I Dispacci

Lords of the Fallen II: beta rinviata a gennaio

Reek "L’Inquisitore degli Archivi"
Ottobre 12, 2026
11 min lettura

Una beta più lontana, ma il lancio resta nel 2027

Il calendario di Lords of the Fallen II perde un altro appuntamento, ma non quello che conta di più: la pubblicazione del gioco completo. CI Games ha confermato che la beta chiusa del suo nuovo action RPG soulslike si terrà a gennaio 2027, mentre l’uscita rimane prevista per il primo trimestre dello stesso anno. La comunicazione è arrivata da Marek Tyminski, CEO del publisher polacco, che ha ribadito come il team stia continuando a migliorare il progetto giorno dopo giorno.

La precisazione è fondamentale. Dopo lo slittamento dell’uscita annunciato a giugno, ogni modifica alla tabella di marcia rischia di alimentare nuovi dubbi sulla maturità del progetto. Questa volta, però, la società distingue esplicitamente il rinvio della fase di test da un ulteriore posticipo del gioco completo.

Non abbiamo ancora una data precisa per l’apertura della beta, né informazioni definitive sulle modalità di partecipazione. Sappiamo invece che il team vuole dedicare altro tempo al perfezionamento dell’esperienza prima di sottoporla ai giocatori selezionati.

La domanda, a questo punto, non è soltanto quanto dovremo aspettare per mettere le mani sul gioco. È capire se questo tempo supplementare si tradurrà in un prodotto più solido e se CI Games riuscirà a rispettare la finestra di lancio annunciata.

Perché la beta di Lords of the Fallen II è stata rinviata

La motivazione comunicata da Tyminski è legata al lavoro ancora in corso sul gioco. Il CEO ha spiegato che il team sta apportando miglioramenti quotidiani e che l’obiettivo è offrire ai partecipanti la migliore prima esperienza possibile.

È una dichiarazione che va letta per quello che è: un’indicazione sulla volontà di continuare a rifinire il progetto, non una descrizione tecnica dei problemi che hanno reso necessario lo slittamento. Al momento non sono stati resi pubblici dettagli sufficienti per attribuire il rinvio a una specifica difficoltà del sistema di combattimento, a problemi prestazionali o a una particolare area del gioco.

La distinzione è importante. Nel settore videoludico, un rinvio viene spesso interpretato come il segnale di uno sviluppo in difficoltà. A volte può esserlo, ma non è possibile stabilirlo automaticamente sulla base di una modifica al calendario.

Una beta chiusa, inoltre, non è necessariamente una semplice dimostrazione commerciale. Può servire a raccogliere osservazioni sull’esperienza, verificare il comportamento dei sistemi di gioco e individuare problemi che emergono soltanto quando il prodotto viene utilizzato da persone esterne al gruppo di sviluppo. La sua utilità dipende, naturalmente, dalla struttura del test e dagli obiettivi che il team intende raggiungere.

Rinviare una fase di prova può quindi avere senso se consente di presentare una versione sufficientemente rappresentativa del prodotto e di raccogliere riscontri utili. D’altra parte, spostare un test troppo vicino al lancio può ridurre il tempo disponibile per intervenire sulle criticità emerse.

Per ora non sappiamo quale sia l’equilibrio scelto da Hexworks. Quello che possiamo chiedere è che la beta di gennaio rappresenti un’occasione concreta per valutare lo stato del gioco, non soltanto una vetrina costruita per alimentare l’attesa.

Dal rinvio del gioco alla beta di gennaio: la cronologia

Per comprendere la situazione attuale bisogna tornare a giugno 2026, quando CI Games aveva annunciato che Lords of the Fallen II non sarebbe più arrivato nell’autunno dello stesso anno.

La nuova finestra di lancio era stata fissata al primo trimestre del 2027, con l’obiettivo dichiarato di perfezionare e rafforzare l’esperienza complessiva. Il publisher aveva indicato la necessità di ulteriori interventi, iterazioni e rifiniture, spiegando anche che il nuovo periodo avrebbe consentito al gioco di evitare una stagione particolarmente affollata di uscite.

Ora arriva il rinvio della beta a gennaio. Le due comunicazioni non devono essere confuse: la prima riguardava l’uscita commerciale, mentre la seconda interessa il calendario dei test.

La situazione può essere riassunta così:

  • Autunno 2026: la finestra di lancio inizialmente prevista viene abbandonata.
  • Giugno 2026: CI Games sposta l’uscita al primo trimestre del 2027 per lavorare ulteriormente sul gioco.
  • Ottobre 2026: il CEO annuncia che la beta chiusa si svolgerà a gennaio 2027.
  • Primo trimestre 2027: resta la finestra prevista per il lancio del gioco completo.

La precisazione di Tyminski è un elemento rassicurante, ma non equivale a una garanzia assoluta sul rispetto delle tempistiche. Il calendario rimane quello annunciato, e sarà l’evoluzione dello sviluppo a dirci se potrà essere mantenuto.

Cosa sappiamo della beta chiusa

La prima informazione da chiarire è che una closed beta non coincide necessariamente con una demo pubblica. Si tratta di una fase di prova ad accesso limitato, destinata a un gruppo di partecipanti scelto secondo modalità che, in questo caso, devono ancora essere chiarite.

Non sono stati comunicati tutti i dettagli necessari per sapere come candidarsi, quanti giocatori saranno coinvolti, quanto durerà il test o quali contenuti saranno accessibili. Non è quindi possibile promettere un’iscrizione aperta a tutti, né dare per scontato che ogni piattaforma prevista per il gioco completo venga inclusa nella prova.

Questo non significa che il test avrà necessariamente dimensioni ridotte o che sarà limitato a una particolare modalità. Significa semplicemente che, finché gli organizzatori non forniranno informazioni precise, ogni ricostruzione più dettagliata sarebbe prematura.

La questione più interessante riguarda invece ciò che la beta potrà permetterci di valutare. Un soulslike vive di equilibri delicati: la velocità delle animazioni, la leggibilità degli attacchi nemici, il consumo delle risorse, la risposta dei comandi e la distribuzione delle ricompense possono determinare la differenza tra una sfida impegnativa e una frustrante.

Un test esterno può contribuire a evidenziare problemi che gli sviluppatori, abituati a conoscere ogni sistema, rischiano di non percepire con la stessa immediatezza. Ma la sua efficacia dipende anche dalla capacità del team di ascoltare i riscontri senza snaturare le proprie intenzioni creative.

Non ogni difficoltà segnalata deve essere eliminata, così come non ogni critica dimostra che una meccanica sia sbagliata. Il lavoro consiste nel distinguere i problemi effettivi dalle scelte di design che richiedono semplicemente tempo per essere comprese.

Il precedente del 2023 pesa ancora sulle aspettative

Il nuovo capitolo è sviluppato da Hexworks e pubblicato da CI Games. È il seguito diretto del Lords of the Fallen del 2023, a sua volta una ripartenza della serie inaugurata nel 2014.

Il capitolo del 2023 ha riportato il franchise al centro del panorama soulslike, proponendo un mondo dark fantasy costruito intorno all’esplorazione, al combattimento impegnativo e alla possibilità di passare fra due dimensioni: il mondo dei vivi e quello dei morti, Umbral. L’idea di alternare questi ambienti ha rappresentato uno degli elementi più riconoscibili dell’esperienza.

Il gioco ha però dovuto affrontare anche critiche relative alla sua condizione tecnica al lancio. È un precedente che rende comprensibile l’attenzione riservata oggi alla fase di rifinitura del sequel.

Un nuovo capitolo non deve necessariamente ripetere i problemi del predecessore, ma non può nemmeno pretendere che i giocatori li dimentichino. La fiducia si ricostruisce attraverso risultati concreti: prestazioni adeguate, sistemi coerenti, aggiornamenti efficaci e una versione finale che mantenga le promesse.

Da questo punto di vista, dedicare più tempo allo sviluppo può essere una scelta sensata. La fretta di rispettare una data non dovrebbe avere la precedenza sulla qualità del prodotto.

Tuttavia, non basta dichiarare che si sta lavorando per migliorare il gioco. Saranno le prossime dimostrazioni, le informazioni tecniche e, infine, la versione disponibile al pubblico a stabilire quanto il lavoro aggiuntivo abbia prodotto risultati tangibili.

Un lancio nel primo trimestre 2027: quanto è importante il calendario?

La finestra di uscita resta fissata ai primi tre mesi del 2027. Si tratta di un periodo sufficientemente ampio da lasciare margine alla produzione, ma ancora troppo generico per pianificare con precisione il lancio.

Quando un publisher comunica un trimestre anziché una data, conserva una certa flessibilità nel coordinare le ultime fasi dello sviluppo, la certificazione sulle piattaforme e la campagna promozionale. Per il pubblico, però, significa anche dover attendere ulteriori informazioni prima di sapere quando sarà possibile acquistare il gioco.

La scelta di evitare una stagione particolarmente competitiva era già stata indicata tra le ragioni del precedente rinvio. È una considerazione commerciale comprensibile: un titolo di questo genere ha bisogno di visibilità, spazio nella comunicazione e tempo per raggiungere il proprio pubblico.

Ma il calendario non è l’unico fattore determinante. Un gioco può beneficiare di una finestra meno affollata e, allo stesso tempo, soffrire se arriva sul mercato in condizioni tecniche insufficienti. Al contrario, un prodotto ben rifinito può costruirsi una reputazione positiva anche senza occupare il centro della scena per settimane.

Per questo considero la data un indicatore importante, ma secondario rispetto alla qualità effettiva. Se gennaio sarà il momento giusto per raccogliere riscontri e intervenire sulle criticità, il rinvio della beta potrà rivelarsi utile. Se invece il tempo supplementare non si tradurrà in miglioramenti visibili, il semplice rispetto della finestra commerciale non basterà a convincere tutti.

Lifting the Veil tornerà con nuove rivelazioni

La comunicazione di Tyminski non si è limitata al calendario della beta. Il CEO ha anticipato anche il ritorno di Lifting the Veil, la serie di approfondimenti dedicata al gioco, promettendo nuove rivelazioni a breve.

È un dettaglio importante perché, dopo l’annuncio del rinvio al 2027, il pubblico ha bisogno di informazioni capaci di mantenere vivo l’interesse senza limitarsi a ripetere le stesse immagini e gli stessi concetti.

La serie potrebbe rappresentare l’occasione per mostrare più da vicino i sistemi che caratterizzano il sequel, approfondire il mondo di gioco e chiarire quali miglioramenti siano stati introdotti rispetto al capitolo precedente. Al momento, però, non sono stati specificati i contenuti esatti dei prossimi appuntamenti.

Non darei per scontato che le nuove rivelazioni includano una data precisa per la beta, una dimostrazione estesa del combattimento o dettagli definitivi sulle modalità di accesso. Sono possibilità interessanti, ma devono ancora essere confermate.

Quello che mi aspetto è una comunicazione più concreta. Se CI Games vuole mantenere alta l’attenzione fino al lancio, il modo migliore è mostrare come il progetto stia evolvendo e quali problemi il team abbia affrontato durante lo sviluppo.

La fiducia non si ottiene soltanto con promesse ambiziose. Si costruisce dimostrando, passo dopo passo, che il lavoro procede nella direzione giusta.

Piattaforme e prospettive del nuovo soulslike

Lords of the Fallen II è previsto per PC, PlayStation 5, Xbox Series X|S e Nintendo Switch 2. La disponibilità della beta sulle singole piattaforme, invece, non è ancora stata chiarita in modo completo.

Anche questo aspetto merita attenzione. Un test chiuso può essere organizzato con modalità differenti a seconda della piattaforma, dell’infrastruttura tecnica e degli obiettivi dello sviluppatore. Senza indicazioni ufficiali, non è corretto presumere che la prova di gennaio sarà accessibile su tutti i sistemi.

Per il pubblico console, la questione delle prestazioni sarà particolarmente rilevante. Un action RPG che richiede precisione nei combattimenti deve offrire una risposta affidabile ai comandi e una buona leggibilità delle animazioni. Su PC, invece, sarà importante conoscere i requisiti hardware e capire come il gioco si comporterà su configurazioni differenti.

Non abbiamo ancora elementi sufficienti per esprimere un giudizio tecnico sul prodotto finale. La beta potrebbe fornire le prime indicazioni, ma un test limitato non sostituisce una valutazione completa delle prestazioni al lancio.

Il punto, ancora una volta, è evitare di confondere le aspettative con i risultati. Il progetto ha elementi interessanti e un’identità riconoscibile, ma la sua capacità di soddisfare il pubblico dovrà essere dimostrata attraverso il gioco stesso.

Il Verdetto dell’inquisitore

Non considero il rinvio di una beta una condanna anticipata di Lords of the Fallen II. Preferisco un team che si prenda il tempo necessario per migliorare il proprio lavoro a uno studio disposto a sacrificare la qualità pur di rispettare una scadenza comunicata mesi prima.

Ma non confondiamo la pazienza con un assegno in bianco.

CI Games ha dichiarato che il gioco completo rimane previsto per il primo trimestre del 2027 e che il team continua a lavorare per migliorare l’esperienza. È una posizione chiara, ma adesso servono riscontri altrettanto chiari. La prossima fase di comunicazione dovrà aiutarci a capire cosa sia stato perfezionato, quali siano le ambizioni del progetto e come il sequel intenda distinguersi in un genere ormai affollato.

Il precedente del 2023 rende la questione ancora più importante. Chi ha già attraversato le difficoltà del primo capitolo ha tutto il diritto di chiedere un seguito più solido, senza per questo augurarsi un fallimento. Criticare una produzione non significa volerla vedere affondare: significa pretendere che le promesse siano sostenute dai fatti.

Per ora, la beta di gennaio è un appuntamento da attendere con interesse, non una garanzia di successo né un segnale sufficiente per parlare di crisi. Il lancio resta nel calendario, ma il giudizio definitivo è ancora lontano.

E voi, cosa ne pensate? Preferite che Hexworks si prenda tutto il tempo necessario per rifinire Lords of the Fallen II, oppure il rinvio della beta vi fa temere che lo sviluppo sia più complicato del previsto? E quali aspetti vorreste assolutamente vedere approfonditi nei prossimi episodi di Lifting the Veil?

Vi aspetto in Taverna: discutiamo del gioco, delle aspettative e di ciò che un soulslike deve davvero dimostrare prima di meritare il nostro tempo.

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