I Dispacci

Final Fantasy Resonance: il Guerriero della Luce ritorna

Reek "L’Inquisitore degli Archivi"
Agosto 9, 2026
9 min lettura

Un’icona di Final Fantasy entra nelle Visioni

Square Enix continua a togliere lentamente il velo da Final Fantasy Resonance, e questa volta lo fa affidandosi a uno dei volti più importanti dell’intera saga. Il nuovo trailer pubblicato in queste ore mette infatti sotto i riflettori il Guerriero della Luce, una delle figure simbolo del primo Final Fantasy, mostrandolo all’interno del particolare sistema delle Visioni che rappresenta uno degli elementi più curiosi del nuovo RPG. Il filmato arriva a poche settimane dal lancio e conferma una direzione ormai piuttosto chiara: Resonance vuole guardare al passato senza limitarsi a riproporlo, trasformando personaggi, meccaniche e atmosfere della serie classica in qualcosa di nuovo.

Il Guerriero della Luce non sarà infatti semplicemente un omaggio estetico al passato. In Final Fantasy Resonance potrà affiancare il gruppo attraverso il sistema delle Visioni, vere e proprie incarnazioni di celebri personaggi della storia di Final Fantasy che possono essere utilizzate durante le battaglie. Square Enix ha già confermato la presenza di figure come Cloud, Terra, Zidane, Tidus, Y’shtola e Shantotto, costruendo così un ponte diretto tra il nuovo mondo di Resonance e l’enorme patrimonio della serie.

Il Guerriero della Luce e il ritorno alle origini

La scelta del Guerriero della Luce per questo nuovo trailer non è casuale. Se Final Fantasy Resonance vuole recuperare una parte dello spirito dei capitoli più tradizionali, partire dal protagonista simbolico del primo episodio è quasi una dichiarazione d’intenti. Il personaggio rappresenta infatti l’origine stessa della formula che ha contribuito a definire il genere dei JRPG e che Resonance vuole reinterpretare attraverso un sistema di combattimento a turni, un mondo costruito attorno ai Cristalli e una forte componente fantasy.

Nel trailer viene presentato il legame tra il Guerriero della Luce e il mondo di Resonance, dove una figura profetizzata come campione avrebbe contribuito a liberare il mondo da un’epoca di oscurità. Il giocatore potrà quindi stringere un legame con questa Visione e sfruttarne le capacità durante gli scontri. È un modo piuttosto elegante per giustificare la presenza di un personaggio proveniente da un altro capitolo senza trasformare necessariamente Resonance in un semplice crossover celebrativo.

Ed è proprio questo il dettaglio che potrebbe fare la differenza. Square Enix non sembra voler utilizzare i personaggi storici esclusivamente come figurine da collezionare per strizzare l’occhio ai nostalgici: le Visioni sono inserite direttamente nella struttura del combattimento e diventano parte delle possibilità tattiche offerte al giocatore. Il concetto ricorda inevitabilmente alcune delle idee già sperimentate dalla compagnia in passato, ma qui viene inserito dentro un RPG tradizionale e completamente offline, con l’obiettivo di farlo funzionare come una componente organica dell’avventura.

Un Final Fantasy che torna ai turni

Il Guerriero della Luce sarebbe probabilmente meno interessante se Resonance non stesse contemporaneamente tentando un’altra operazione piuttosto importante: riportare Final Fantasy verso il combattimento a turni.

Dopo la progressiva trasformazione della serie principale, culminata nell’impostazione action degli episodi più recenti, Square Enix ha scelto per Resonance una strada decisamente diversa. Gli scontri sono costruiti attorno alla gestione delle debolezze elementali, alla possibilità di mandare i nemici in stato di stagger e alla successiva esecuzione di potenti attacchi Resonance. Non si tratta quindi di un semplice ritorno nostalgico ai vecchi menu: l’obiettivo è prendere la struttura classica e combinarla con sistemi più moderni.

Questo approccio è particolarmente interessante perché permette a Square Enix di rivolgersi contemporaneamente a due pubblici. Da una parte ci sono i giocatori che aspettavano da anni un nuovo Final Fantasy realmente basato sui turni; dall’altra ci sono coloro che potrebbero considerare una riproposizione identica delle meccaniche degli anni Novanta come un passo indietro. Resonance sembra voler stare esattamente nel mezzo: il combattimento mantiene una struttura leggibile e ragionata, ma aggiunge sistemi di debolezze, stagger e Visioni che gli conferiscono una profondità più contemporanea.

L’HD-2D come ponte tra passato e presente

L’altra grande scommessa di Final Fantasy Resonance è naturalmente quella visiva. Il gioco sarà il primo Final Fantasy a utilizzare ufficialmente l’approccio HD-2D, quello già diventato una delle firme più riconoscibili dei moderni RPG Square Enix. Sprite bidimensionali, ambientazioni tridimensionali, profondità di campo, illuminazione e movimenti di camera vengono combinati per creare un mondo che richiama immediatamente l’epoca della pixel art senza rinunciare agli strumenti tecnologici contemporanei.

Ed è probabilmente qui che Resonance trova la propria identità più forte. Non vuole competere con Final Fantasy VII Rebirth sul terreno del realismo, né con Final Fantasy XVI sul piano della spettacolarità action. Sta scegliendo deliberatamente un’estetica differente, più vicina alla memoria visiva dei capitoli classici ma abbastanza sofisticata da non sembrare un semplice esercizio retrò.

Il nuovo trailer dedicato al Guerriero della Luce permette proprio di apprezzare questa impostazione. Il personaggio appare inserito in scenari tridimensionali ricchi di dettagli, ma conserva quella silhouette pixelizzata che lo rende immediatamente riconoscibile. Il risultato è un curioso equilibrio tra vecchio e nuovo che, almeno sulla carta, sembra essere uno degli elementi più convincenti dell’intero progetto.

Le Visioni sono molto più di un semplice cameo

La vera domanda, naturalmente, è quanto sarà importante il sistema delle Visioni nel gioco completo. Square Enix ha chiarito che questi personaggi saranno utilizzabili durante le battaglie e che potranno fornire abilità e attacchi caratteristici, trasformando la loro presenza in una vera componente strategica.

Questo apre una possibilità interessante: Final Fantasy Resonance potrebbe utilizzare il passato della serie non soltanto come materiale nostalgico, ma come una sorta di gigantesca cassetta degli attrezzi. Ogni Visione può rappresentare una diversa possibilità tattica e spingere il giocatore a modificare la composizione del proprio gruppo o il modo in cui affronta determinati nemici.

Il Guerriero della Luce, in questo senso, non è semplicemente il protagonista del primo Final Fantasy che Square Enix ha deciso di inserire nel nuovo capitolo. È anche una dimostrazione pratica di come il passato possa diventare una meccanica. Il personaggio viene preso, reinterpretato e inserito in un sistema nel quale il giocatore può sfruttarne l’identità per costruire la propria strategia.

Ed è un concetto che potrebbe diventare ancora più interessante se la promessa di Square Enix verrà mantenuta: la compagnia ha infatti presentato le Visioni come echi di personaggi provenienti dalla serie, con una rappresentanza destinata a coprire le diverse incarnazioni di Final Fantasy.

Un’avventura che vuole essere un Final Fantasy “classico”

Sotto la superficie del crossover, però, Final Fantasy Resonance sembra avere intenzioni molto più tradizionali. Il gioco racconterà una nuova avventura ambientata in un mondo fantasy nel quale i Cristalli tornano ad avere un ruolo centrale. Il giocatore viaggerà attraverso l’overworld, potrà utilizzare Chocobo e dirigibili e incontrerà elementi che appartengono da decenni all’immaginario della serie.

Non mancheranno inoltre attività secondarie e contenuti opzionali, tra cui un Colosseo, il maestro spadaccino Gilgamesh, la Chamber of Arms e scontri con avversari particolarmente potenti come Ultima Weapon. Sono elementi che raccontano abbastanza bene quale sia l’obiettivo di Square Enix: creare un RPG che sembri appartenere alla tradizione di Final Fantasy anche quando introduce sistemi completamente nuovi.

Questa impostazione assume un significato ancora maggiore considerando le origini del progetto. Resonance nasce infatti anche dal desiderio di recuperare e preservare idee legate a Final Fantasy Brave Exvius, un titolo mobile chiuso nel 2023. Il progetto è stato concepito proprio con l’idea di trasformare quel patrimonio in un’esperienza console più accessibile e duratura.

Il risultato, quindi, non è semplicemente un nuovo spin-off creato per sfruttare il marchio. È anche il tentativo di prendere materiale nato per un contesto mobile e trasformarlo in un JRPG strutturato secondo una sensibilità molto più vicina alla tradizione della serie.

Un ottobre decisamente affollato

Il tempo per capire se la formula funzionerà non è poi così lontano. Final Fantasy Resonance arriverà il 22 ottobre 2026, e sarà disponibile su Nintendo Switch, Nintendo Switch 2, PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC. La presenza contemporanea su cinque piattaforme permette inoltre a Square Enix di rivolgersi a un pubblico decisamente più ampio rispetto a quello delle sole console Nintendo.

La data di uscita lo colloca però in un periodo particolarmente ricco per gli appassionati di RPG. Square Enix ha scelto di mettere Resonance sul mercato proprio in una finestra nella quale l’attenzione degli appassionati sarà estremamente contesa. Per questo il gioco dovrà riuscire a distinguersi non soltanto grazie al nome Final Fantasy, ma soprattutto attraverso una formula abbastanza solida da convincere il pubblico che non si tratta dell’ennesimo progetto nostalgico.

Il nuovo trailer del Guerriero della Luce, da questo punto di vista, fa il suo lavoro. Non svela necessariamente una quantità enorme di informazioni, ma rafforza l’idea di un gioco nel quale il passato della saga non è un semplice ornamento. È parte integrante della struttura.

Il vero valore di Resonance sarà nella sintesi

Ed è proprio questa la sfida più interessante che Square Enix si è messa davanti.

Da una parte abbiamo il Final Fantasy delle origini: Cristalli, Chocobo, dirigibili, Guerrieri della Luce, combattimenti a turni e pixel art. Dall’altra abbiamo l’industria moderna: HD-2D, modelli tridimensionali, telecamere dinamiche, doppiaggio, sistemi di stagger e una struttura pensata per essere immediatamente comprensibile anche a chi non ha mai giocato un Final Fantasy classico.

Se questi due mondi riusciranno davvero a convivere, Final Fantasy Resonance potrebbe diventare qualcosa di più di un semplice omaggio alla nostalgia. Potrebbe dimostrare che la formula classica della serie non ha bisogno di essere ricostruita esattamente come trent’anni fa per tornare a funzionare.

E il Guerriero della Luce è forse il simbolo migliore per raccontare questa operazione. Un personaggio nato quando Final Fantasy era ancora agli inizi viene trasportato in un mondo completamente nuovo, trasformato in una Visione e inserito dentro un sistema di combattimento moderno. È passato e presente che si incontrano senza necessariamente dover scegliere quale dei due debba scomparire.

Verdetto dell’inquisitore

Più Square Enix mostra Final Fantasy Resonance, più diventa difficile considerarlo soltanto un progetto secondario. Il gioco sembra avere una propria identità e, soprattutto, sembra sapere esattamente quale pubblico vuole conquistare: chi sente la mancanza del Final Fantasy a turni, chi ama l’HD-2D e chi vorrebbe vedere la storia della saga celebrata senza dover necessariamente giocare un remake.

Il rischio, naturalmente, è che l’effetto nostalgia finisca per diventare il vero protagonista. Avere Cloud, Terra, Zidane, Tidus o il Guerriero della Luce è un ottimo biglietto da visita, ma non basta a costruire un grande RPG. La vera prova sarà capire se il mondo di Resonance, i suoi personaggi e il suo sistema di combattimento riusciranno a reggersi sulle proprie gambe quando l’effetto “guarda chi c’è” sarà passato.

Per ora, però, la direzione mi convince. Il Guerriero della Luce non sembra essere stato inserito soltanto per far scattare il riflesso nostalgico dei fan: è parte di una struttura che vuole trasformare la memoria della serie in una meccanica concreta. E questa potrebbe essere la scelta più intelligente dell’intero progetto.

E voi cosa ne pensate in Taverna? Il Guerriero della Luce vi ha convinto o preferireste vedere Resonance concentrarsi esclusivamente sui suoi personaggi originali?

Continua la Lettura