I Dispacci

No Man’s Sky Cosmos: Hello Games prepara un altro viaggio

Reek "L’Inquisitore degli Archivi"
Agosto 11, 2026
9 min lettura

Dieci anni dopo, il viaggio non è ancora finito

C’è qualcosa di quasi surreale nel modo in cui Hello Games continua a gestire No Man’s Sky. Il gioco ha appena raggiunto il traguardo dei dieci anni, un anniversario che per qualsiasi altro progetto potrebbe rappresentare il momento ideale per tirare le somme e lasciare spazio al futuro, ma lo studio britannico ha scelto una strada completamente diversa: ringraziare la propria community e, praticamente nello stesso momento, lasciare intravedere il prossimo aggiornamento gratuito. Il nome è Cosmos, ed è già sufficiente per accendere la fantasia dei giocatori, soprattutto perché arriva dopo un 2026 nel quale No Man’s Sky ha già ricevuto una quantità considerevole di contenuti attraverso Remnant, Xeno Arena e The Swarm.

Il dettaglio più interessante, però, è proprio ciò che ancora non sappiamo. Hello Games ha annunciato il nome del prossimo aggiornamento senza accompagnarlo con una lunga lista di caratteristiche, e questo rende Cosmos una sorta di pagina bianca sulla quale la community ha già iniziato a scrivere le proprie teorie. Il nome suggerisce inevitabilmente qualcosa legato alla dimensione spaziale del gioco, ma trasformare questa suggestione in una previsione concreta sarebbe prematuro. Per il momento, l’unica certezza è che il viaggio continua e che Hello Games non sembra avere alcuna intenzione di considerare concluso il supporto al suo universo.

Un 2026 già pieno di sorprese

Cosmos arriva inoltre dopo un anno tutt’altro che tranquillo per No Man’s Sky. A febbraio è arrivato Remnant, che ha introdotto la Gravitino Coil, una sorta di potente arma gravitazionale utilizzabile sia come strumento offensivo sia per spostare oggetti pesanti, oltre a nuove possibilità di personalizzazione per il Colossus. Hello Games aveva presentato Remnant come il primo aggiornamento del 2026, ricordando che il 2025 aveva già portato ben cinque grandi aggiornamenti, tra Worlds Part II, Relics, Beacon, Breach e Voyagers.

Poco dopo è arrivato Xeno Arena, che ha preso una direzione completamente diversa trasformando le creature addomesticate dai giocatori in veri e propri combattenti. L’aggiornamento ha introdotto la possibilità di costruire una squadra di creature, allenarle, migliorarne le caratteristiche attraverso modificazioni genetiche e utilizzarle in combattimenti simulati. È una dimostrazione piuttosto evidente della libertà con cui Hello Games continua a sperimentare all’interno della propria creatura: No Man’s Sky può essere esplorazione spaziale, costruzione, sopravvivenza, combattimento, collezionismo e, a quanto pare, perfino una sorta di arena per mostri.

Poi è arrivato The Swarm, che ha riportato l’attenzione sul combattimento spaziale introducendo una gigantesca nave alveare dotata di difese quasi impenetrabili e circondata da sciami di droni. L’evento richiedeva una collaborazione su larga scala della community, con tre gruppi chiamati a competere per la gloria ma anche a cooperare per abbattere la minaccia. Anche in questo caso, quindi, Hello Games ha cercato di trasformare il semplice aggiornamento in un’occasione per far convergere i giocatori verso un obiettivo comune.

E adesso arriva Cosmos

È in questo contesto che bisogna leggere l’annuncio di Cosmos. Non arriva in un periodo nel quale No Man’s Sky avrebbe bisogno di essere “salvato” o rilanciato: arriva quando il gioco è già sostenuto da una community attiva e quando Hello Games continua a pubblicare aggiornamenti con una frequenza che, considerando la storia del progetto, ha ormai assunto quasi una dimensione rituale.

Il modello dello studio è diventato infatti uno degli aspetti più singolari della storia di No Man’s Sky. Gli aggiornamenti maggiori vengono distribuiti gratuitamente ai possessori del gioco, senza trasformare ogni nuova idea in un’espansione a pagamento. Worlds Part II, per esempio, aveva aggiunto miliardi di nuovi sistemi stellari e trilioni di nuovi pianeti, oltre a nuovi biomi, tecnologie per il terreno e giganteschi pianeti gassosi.

Questa filosofia rende Cosmos ancora più interessante, perché la domanda non è semplicemente “cosa aggiungerà il prossimo update?”, ma “quanto lontano può ancora spingersi un gioco che continua a essere modificato dopo dieci anni?”. Hello Games ha già dimostrato di non avere paura di intervenire anche in profondità sulla propria tecnologia e sui propri sistemi, quindi aspettarsi un semplice pacchetto di contenuti sarebbe probabilmente riduttivo.

Il nome sta facendo volare la fantasia

Ed è qui che la community entra inevitabilmente in scena. Cosmos è un nome estremamente generico, ma proprio per questo è anche un nome capace di suggerire praticamente qualsiasi cosa. Potrebbe indicare una nuova espansione dedicata all’esplorazione dello spazio, un intervento sui viaggi tra sistemi, nuove strutture cosmiche, nuovi eventi o una revisione di alcuni elementi che Hello Games considera ormai maturi per essere ripensati.

In rete sono già comparsi suggerimenti e speculazioni su possibili rivoluzioni del viaggio spaziale, sul multiplayer e perfino su una maggiore interazione con l’universo stesso, ma al momento non esistono elementi ufficiali sufficienti per trasformare queste ipotesi in informazioni.

E forse è proprio questo il bello della situazione. Hello Games ha lasciato alla community soltanto un nome e l’immaginazione ha fatto il resto. Dopo dieci anni, Sean Murray non ha più bisogno di mostrare immediatamente tutto ciò che sta preparando per generare attenzione: basta una parola.

Il precedente di Worlds Part II pesa parecchio

Se vogliamo però cercare un’indicazione concreta sul tipo di ambizione che potrebbe avere Cosmos, dobbiamo guardare agli aggiornamenti precedenti. Worlds Part II non si è limitato ad aggiungere nuovi pianeti, ma ha introdotto una revisione tecnologica capace di modificare profondamente la varietà degli ambienti, con montagne enormi, oceani più profondi, nuove forme di vita e giganteschi pianeti gassosi. La tecnologia utilizzata ha inoltre avuto conseguenze sulla generazione del terreno, sull’illuminazione e sulla resa dell’acqua.

Lo stesso è avvenuto con Voyagers, che nel 2025 ha introdotto le Corvette, enormi astronavi personalizzabili in grado di funzionare come vere e proprie basi mobili. I giocatori potevano costruirne gli interni, viaggiare con altri utenti e persino saltare nello spazio direttamente dalle proprie navi. Hello Games aveva spiegato che una parte significativa della tecnologia sviluppata per quell’aggiornamento sarebbe stata utile anche per il futuro Light No Fire.

Questo precedente suggerisce un punto importante: quando Hello Games presenta un aggiornamento come qualcosa di significativo, non necessariamente sta parlando soltanto di nuovi oggetti o missioni. In passato gli update hanno rappresentato anche occasioni per costruire nuove fondamenta tecnologiche e introdurre sistemi destinati a cambiare il modo in cui i giocatori vivono l’universo.

La vera forza è non sapere ancora cosa aspettarsi

Paradossalmente, la scarsità di informazioni potrebbe essere la cosa migliore che potesse accadere a Cosmos. No Man’s Sky è uno dei pochi giochi nei quali la sorpresa ha ancora un valore enorme, perché la struttura stessa dell’esperienza è basata sull’idea della scoperta. Mostrare tutto prima del lancio significherebbe togliere parte del piacere a una community abituata a partire verso l’ignoto.

Hello Games lo sa bene. Nel corso degli anni lo studio ha costruito una comunicazione che spesso gioca proprio sulla curiosità, lasciando che siano i giocatori a discutere, ipotizzare e interpretare ogni piccolo indizio. Non sempre questo significa che le teorie della community abbiano ragione, naturalmente, ma fa parte del rituale che si è sviluppato attorno al gioco.

Cosmos, almeno per ora, è quindi più una promessa che un contenuto. E non c’è nulla di male nel dirlo apertamente: non sappiamo ancora cosa porterà.

Dieci anni di aggiornamenti gratuiti cambiano la prospettiva

Il vero elemento da tenere in considerazione è però la storia che ha portato fino a questo punto. Nel 2016 No Man’s Sky era diventato uno dei casi più controversi dell’industria, mentre oggi viene spesso citato come esempio di progetto capace di trasformarsi attraverso anni di aggiornamenti. La differenza non è arrivata attraverso una singola patch miracolosa, ma attraverso una successione continua di interventi.

Nel 2025, Voyagers aveva riportato il gioco a livelli di partecipazione particolarmente elevati, con il picco su Steam arrivato a oltre 110.000 giocatori contemporanei secondo i dati riportati da GamesRadar. Nel 2026, invece, Hello Games ha continuato a proporre idee completamente diverse tra loro, dal combattimento tra creature alla nuova minaccia spaziale dello Swarm.

Questo rende Cosmos qualcosa di più di un semplice nuovo aggiornamento. È l’ennesima conferma di un modello produttivo che, dopo dieci anni, continua a funzionare.

E Light No Fire?

Sul fondo rimane naturalmente l’elefante nella stanza: Light No Fire. Hello Games continua a lavorare sul suo nuovo progetto, un ambizioso survival open world ambientato su un enorme pianeta condiviso, ma le informazioni concrete sul gioco rimangono ancora relativamente limitate. Alcune tecnologie introdotte in No Man’s Sky, comprese quelle sviluppate per le grandi navi di Voyagers, sono state pensate anche in funzione del nuovo progetto.

Il fatto che Hello Games continui a investire così tanto in No Man’s Sky non significa quindi necessariamente che Light No Fire sia stato dimenticato o rallentato. Al contrario, potrebbe essere proprio il laboratorio ideale nel quale lo studio continua a sperimentare tecnologie e sistemi che un giorno troveranno posto nel suo prossimo gioco.

E c’è un altro aspetto interessante: mantenere vivo No Man’s Sky permette a Hello Games di continuare a lavorare su un progetto che ha ormai una base tecnologica enorme, mentre contemporaneamente sviluppa qualcosa di nuovo. È una strategia molto diversa da quella dello studio che chiude un gioco per concentrarsi esclusivamente sul successivo.

Cosmos potrebbe essere il prossimo grande salto

Naturalmente è ancora troppo presto per stabilire se Cosmos sarà un aggiornamento gigantesco oppure un contenuto più circoscritto. Il nome, da solo, non autorizza a fare promesse che Hello Games non ha fatto. Ma la storia recente dello studio rende difficile considerare l’annuncio come un semplice riempitivo.

Nel giro di poco più di un anno abbiamo visto No Man’s Sky ricevere una revisione dell’universo con Worlds Part II, nuove navi costruibili con Voyagers, relitti e sistemi di recupero con Breach, una nuova forma di combattimento tra creature con Xeno Arena, una nuova arma gravitazionale con Remnant e una gigantesca minaccia spaziale con The Swarm.

A questo punto, Cosmos può essere anche soltanto il prossimo tassello di questa folle collezione di idee, e sarebbe comunque sufficiente per mantenere vivo l’interesse. Se invece Hello Games sta preparando un’altra trasformazione strutturale, allora potremmo trovarci davanti all’ennesimo capitolo della lunga metamorfosi di No Man’s Sky.

Verdetto dell’inquisitore

La cosa più incredibile di No Man’s Sky, dopo dieci anni, non è più ciò che è diventato: è il fatto che non sappiamo ancora cosa diventerà. Hello Games avrebbe potuto fermarsi molto tempo fa, raccogliere i frutti del lavoro svolto e spostare completamente il proprio peso su Light No Fire. Invece continua a tornare nell’universo che ha costruito, aggiungendo idee che in altri giochi sarebbero probabilmente diventate DLC, espansioni o addirittura nuovi progetti.

Cosmos arriva quindi con una responsabilità particolare, ma anche con un vantaggio enorme: nessuno può ancora dire cosa aspettarsi. Il nome è ufficiale, l’aggiornamento sarà gratuito, ma tutto il resto appartiene ancora al territorio delle ipotesi. E forse, per un gioco costruito sulla scoperta dell’ignoto, non potrebbe esserci modo migliore di prepararsi al prossimo viaggio.

E voi cosa vorreste trovare dentro Cosmos? Una rivoluzione del viaggio spaziale, nuovi sistemi per l’universo o qualcosa che nessuno sta ancora immaginando? Dite la vostra in Taverna.

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