrontare il licenziamento del 50% della forza lavoro, lo smantellamento di famiglie professionali, la perdita di mentori e di expertise. Non è la stessa cosa avere lo stesso numero di persone se quelle persone sono state scelte con una mannaia piuttosto che con una lama di precisione. È come dire “la vostra orchestra ha lo stesso numero di musicisti di dieci anni fa” dopo aver licenziato metà dei violinisti, metà dei flautisti, e i direttori di ogni sezione tranne uno.

Il tempismo narrativo: il giorno in cui la celebrazione è stata uccisa dall’azienda

DOOM: The Dark Ages è stato lanciato il 15 maggio 2025. Revelations, l’espansione, è stata lanciata il 7 luglio 2026. Era il momento in cui id Software avrebbe dovuto espanere il dialogo sulla franchise, celebrare cosa ha imparato, parlare di cosa stava costruendo dopo. L’espansione si concentra sulla formula di base di Doom, ondate di demoni, azione rapida, niente distrazione, ed è stata acclamata da critici che dicevano rappresenta “ciò che rende id Software speciale.”

Ma il 10 luglio, mentre Revelations era nelle mani dei giocatori, i media hanno iniziato a riportare che id Software era stata colpita dai licenziamenti. Il 50% della forza lavoro. Il tempismo non potrebbe essere stato più crudele dal punto di vista del narrativo. La celebrazione di quello che id Software sa fare meglio è stata completamente offuscata dall’annuncio che id Software forse non potrà più farlo.

L’archivio della filosofia: la “flat studio” nell’era del Microsoft reset

id Software ha fatto una dichiarazione sulla “flat studio philosophy”, il concetto che uno studio piccolo, senza gerarchie pesanti, con una comunicazione diretta, può produrre giochi migliori. È una filosofia ragionevole. id Software ha dimostrato di poterla mantenere durante lo sviluppo di DOOM (2016). Ma l’ha dimostrata quando il team era unito, motivato, e non traumatizzato da un licenziamento di massa che ha visto il 50% dei colleghi uscire dalla porta in una data scelta da qualcuno a Redmond che non sapeva nemmeno chi fossero.

Il nuovo DOOM è in “pre-produzione,” secondo Warren. Pre-produzione significa che ci sono persone che pensano a come farlo, che fare, cosa potrebbe significare. Non significa che il gioco è a metà strada, o anche che è a un quarto di strada. Significa che idee vengono scritte su un blocco note e qualcuno sta disegnando concetti. È il processo creativo al suo stato più fragile, dove una cattiva notizia, una perdita di personale chiave, o una perdita di morale può significare la differenza tra “questo gioco diventerà qualcosa di magnifico” e “questo gioco morirà lentamente in pre-produzione fino a quando non verrà cancellato tra tre anni.”

Le speranze non dette: cosa stava facendo id Software prima che tutto saltasse

Secondo i report, prima della ristrutturazione, id Software stava sperimentando più di un’idea: una versione multiplayer di Doom, una versione co-op, un gioco nello stile di John Wick, e persino un nuovo Perfect Dark. Erano idee esplorative, prove di concetto. La maggior parte di queste cose probabilmente non sarebbero diventate giochi veri, è il processo normale di uno studio che genera idee e ne sceglie alcune per sviluppo serio. Ma il fatto che fossero state generate significa che c’era una cultura di sperimentazione, di pensiero creativo, di “cosa se?” in id Software.

Tutta questa sperimentazione è probabilmente finita il giorno dei licenziamenti.


Verdetto dell’Inquisitore

id Software non è morta, ma id Software è stata trasformata. Il team che ora sviluppa il nuovo DOOM non è lo stesso team che ha sviluppato DOOM (2016), anche se ha lo stesso numero di persone. La sottrazione non è stata chirurgica, è stata con una mannaia. id Software sta cercando di controllare la narrazione dicendo “siamo ok, abbiamo ancora il nostro cuore,” ma il cuore di uno studio non è il numero di persone. È la coesione tra quelle persone, la memoria istituzionale, il senso di appartenenza a qualcosa che ha significato. Licenziare il 50% della forza lavoro non mantiene il cuore, semplicemente lo fa continuare a battere.

La speranza è che la “flat studio philosophy” di id Software, il modo di lavorare leggero, senza burocrazia, permetta al nuovo team di creare qualcosa di speciale nonostante il trauma. È possibile. Ma sarà una salita molto più difficile di quanto non fosse per DOOM (2016).

Il nuovo DOOM è in pre-produzione. È la notizia migliore che potevamo sperare? Oppure è un placeholder narrativo mentre il vero stato di salute di id Software rimane nascosto? Venite a dirci in Taverna cosa pensi del futuro dello studio.

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