Metal Gear Solid Vol. 3: arrivano nuove indiscrezioni
Il prossimo capitolo della raccolta prende forma
La missione di recupero di Metal Gear non sembra ancora arrivata al termine. Dopo aver riportato sulle piattaforme moderne il primo blocco della saga e, soprattutto, dopo aver finalmente liberato Metal Gear Solid 4 dalla gabbia della PlayStation 3, Konami potrebbe avere ancora una carta da giocare. Una carta che, questa volta, avrebbe il volto di Raiden e il braccio bionico di Venom Snake.
A pochissimi giorni dal debutto di Metal Gear Solid: Master Collection Vol. 2, infatti, sono tornate a circolare indiscrezioni su una possibile Vol. 3, che potrebbe raccogliere due dei titoli più importanti rimasti fuori dal progetto: Metal Gear Solid V e Metal Gear Rising: Revengeance. L’informazione arriva da Jordan Middler, giornalista che ha specificato di non poterla considerare verificata. Dunque niente annuncio, niente comunicato e soprattutto nessuna conferma ufficiale da parte di Konami. Ma il tempismo rende la faccenda parecchio interessante.
Dopo Vol. 2, cosa resta davvero?
Per capire perché l’ipotesi abbia senso bisogna guardare a ciò che Konami ha costruito con le prime due raccolte.
La Master Collection Vol. 1 aveva già recuperato i primi tre capitoli della saga Solid, affiancandoli agli originali Metal Gear e Metal Gear 2: Solid Snake. La seconda raccolta, lanciata il 27 agosto 2026, ha invece affrontato uno dei pezzi più complicati del puzzle: Metal Gear Solid 4: Guns of the Patriots. Insieme al capitolo dedicato a Solid Snake sono arrivati Metal Gear Solid: Peace Walker e Metal Gear: Ghost Babel come contenuti aggiuntivi. Il progetto ha quindi progressivamente trasformato la Master Collection in una sorta di archivio moderno della storia della serie.
E proprio qui nasce il problema.
Se l’obiettivo è continuare a recuperare i principali Metal Gear, Metal Gear Solid V è il grande assente. Non perché sia introvabile su PC o sulle piattaforme Xbox e PlayStation compatibili con la versione esistente, ma perché non ha mai ricevuto quella riedizione tecnica moderna che oggi caratterizza il progetto Master Collection. La versione console è rimasta sostanzialmente legata all’hardware della precedente generazione, mentre il PC continua a rappresentare il modo più semplice per giocarlo con caratteristiche tecniche più flessibili.
Ed è proprio questa la ragione per cui una Vol. 3 con MGSV avrebbe una logica.
Phantom Pain potrebbe tornare a 60 fotogrammi
La parte più interessante dell’indiscrezione riguarda infatti la natura dell’eventuale intervento su Metal Gear Solid V.
Inizialmente si era ipotizzato che Konami potesse sfruttare l’occasione per recuperare contenuti rimasti fuori dal gioco durante lo sviluppo, magari tentando di ricucire quello che molti fan considerano il capitolo più incompleto della storia di Big Boss. L’indiscrezione, però, sembra puntare verso qualcosa di decisamente più semplice: una versione aggiornata tecnicamente, con particolare attenzione ai 60 fps sulle console moderne.
È una differenza enorme rispetto a quello che una parte della community vorrebbe.
Da anni The Phantom Pain porta con sé il fantasma del materiale tagliato e di una storia che avrebbe potuto svilupparsi diversamente. Il ritrovamento e la discussione di contenuti cancellati hanno alimentato per molto tempo la fantasia di una fantomatica versione definitiva capace di completare il progetto originale di Kojima Productions.
Ma non è questo ciò che suggerisce l’indiscrezione.
Se le informazioni fossero corrette, Konami starebbe pensando soprattutto a un aggiornamento tecnico, non a una ricostruzione del gioco. Niente Chapter 3 miracolosamente resuscitato, dunque, e nessuna promessa di contenuti inediti. Semplicemente un MGSV più adatto all’hardware attuale.
E, a dire il vero, sarebbe già parecchio.
Il ritorno che tutti aspettavano: Revengeance
Poi c’è lui.
Metal Gear Rising: Revengeance è probabilmente il candidato più desiderato dai fan per una futura raccolta. Non soltanto perché è uno dei pochi grandi titoli della famiglia Metal Gear ancora esclusi dal progetto moderno, ma perché rappresenta una delle deviazioni più radicali mai compiute dalla serie.
Qui lo stealth lascia spazio all’azione sfrenata. Raiden passa dalla tensione chirurgica di Metal Gear Solid 4 a una forma di combattimento esagerata, velocissima e spettacolare, costruita attorno alla lama ad alta frequenza e alla possibilità di affettare praticamente qualsiasi cosa abbia la sfortuna di trovarsi sulla traiettoria.
Il gioco è stato sviluppato da PlatinumGames e pubblicato nel 2013 su PlayStation 3, Xbox 360 e PC. Negli anni ha sviluppato una vera e propria dimensione cult, alimentata anche dalla sua natura completamente fuori dagli schemi.
Il problema, però, è proprio questo: Revengeance non è un gioco sviluppato internamente da Konami.
Un’eventuale Master Collection Vol. 3 dovrebbe quindi affrontare anche gli aspetti legati alla collaborazione con PlatinumGames e agli accordi necessari per una nuova distribuzione. Non sappiamo se esista già un’intesa, se sia stata raggiunta o se la questione sia ancora soltanto teorica. È uno dei tanti punti che impediscono di trasformare il rumor in una certezza.
Non sarebbe una semplice raccolta
La presenza di Revengeance cambierebbe anche il significato della Vol. 3.
Le prime due raccolte seguono abbastanza chiaramente la cronologia della saga e il suo percorso attraverso le principali generazioni hardware. Una terza raccolta con MGSV e Revengeance sarebbe invece più trasversale: da una parte il capitolo che chiude la parabola di Big Boss, dall’altra lo spin-off che trasforma Raiden in una macchina da guerra.
Ed è proprio questa apparente stranezza a renderla interessante.
The Phantom Pain rappresenta l’ultimo grande Metal Gear Solid sviluppato sotto la direzione di Hideo Kojima. Revengeance, invece, dimostra cosa può diventare l’universo della serie quando viene affidato a una filosofia di gameplay completamente differente. Metterli nella stessa confezione significherebbe quindi raccontare due facce opposte dell’eredità di Metal Gear.
Uno è il canto del cigno dello stealth open world di Kojima. L’altro è una centrifuga di cyborg, katane, boss fuori di testa e combattimenti che sembrano progettati da qualcuno dopo aver bevuto tre energy drink.
Ed entrambi meritano di essere preservati.
La Vol. 2 ha appena dimostrato che si può fare
C’è poi un elemento concreto che rende questa possibilità meno assurda rispetto a qualche anno fa.
Konami ha appena compiuto l’operazione che sembrava più complicata dell’intero progetto: portare Metal Gear Solid 4 fuori dalla sua dimensione originaria su PlayStation 3. La nuova versione è arrivata su PlayStation 5, Xbox Series X|S, Nintendo Switch 2 e PC, affiancata da Peace Walker e Ghost Babel.
Il risultato è stato accolto con particolare interesse proprio perché MGS4 era rimasto legato all’architettura della console Sony per quasi vent’anni. La nuova versione offre inoltre un’esperienza tecnicamente più moderna, rendendo possibile giocare il titolo a 60 fps sulle piattaforme supportate.
Se Konami ha affrontato quel muro, un’operazione su MGSV appare decisamente più semplice dal punto di vista tecnico.
E questo potrebbe essere uno dei motivi per cui una Vol. 3 avrebbe senso commerciale.
Ma è davvero l’ultima raccolta?
Secondo l’indiscrezione, potrebbe esserci anche un’altra caratteristica interessante: la Vol. 3 potrebbe rappresentare la conclusione del progetto Master Collection.
Il ragionamento è comprensibile. Con i primi tre volumi, Konami potrebbe arrivare a coprire praticamente tutti i principali capitoli della saga che desidera rendere disponibili sulle piattaforme moderne, lasciando poi spazio alle nuove produzioni e ai remake.
Ma “tutti i giochi” è un concetto decisamente elastico quando si parla di Metal Gear.
Restano infatti diversi titoli che potrebbero essere presi in considerazione. Metal Gear Solid: Portable Ops è uno dei nomi più frequentemente citati dai fan, mentre The Twin Snakes, Metal Gear Ac!d, Metal Gear Ac!d 2 e altri progetti minori potrebbero teoricamente trovare spazio come contenuti bonus. La discussione della community dimostra quanto sia ancora ampia la lista dei desideri, anche se questo non significa che Konami abbia intenzione di soddisfarla.
Insomma, anche una presunta “Vol. 3 finale” potrebbe lasciare qualcuno fuori dalla festa.
Metal Gear, del resto, è una saga che ha sempre avuto una certa difficoltà a concludere le proprie storie.
E il futuro dopo le Master Collection?
Qui arriviamo alla questione più importante.
La Master Collection non è soltanto un’operazione nostalgica. È parte di un più ampio ritorno di Metal Gear sotto la gestione di Konami. Metal Gear Solid Delta: Snake Eater ha già dimostrato che l’azienda è intenzionata a investire nuovamente nella proprietà, mentre la dirigenza ha indicato i reboot di franchise storici come Metal Gear, Silent Hill e Castlevania tra le priorità della strategia futura.
Una possibile Vol. 3 potrebbe quindi avere un ruolo preciso: chiudere il capitolo della conservazione e preparare il terreno per quello della nuova produzione.
Prima recuperiamo. Poi rifacciamo. Infine, eventualmente, creiamo qualcosa di nuovo.
È una strategia che avrebbe una logica. Konami può monetizzare il proprio catalogo storico, riportare i giochi sulle piattaforme attuali e contemporaneamente mantenere viva l’attenzione sulla proprietà mentre sviluppa remake e nuovi progetti.
Il vero interrogativo è cosa accadrà quando anche MGSV e Revengeance saranno stati messi al sicuro.
A quel punto non rimarrà più molto spazio per nascondersi dietro il passato.
Il sogno di una Master Collection definitiva
Personalmente, una Vol. 3 con Metal Gear Solid V e Revengeance avrebbe senso, ma soltanto se Konami decidesse di trattarla come qualcosa di più di un semplice pacchetto di porting.
Per MGSV basterebbe già un aggiornamento tecnico serio: 4K, 60 fps stabili, caricamenti ridotti, controlli modernizzati dove necessario e tutte le espansioni e i contenuti già disponibili nella Definitive Experience. Non serve promettere la resurrezione di un contenuto tagliato per vendere il prodotto.
Per Revengeance, invece, l’asticella dovrebbe essere leggermente più alta. Il gioco meriterebbe una versione capace di valorizzarne il combattimento anche sulle piattaforme moderne, liberandolo dai limiti tecnici delle versioni attuali. Un framerate stabile e una risoluzione adeguata sarebbero il minimo sindacale.
E poi ci sarebbe una cosa ancora più importante: preservare tutto ciò che rende quei giochi ciò che sono.
Perché Metal Gear non è soltanto una serie di videogiochi. È un pezzo di storia del medium, pieno di esperimenti, deviazioni, idee folli e titoli che ancora oggi riescono a generare discussioni infinite.
Verdetto dell’Inquisitore
Per ora la scatola della Master Collection Vol. 3 esiste soltanto nella nostra immaginazione. L’indiscrezione è interessante, credibile per certi versi e perfettamente coerente con il percorso intrapreso da Konami, ma non è un annuncio. Non sappiamo quando potrebbe arrivare, quali piattaforme coinvolgerebbe né se Revengeance sia davvero destinato a entrarci.
Detto questo, se Konami volesse chiudere il cerchio, Metal Gear Solid V e Metal Gear Rising: Revengeance sarebbero due candidati difficili da ignorare. Il primo perché è l’ultimo grande capitolo della saga principale ancora privo di una vera edizione moderna; il secondo perché è probabilmente il grande escluso che i fan vorrebbero vedere riapparire per primo.
E forse è proprio questo il momento giusto per farlo. Con MGS4 finalmente libero dalla PS3 e la macchina delle Master Collection ormai ben avviata, Konami ha dimostrato di voler riportare in superficie il proprio arsenale storico. Se davvero arriverà una terza raccolta, però, stavolta non basterà infilare Snake nella scatola e chiamarla “Master”.
Voi cosa vorreste vedere in una possibile Master Collection Vol. 3? Vi basterebbero MGSV e Revengeance oppure vorreste anche Portable Ops, The Twin Snakes e gli altri capitoli più difficili da recuperare? Fateci sapere in Taverna.
