I Dispacci

CD Projekt guarda oltre Witcher e Cyberpunk con Hadar

Reek "L’Inquisitore degli Archivi"
Giugno 4, 2026
5 min lettura

La terza via dello studio polacco

CD Projekt RED sta iniziando a parlare più concretamente di Hadar, la nuova proprietà intellettuale che affiancherà in futuro The Witcher e Cyberpunk 2077. Non siamo ancora davanti a un annuncio tradizionale, né tantomeno a un trailer, ma le prime informazioni ufficiali bastano per capire una cosa: lo studio polacco non vuole restare prigioniero dei suoi due universi più celebri.

Durante gli aggiornamenti finanziari e strategici più recenti, CD Projekt ha spiegato che il progetto sta avanzando in modo dinamico e che il team ha ormai definito le basi di questa nuova IP. Il lavoro attuale riguarda la progettazione di elementi concreti del gioco, la creazione di prototipi e i primi test direttamente in Unreal Engine. Hadar resta ancora in una fase iniziale, ma non è più soltanto un nome in codice disperso tra le slide aziendali.

Una nuova IP, non un altro adattamento

L’aspetto più interessante di Hadar è la sua natura completamente originale. CD Projekt RED ha costruito la propria fortuna partendo da universi esterni: prima i romanzi di Andrzej Sapkowski con The Witcher, poi il gioco di ruolo cartaceo di Mike Pondsmith con Cyberpunk. Hadar, invece, nasce internamente allo studio e rappresenta quindi una sfida creativa diversa.

Questo cambia molto. Creare un mondo da zero significa non avere un canone già consolidato, ma anche non dover rispondere a un immaginario preesistente. Significa poter definire storia, tono, sistemi e identità senza dover negoziare continuamente con aspettative nate altrove. Per uno studio che ha ormai dimostrato di saper espandere mondi complessi, Hadar potrebbe essere il primo vero banco di prova sulla costruzione di una mitologia proprietaria.

Al momento CD Projekt non ha rivelato ambientazione, genere o protagonisti. Le uniche informazioni solide parlano di una nuova IP originale, ancora lontana dall’uscita e affidata a un team molto più piccolo rispetto a quelli impegnati su The Witcher 4 e sul seguito di Cyberpunk 2077.

Un progetto piccolo, ma strategico

I numeri aiutano a capire la situazione. CD Projekt ha indicato che, a febbraio 2026, il team di Hadar contava 26 sviluppatori, mentre la maggior parte delle risorse dello studio era concentrata su The Witcher 4 e una squadra molto più ampia lavorava già al seguito di Cyberpunk 2077. Questo significa che Hadar non è il prossimo grande gioco in uscita, ma un investimento a lungo termine.

La scelta è coerente con la fase attuale della compagnia. Dopo il difficile lancio di Cyberpunk 2077 e la successiva ricostruzione di fiducia culminata con Phantom Liberty, CD Projekt sembra muoversi con maggiore prudenza. Non annunciare troppo presto, non promettere più di quanto sia possibile mostrare, non trasformare un concept in un evento mediatico prima che abbia fondamenta solide.

Hadar, per ora, viene trattato esattamente così: non come prodotto da vendere, ma come mondo da costruire.

Il contesto: Witcher, Cyberpunk e una compagnia che cambia

La nuova IP nasce mentre CD Projekt sta gestendo una delle fasi più dense della propria storia. The Witcher 4 è il progetto principale dello studio e rappresenta l’inizio di una nuova trilogia, mentre Cyberpunk 2 è già entrato in una fase di sviluppo più concreta con un team dedicato. In parallelo proseguono altri lavori legati al franchise di The Witcher, compreso il remake del primo capitolo affidato a Fool’s Theory.

In questo quadro, Hadar è meno urgente ma forse più importante dal punto di vista strategico. Se The Witcher rappresenta il passato e il presente dello studio, e Cyberpunk la dimostrazione della sua capacità di risollevarsi dopo una crisi, Hadar potrebbe diventare il simbolo della prossima identità di CD Projekt: non più soltanto interprete di grandi universi esistenti, ma creatore diretto di mondi proprietari.

Il rischio dell’attesa

Naturalmente, parlare di Hadar oggi significa muoversi in un territorio pieno di vuoti. Non esistono immagini, gameplay, trailer o dettagli narrativi. Tutto ciò che sappiamo riguarda la struttura del progetto e il suo stato di avanzamento. Proprio per questo bisogna evitare di trasformarlo prematuramente in una leggenda.

CD Projekt conosce bene il pericolo dell’hype incontrollato. Lo ha sperimentato sulla propria pelle con Cyberpunk 2077, quando anni di aspettative smisurate hanno reso il lancio del gioco uno degli eventi più controversi dell’industria recente. Hadar dovrà nascere in modo diverso, con una comunicazione più misurata e tempi più realistici.

La buona notizia è che, almeno per ora, lo studio sembra aver imparato quella lezione.

Verdetto dell’Inquisitore

Hadar è ancora un nome avvolto nella nebbia, ma il fatto che CD Projekt RED inizi a parlarne con maggiore concretezza è già significativo. Non perché il gioco sia vicino, ma perché dimostra la volontà dello studio di costruire il proprio futuro su più pilastri, senza dipendere per sempre da Geralt, Ciri o Night City.

La vera sfida sarà culturale prima ancora che produttiva. Creare una nuova IP significa convincere i giocatori a interessarsi a un mondo che non possiede ancora nostalgia, personaggi iconici o decenni di immaginario alle spalle. Significa guadagnarsi tutto da zero.

Se CD Projekt riuscirà a portare in Hadar la maturità narrativa di The Witcher, l’ambizione sistemica di Cyberpunk e una comunicazione finalmente più sobria, potremmo trovarci davanti al progetto più importante della sua prossima decade. Non il più vicino, forse nemmeno il più rumoroso. Ma quello capace di dire davvero cosa sarà CD Projekt RED dopo la fine delle sue certezze.

Vi incuriosisce l’idea di una nuova IP originale firmata CD Projekt RED oppure preferireste vedere lo studio concentrarsi solo su The Witcher e Cyberpunk? Passate in Taverna e raccontateci che tipo di mondo vorreste vedere nascere da Hadar.

Continua la Lettura