Watch Dogs torna nel 2027: ma sarà davvero un ritorno?
A volte ritornano
Per un momento avevamo quasi smesso di parlarne. Dopo Watch Dogs: Legion, Ubisoft sembrava aver messo la serie in una di quelle scatole che finiscono nel magazzino delle proprietà intellettuali da rispolverare soltanto quando qualcuno trova una buona ragione per farlo. A distanza di anni, però, Watch Dogs torna improvvisamente a far rumore. E lo fa nel modo più Ubisoft possibile: non con un nuovo capitolo, non con un annuncio ufficiale, ma con una Director’s Cut di Watch Dogs: Legion che, secondo un nuovo report, sarebbe prevista per la prima metà del 2027.
La notizia arriva da Insider Gaming, che sostiene di aver appreso che Ubisoft starebbe pianificando il ritorno di Legion con una nuova versione del gioco. Non esiste ancora un annuncio ufficiale, non abbiamo una data precisa e non conosciamo nemmeno le piattaforme sulle quali questa eventuale edizione dovrebbe arrivare. Ma il dettaglio che cambia completamente il peso dell’indiscrezione è un altro: secondo la testata, circa 100 sviluppatori di Ubisoft Montreal starebbero lavorando al progetto.
E qui, inevitabilmente, mi fermo un secondo. Perché chiamarlo semplicemente “remaster” rischia di essere riduttivo, mentre definirlo “nuovo Watch Dogs” sarebbe altrettanto scorretto. Quello che abbiamo davanti, almeno per ora, sembra piuttosto il tentativo di Ubisoft di recuperare un progetto che non aveva mantenuto le promesse iniziali, intervenendo sul prodotto originale abbastanza da renderlo nuovamente appetibile.
La domanda, quindi, non è soltanto se Watch Dogs tornerà. La domanda vera è: perché Ubisoft vuole riportare proprio Legion?

Non è un nuovo Watch Dogs
Partiamo dalla cosa più importante, perché il titolo della notizia potrebbe facilmente generare un equivoco.
Il report non parla di Watch Dogs 4. Non parla di un nuovo protagonista, di una nuova città o di una nuova interpretazione della formula. Parla di Watch Dogs: Legion Director’s Cut, cioè di una nuova versione dell’episodio pubblicato nel 2020. Insider Gaming aveva già anticipato nei mesi scorsi che Ubisoft stesse lavorando a una sorta di riedizione del gioco, mentre il nuovo report aggiunge finalmente una finestra temporale: prima metà del 2027.
È una distinzione fondamentale perché, allo stato attuale, non possiamo dire che Ubisoft abbia deciso di rilanciare definitivamente la saga con un quarto capitolo. Anzi, le dichiarazioni recentissime del CEO Yves Guillemot raccontano una situazione decisamente più prudente.
Durante l’assemblea annuale degli azionisti, Guillemot ha spiegato che Watch Dogs rimane importante per il futuro dell’azienda, ma che al momento non è stato inserito in una delle nuove Creative House di Ubisoft, aggiungendo il riferimento a una possibile futura “ricostruzione” della serie. Il messaggio che arriva da Parigi è quindi piuttosto chiaro: Watch Dogs non è stato dichiarato morto, ma nemmeno considerato pronto per un nuovo grande progetto.
E questa Director’s Cut potrebbe essere proprio il modo con cui Ubisoft vuole capire se vale ancora la pena investire seriamente nel marchio.
Legion aveva un’idea geniale. E un problema enorme
Il paradosso di Watch Dogs: Legion è che il gioco non era nato da una cattiva idea.
Anzi, sulla carta aveva probabilmente una delle intuizioni più interessanti dell’intera serie. Ubisoft decise di eliminare il protagonista tradizionale e di trasformare praticamente ogni cittadino di Londra in un potenziale personaggio giocabile. Potevamo reclutare anziani, agenti, professionisti, studenti, criminali, politici, tassisti e una quantità enorme di persone apparentemente insignificanti, trasformandole in membri della nostra resistenza.
Era un concetto rischioso, ma anche estremamente coerente con l’idea stessa di una città controllata dalla tecnologia: non c’è un eroe predestinato, la resistenza siamo noi.
Il problema era che un’idea interessante non equivale automaticamente a un’esecuzione altrettanto riuscita.
La struttura “Play as Anyone” costrinse Ubisoft a ripensare completamente il modo in cui veniva raccontata una storia. La stessa azienda ha spiegato successivamente quanto fosse complicato costruire una narrativa quando il protagonista poteva cambiare continuamente. Ogni personaggio aveva una propria scheda, una propria storia e caratteristiche personali, ma il sistema doveva riuscire a mantenere una trama coerente indipendentemente da chi il giocatore utilizzasse.
Il risultato fu affascinante sotto alcuni aspetti e tremendamente limitante sotto altri.
E credo che proprio qui si trovi il peccato originale di Legion.
Londra era spettacolare, ma mancava qualcosa
Se c’è una cosa che non posso negare a Watch Dogs: Legion è la qualità della sua Londra.
La rappresentazione futuristica della capitale britannica funzionava. Strade, quartieri, monumenti e infrastrutture costruivano una metropoli che sembrava perfetta per raccontare una società nella quale sorveglianza, automazione e controllo digitale avevano raggiunto livelli estremi.
Il problema era che quella città non sempre riusciva a restituire la stessa profondità alle persone che la abitavano.
E qui torniamo al sistema “Play as Anyone”. La possibilità di giocare con praticamente chiunque era contemporaneamente la caratteristica più innovativa e uno dei limiti più evidenti del gioco. Quando nessuno è davvero il protagonista, diventa più difficile creare un rapporto emotivo forte con il personaggio che stiamo controllando.
La stessa Ubisoft, parlando dello sviluppo narrativo di Legion, ha riconosciuto che il sistema aveva richiesto una vera e propria riscrittura delle regole tradizionali della narrativa videoludica.
Questa Director’s Cut, quindi, avrebbe davanti una sfida molto precisa: non basta migliorare la grafica o aggiungere qualche contenuto. Se Ubisoft vuole davvero recuperare Legion, deve capire cosa non ha funzionato la prima volta.
Una nuova modalità notturna e contenuti aggiuntivi?
Ed è qui che entrano in gioco i rumor precedenti.
A inizio 2026 Tom Henderson aveva già parlato di una nuova versione di Legion, descrivendola come una sorta di Director’s Cut. Tra le possibilità menzionate figuravano nuovi contenuti, una modalità completamente notturna e nuove sequenze realizzate tramite motion capture.
Attenzione, però: questi dettagli non sono stati confermati da Ubisoft e il report più recente di Insider Gaming non presenta un elenco definitivo delle caratteristiche della nuova edizione. Non sappiamo quindi se tutte quelle idee siano ancora in sviluppo, se siano state modificate oppure se alcune siano state completamente abbandonate.
Ma la sola ipotesi di una modalità notturna mi fa riflettere.
Una delle cose più interessanti che Watch Dogs avrebbe potuto sfruttare maggiormente era proprio il rapporto tra tecnologia, sorveglianza e vita quotidiana. Una Londra immersa nell’oscurità, con sistemi di sicurezza, droni, telecamere e cittadini controllati da infrastrutture digitali avrebbe potuto valorizzare ancora di più l’identità della serie.
Se Ubisoft vuole davvero intervenire sul gioco, spero che non si limiti alla superficie.
Una Director’s Cut sensata dovrebbe chiedersi come rendere più interessante l’esperienza, non semplicemente come venderla una seconda volta.
Perché scegliere Legion e non Watch Dogs 2?
Ed ecco la questione che probabilmente farà discutere maggiormente i fan.
Se Ubisoft vuole recuperare Watch Dogs, perché partire proprio da Legion?
Il secondo capitolo viene ancora oggi considerato da una parte consistente della community come il punto più riuscito della trilogia. Marcus Holloway, San Francisco, DedSec, l’ironia più marcata e una struttura narrativa più tradizionale avevano permesso alla serie di trovare un equilibrio che il primo capitolo non aveva ancora raggiunto.
Legion, invece, è stato quello che ha provato a cambiare maggiormente le regole.
E proprio per questo la scelta della Director’s Cut potrebbe avere senso.
Se Ubisoft volesse semplicemente spremere una proprietà intellettuale conosciuta, probabilmente basterebbe una remaster tecnica. Ma se l’obiettivo fosse capire se l’idea alla base di Legion può essere recuperata, allora una nuova versione del gioco diventerebbe quasi un laboratorio.
Il problema è che il rischio commerciale rimane.
A marzo, quando erano emerse le prime indiscrezioni sulla Director’s Cut, una parte della community aveva infatti accolto la notizia con scetticismo, chiedendosi perché Ubisoft avesse scelto Legion invece di intervenire sul più apprezzato Watch Dogs 2.
Personalmente, capisco perfettamente questa perplessità.
Ma allo stesso tempo credo che Legion sia proprio il gioco che Ubisoft avrebbe più interesse a correggere.
Il tempismo con GTA 6 non è casuale
C’è poi un altro elemento che trovo particolarmente interessante.
La finestra della prima metà del 2027 potrebbe collocare la Director’s Cut in un periodo estremamente favorevole per un gioco come Watch Dogs: Legion.
Se le tempistiche di Grand Theft Auto VI dovessero mantenersi come previsto, il titolo di Rockstar avrebbe già avuto diversi mesi per conquistare il mercato quando Legion potrebbe arrivare sugli scaffali. Insider Gaming sottolinea proprio questa possibilità: una volta terminata la campagna e consumata una parte dell’esperienza di GTA 6, potrebbe esserci spazio per chi cerca un altro grande open world urbano.
Non significa che Ubisoft possa realisticamente competere con Rockstar sullo stesso terreno.
Sarebbe una follia.
Ma Watch Dogs ha sempre avuto un’identità differente. Non è semplicemente “un GTA con gli hacker”. La serie ha costruito la propria identità sulla manipolazione delle infrastrutture digitali, sulla sorveglianza, sull’interconnessione delle città e sul rapporto tra tecnologia e libertà individuale.
In un mercato nel quale GTA 6 rappresenterà probabilmente il punto di riferimento assoluto dell’open world urbano, Ubisoft potrebbe quindi cercare una nicchia diversa.
La questione è capire se il pubblico abbia ancora voglia di entrarci.
Watch Dogs non è morto, ma nemmeno rinato
Questa è forse la parte più importante dell’intera storia.
A gennaio 2026 erano circolate indiscrezioni secondo cui Ubisoft considerava la serie sostanzialmente “morta”, almeno per quanto riguarda lo sviluppo di nuovi giochi. Le informazioni erano legate anche alle difficoltà commerciali di Legion e alla riorganizzazione generale dell’azienda.
Adesso, invece, ci troviamo davanti a uno scenario completamente diverso.
Ubisoft continua a considerare Watch Dogs un marchio importante. Esiste una possibile Director’s Cut di Legion. Circa cento sviluppatori sarebbero coinvolti nel progetto secondo Insider Gaming. Il film della serie continua inoltre a rappresentare un’altra forma di presenza dell’IP fuori dal videogioco.
Non è la resurrezione della saga.
È qualcosa di più prudente: un’autopsia con la possibilità di rianimazione.
E forse è esattamente quello che Ubisoft deve fare.
Il film può aiutare il ritorno?
C’è anche un altro tassello da non sottovalutare.
Il film di Watch Dogs è stato annunciato ufficialmente con una storia originale ambientata nell’universo della serie. Ubisoft aveva confermato la presenza di Tom Blyth e Sophie Wilde nei ruoli principali e l’arrivo alla regia di Mathieu Turi.
Il progetto cinematografico non significa automaticamente che un nuovo gioco sia in arrivo, ma contribuisce a mantenere il marchio nella memoria del pubblico.
E questo è importante per una proprietà che non ha ricevuto un nuovo capitolo dal 2020.
Se Director’s Cut e film dovessero arrivare in un arco temporale relativamente vicino, Ubisoft avrebbe almeno l’opportunità di riportare Watch Dogs sotto i riflettori contemporaneamente su più fronti.
Ma anche qui non basta il marketing.
Se il gioco sarà soltanto Legion con qualche ritocco, il rischio è che il pubblico lo percepisca come una riedizione opportunistica di un titolo che aveva già lasciato molti giocatori insoddisfatti.
La vera sfida è dimostrare che Watch Dogs serve ancora
Ed è qui che, secondo me, si trova il cuore della questione.
Watch Dogs è nato nel 2014, quando la tecnologia connessa stava diventando sempre più centrale nella vita quotidiana. Smartphone, sistemi di sorveglianza, raccolta dei dati, infrastrutture intelligenti e privacy erano già temi importanti, ma Ubisoft riuscì a trasformarli in una fantasia videoludica molto efficace.
Oggi quel mondo è ancora più vicino alla realtà.
Paradossalmente, quindi, Watch Dogs avrebbe ancora qualcosa da dire.
Il problema non è la rilevanza dell’idea. Il problema è trovare una forma videoludica capace di valorizzarla.
La serie non può più limitarsi a mostrarci che possiamo hackerare un semaforo, rubare denaro da un conto o spegnere una telecamera. Dopo tre giochi, quelle meccaniche devono diventare strumenti per raccontare qualcosa di più grande.
Una nuova generazione di Watch Dogs dovrebbe interrogarsi sull’intelligenza artificiale, sulla profilazione algoritmica, sulla manipolazione dell’informazione, sulla sorveglianza automatizzata e sul modo in cui le grandi piattaforme tecnologiche influenzano le nostre vite.
Questo è il terreno nel quale la serie potrebbe tornare a essere davvero interessante.
Ma prima di arrivare a Watch Dogs 4, Ubisoft deve dimostrare di aver capito cosa non ha funzionato con Legion.
Una seconda possibilità, ma a condizioni precise
La Director’s Cut, se confermata, potrebbe quindi essere molto più importante di quanto sembri.
Non perché Legion sia improvvisamente diventato un capolavoro dimenticato dalla storia. Non lo è.
Ma perché Ubisoft avrebbe davanti una possibilità concreta di testare nuovamente l’interesse del pubblico verso Watch Dogs senza investire immediatamente in un quarto capitolo completamente nuovo.
È una strategia comprensibile, soprattutto considerando il periodo che Ubisoft sta attraversando. L’azienda sta riorganizzando la propria struttura, sta concentrando le risorse su determinati franchise e ha già dovuto cancellare o rinviare diversi progetti. In questo contesto, recuperare un prodotto esistente anziché costruire immediatamente un nuovo gioco da zero può rappresentare una scelta economicamente più prudente.
Ma proprio per questo la Director’s Cut dovrà avere un senso.
Se sarà soltanto una nuova confezione, personalmente non vedo il motivo di tornare a Londra.
Se invece Ubisoft avrà davvero utilizzato questi anni per capire come migliorare il gioco, sistemare i suoi problemi strutturali, aggiungere contenuti significativi e valorizzare ciò che rende Watch Dogs diverso dagli altri open world, allora potrei essere il primo a ricredermi.
Verdetto dell’Inquisitore
Personalmente, non considero questa Director’s Cut una brutta notizia. Anzi, trovo interessante che Ubisoft non abbia ancora deciso di archiviare completamente Watch Dogs. Però non sono nemmeno disposto a chiamarla “rinascita” prima di avere qualcosa di concreto davanti agli occhi.
Legion aveva un’idea straordinaria e un’esecuzione che non è riuscita a portarla fino in fondo. Il concetto di poter trasformare un’intera città nella nostra squadra di resistenza rimane ancora oggi affascinante, ma aveva bisogno di una profondità narrativa e sistemica che il gioco non è riuscito a raggiungere completamente.
Se Ubisoft vuole davvero dargli una seconda possibilità, allora ben venga. Ma voglio vedere interventi sostanziali, non soltanto texture migliori, qualche missione aggiuntiva e un’etichetta nuova sulla copertina. Voglio capire perché dovrei tornare a Londra nel 2027 invece di continuare a giocare la versione che ho già.
E soprattutto voglio che questa eventuale Director’s Cut abbia un obiettivo più ambizioso: dimostrare che Watch Dogs non è soltanto una vecchia IP da recuperare, ma un universo che ha ancora qualcosa da dire.
Perché se Ubisoft riuscirà in questo, allora la vera notizia non sarà Legion Director’s Cut.
Sarà che, dopo anni di silenzio, Watch Dogs potrebbe finalmente avere una seconda occasione.
Voi tornereste a Londra per una versione completamente rielaborata di Legion o avreste preferito vedere Ubisoft puntare direttamente su Watch Dogs 2 o su un quarto capitolo? Fatecelo sapere in Taverna.
